hashem safieddine hassan nasrallah

PER LA SUCCESSIONE A NASRALLAH, SI VA PER ESCLUSIONE: FATTI FUORI TUTTI GLI ALTRI, SPETTA A HASHEM SAFIEDDINE, CUGINO DEL LEADER ELIMINATO DA ISRAELE VENERDÌ – 60 ANNI, È ANCORA PIÙ LEGATO ALL’IRAN DEL SUO PARENTE. MA IL MOVIMENTO È NEL PANICO: L’UCCISIONE DEL LEADER E L’ESPLOSIONE DEI CERCAPERSONE HA MANDATO FUORI GIRI I MILIZIANI. AL PUNTO CHE NON È STATA PRESA ANCORA UNA DECISIONE SUI FUNERALI DI NASRALLAH (NÉ SULLA RISPOSTA  ALL’INVASIONE DEL LIBANO DA PARTE DI ISRAELE)

Lorenzo Trombetta per l’ANSA

 

Hashem Safieddine

Anche senza il suo leader storico, Hassan Nasrallah, ucciso da Israele a Beirut in un clamoroso e sanguinoso attacco, Hezbollah manda segnali di vita: oltre a continuare a sparare colpi dal sud del Libano verso la Galilea e a dirsi pronto a confrontarsi col nemico in caso di invasione di terra, il partito si prepara a nominare il nuovo segretario generale, da più parti indicato come Hashem Safieddine, cugino materno di Nasrallah.

 

Il numero due del partito, lo shaykh Naim Qassem, è apparso in un breve discorso televisivo - il primo di Hezbollah dopo il clamoroso attacco di venerdì scorso su Beirut - per confermare che la resistenza armata a Israele continua: anche perché, ha detto Qassem visibilmente emozionato, Nasrallah aveva lasciato una serie di piani in caso di una sua morte.

 

hassan nasrallah

Fonti interne a Hezbollah affermano che per il momento non è possibile organizzare i funerali pubblici e di massa del sayyid (discendente del profeta Maometto) Nasrallah. Anche perché, affermano le fonti, la priorità è ora quella di riorganizzare l'assetto interno del movimento sbaragliato, almeno in apparenza, dalle decapitazioni dei vertici politico-militari, disorientato come non mai dagli attacchi alle telecomunicazioni interne, e costretto a rintanarsi nei bunker dagli incessanti raid aerei nemici sul sud, nella valle orientale della Bekaa e in diverse zone di Beirut.

 

il palazzo dove si nascondeva nasrallah dopo il raid israeliano a beirut. 2 foto lapresse

In attesa di poter porgere con tutti gli onori l'estremo saluto al leader Nasrallah, l'Iran e quel che rimane dei vertici del partito armato libanese attendono il momento più opportuno per annunciare la nomina di Safieddine come segretario generale. Poco più giovane di Nasrallah, Safieddin è suo cugino da parte materna. Ha 60 anni ed è originario del sud del Libano.

 

Appartiene a una famiglia sciita di rango e, anche lui, come il suo predecessore, indossa un turbante nero, privilegio e onere dei sadat (singolare: sayyid), i discendenti del profeta secondo la tradizione sciita. Safieddin è indicato come legato a doppio filo all'Iran. Più di quanto non fosse Nasrallah, presentato da tempo come una figura autorevole e, in un certo senso, capace di interloquire alla pari persino con Ali Khamenei, il leader iraniano.

il palazzo dove si nascondeva nasrallah dopo il raid israeliano a beirut foto lapresse

 

Safieddine, che ha studiato assieme a Nasrallah nelle scuole religioso-politiche di Najaf, in Iraq, e di Qom in Iran, era stato designato dai vertici della Repubblica islamica come il successore designato di Nasrallah già nel lontano 2009: quando Hezbollah era al culmine della sua parabola ascendente come forza politica libanese e si preparava a diventare una forza regionale di spicco grazie al suo intervento diretto nel conflitto fratricida siriano.

 

Hashem Safieddine

Il fratello di Safieddin, Abdallah, è da anni il rappresentante di Hezbollah a Teheran. Mentre suo figlio Rida è sposato con Zeinab Soleimani, figlia del defunto comandante delle Brigate Qods dei Pasdaran iraniani, il generale Qasem Soleimani, a lungo descritto come l'architetto della politica estera e di difesa iraniana in Medio Oriente, ucciso dagli Stati Uniti il 3 gennaio 2020 a Baghdad.

Hashem Safieddine Hashem Safieddine UCCISIONE DI HASSAN NASRALLAH A BEIRUTUCCISIONE DI HASSAN NASRALLAH A BEIRUTil palazzo dove si nascondeva nasrallah dopo il raid israeliano a beirut foto lapresseI VERTICI DI HEZBOLLAH ELIMINATI - CORRIERE DELLA SERAHashem Safieddine

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…