italia colore mascherine

SPERANZA COMANDA COLORE –  IL PIEMONTE RISCHIA DI FINIRE GIÀ DA OGGI IN ZONA GIALLA, MENTRE PER LAZIO, LOMBARDIA ED EMILIA-ROMAGNA SE NE RIPARLERÀ TRA SETTE GIORNI. RESTANO IN GIALLO FRIULI-VENEZIA GIULIA, PROVINCE AUTONOME DI BOLZANO E TRENTO, CALABRIA, VENETO, LIGURIA E MARCHE -  NONOSTANTE LA VALANGA DI CONTAGI, IN MOLTE REGIONI I RICOVERI SONO ANCORA SOTTO LA SOGLIA CRITICA – MA C’È GIÀ CHI VEDE ALL’ORIZZONTE L’ARANCIONE…

Mauro Evangelisti per "Il Messaggero"

 

MILANO FARMACIE TAMPONI

La pandemia sta colpendo duramente l'Italia, ma non avremo un Natale in giallo in tutte le Regioni. Oggi rischia solo il Piemonte, mentre per Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna se ne riparlerà tra sette giorni. Restano in giallo Friuli-Venezia Giulia, Province autonome di Bolzano e Trento, Calabria, Veneto, Liguria e Marche. Ma come è possibile? C'è incoerenza tra i dati che domani saranno pubblicati sul report della cabina di regia da cui dipendono i colori della Regioni e la valanga di casi positivi registrati in queste ore.

 

terapia intensiva covid 4

REPARTI Di fronte al record di nuove infezioni, oltre 44mila, e all'allarme per la inarrestabile avanzata della Omicron, ti aspetti una Italia tutta in giallo o in arancione. Invece, il documento di oggi riporterà ad esempio un valore dell'Rt (indice di trasmissione) tutto sommato sotto controllo e numerose Regioni ancora sotto le percentuali di riempimento dei reparti che fanno scattare le limitazioni. Alcuni esempi: il Lazio ieri ha contato 3.006 nuovi positivi (il numero più alto da inizio pandemia), ma l'Rt è sceso sotto al limite critico di 1 (è a 0,99) e anche questa settimana resterà in bianco perché se è vero che le terapie intensive sono già al 14 per cento (limite da non superare è 10), le aree mediche sono al 14 (il limite è a 15). Il passaggio in giallo avverrà con l'anno nuovo.

VIGNETTA ALTAN - BABBO NATALE E IL TAMPONE

 

Stessa storia in Lombardia: quasi 13mila casi, ma ricoveri ancora sotto i valori critici (anche perché la Regione ha attivato nuovi posti letto). Ma allora chi rischia il salto di colore? Partiamo dallo scenario attuale: malgrado la folle corsa dei contagi di ieri, nessuna delle Regioni e delle Province autonome in giallo ha i numeri per passare in arancione. Ad esempio in Veneto il governatore Luca Zaia ipotizza che per il salto nella fascia con maggiori chiusure, se mai ci sarà, bisognerà attendere tre settimane: «In questo momento siamo al 17-18 per cento di occupazione in area non critica. Questo vuol dire che per raggiungere il 30 per cento, soglia limite per passare in zona arancione, si dovrebbero aggiungere, all'incirca, un altro migliaio di pazienti in più. Nel giro di 20 giorni, dovremo cominciare a porci il problema della zona arancione».

 

E tra le Regioni in bianco chi rischia domani il giallo? Sicuramente il Piemonte, che secondo i dati Agenas (agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) è sul filo del rasoio: 10 e 15 per cento di occupazione dei posti letto rispettivamente in terapia intensiva e nelle aree mediche. Secondo il governatore Cirio però, sia pure per poche unità, i valori sono sotto i limiti di allerta «ma dato che i nostri numeri sfiorano la soglia che fa scattare la zona gialla, lo abbiamo segnalato al ministro Speranza che assumerà la decisione finale».

 

terapia intensiva covid 2

Eppure, l'aumento dei contagi su base nazionale è stato travolgente: se confrontiamo i casi di ieri con quelli di due settimane fa, si registra un incremento del 120 per cento, dunque sono più che raddoppiati. Se si prende come punto di riferimento solo l'ultima settimana, secondo l'analisi della Fondazione Gimbe abbiamo registrato «un'impennata di nuovi casi (+42,3 per cento) e decessi (+33 per cento) e un aumento della pressione sugli ospedali: ricoveri +17 per cento, terapie intensive +17,3». ANALISI Il dato confortante è che il numero dei ricoveri aumenta molto più lentamente rispetto a quello dei contagi.

 

tampone

Ma c'è un'analisi di Altems (Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari dell'Università Cattolica) che spiega con efficacia l'effetto benefico dei vaccini e, in fondo, aiuta a comprendere lo scollamento tra il record di casi di ieri e la sostanziale tenuta degli ospedali che di fatto sta mantenendo la maggioranza delle Regioni in fascia bianca: i nuovi positivi in questo Natale 2021 sono più del Natale scorso (1 su 3 dei nuovi testati contro 1 su 4 dello stesso periodo del 2020) ma i morti sono 5 volte meno.

code tamponi farmacia 6terapia intensiva covid 1terapia intensiva covid 3Farmaci terapia intensivacode tamponi farmacia 7

Ultimi Dagoreport

donald trump flavio briatore

CIAO “BULLONAIRE”, SONO DONALD! – TRUMP, CON TUTTI I CAZZI E I DAZI CHE GLI FRULLANO NELLA TESTA, ALMENO DUE VOLTE A SETTIMANA TROVA IL TEMPO PER CAZZEGGIARE AL TELEFONO CON IL SUO VECCHIO AMICO FLAVIO BRIATORE – DA QUANDO HA VENDUTO IL TWIGA, L’EX FIDANZATO DI NAOMI CAMBPELL E HEIDI KLUM E' UN PO' SPARITO: CENTELLINA LE SUE APPARIZIONI TV, UN TEMPO QUASI QUOTIDIANE - IN DUE MESI È APPARSO NEI SALOTTI TV SOLO UN PAIO DI VOLTE: UNA A DICEMBRE A "DRITTO E ROVESCIO" CHEZ DEL DEBBIO, L’ALTRA MERCOLEDÌ SCORSO A “REALPOLITIK” MA NESSUNO SE N’È ACCORTO (UN TEMPO BRIATORE FACEVA NOTIZIA)

donald trump giorgia meloni ixe sondaggio

DAGOREPORT - CHE COSA SI PROVA A DIVENTARE “GIORGIA CHI?”, DOPO ESSERE STATA CARAMELLATA DI SALAMELECCHI E LECCA-LECCA DA DONALD TRUMP, CHE LA INCORONÒ LEADER "ECCEZIONALE", "FANTASTICA", "PIENA DI ENERGIA’’ E ANCHE "BELLISSIMA"? - BRUTTO COLPO, VERO, SCOPRIRE CHE IL PRIMO DEMENTE AMERICANO SE NE FOTTE DELLA “PONTIERA” TRA USA E UE CHE SI È SBATTUTA COME MOULINEX CONTRO I LEADER EUROPEI IN DIFESA DEL TRUMPISMO, E ORA NON RACCATTA NEMMENO UN FACCIA A FACCIA DI CINQUE MINUTI, COME È SUCCESSO AL FORUM DI DAVOS? - CHISSÀ CHE EFFETTO HA FATTO IERI A PALAZZO CHIGI LEGGERE SUL QUEL “CORRIERE DELLA SERA” CHE HA SEMPRE PETTINATO LE BAMBOLE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI, IL DURISSIMO EDITORIALE DI UN CONSERVATORE DOC COME MARIO MONTI - CERTO, PER TOGLIERE LA MASCHERA ALL’INSOSTENIBILE GRANDE BLUFF DELLA “GIORGIA DEI DUE MONDI”, C’È VOLUTO UN ANNO DI ''CRIMINALITÀ'' DI TRUMP MA, SI SA, IL TEMPO È GALANTUOMO, I NODI ALLA FINE ARRIVANO AL PETTINE E LE CONSEGUENZE, A PARTIRE DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO, POTREBBERO ESSERE MOLTO AMARE TRASFORMANDO IL ''NO'' ALL'UNICA RIFORMA DEL GOVERNO IN UN "NO" AL LEGAME DI MELONI CON LA DERIVA FASCIO-AUTORITARIA DI TRUMP... 

tommaso cerno barbara d'urso durso d urso francesca chaouqui annamaria bernardini de pace

FLASH – IERI SERA GRAN RADUNO DI PARTY-GIANI ALLA CASA MILANESE DI TOMMASO CERNO, PER CELEBRARE IL 51ESIMO COMPLEANNO DEL DIRETTORE DEL “GIORNALE” – NON SI SONO VISTI POLITICI, AD ECCEZIONE DI LICIA RONZULLI. IN COMPENSO ERANO PRESENTI L’AVVOCATESSA ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE E L’EX “PAPESSA” FRANCESCA IMMACOLATA CHAOUQUI. A RUBARE LA SCENA A TUTTE, PERÒ C’HA PENSATO UNA SFAVILLANTE BARBARA D’URSO STRETTA IN UN ABITINO DI DOLCE E GABBANA: “BARBARELLA” AVREBBE DELIZIATO I PRESENTI ANNUNCIANDO CHE, DOPO FABRIZIO CORONA, ANCHE LEI TIRERÀ FUORI QUALCHE VECCHIA MAGAGNA…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

DAGOREPORT – IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)