guardia di finanza davanti all officina gammicchia palermo

IL SUO PATRIMONIO ORA È COSA NOSTRA – CONFISCATI 17 MILIONI A VINCENZO GAMMICCHIA, IL “RE DEGLI PNEUMATICI DI PALERMO”: IL BLITZ RIGUARDA DUE SOCIETÀ, UN CONSORZIO E 28 IMMOBILI, TRA CUI UNA VILLA CON PISCINA ALL’ISOLA DELLE FEMMINE – GAMMICCHIA AVREBBE INCASSATO INVESTIMENTI DELLE COSCHE E NELLE SUE OFFICINE SI SAREBBERO TENUTI ANCHE SUMMIT DI COSA NOSTRA. TEMENDO PER L’APERTURA DI UN CONCORRENTE, QUALCHE ANNO FA CHIESE AI BOSS DI FAR RECAPITARE UNA TESTA D’AGNELLO, E NEL 2015…

1 - MAFIA:BLITZ CONTRO CLAN PALERMITANI, 9 ARRESTI

guardia di finanza davanti all officina gammicchia

(ANSA) - La polizia di Palermo, su delega della Direzione Distrettuale Antimafia, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 9 indagati, accusati a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, estorsione con l'aggravante del metodo mafioso ed intestazione fittizia di beni.

 

Per 8 è stato disposto il carcere, per uno i domiciliari. L'indagine della squadra mobile e dello Sco della direzione centrale anticrimine ha ricostruito l'organigramma delle famiglie mafiose palermitane del mandamento della Noce e Cruillas che comprende le cosche della Noce, Cruillas, Malaspina e Altarello. L'indagine è la prosecuzione di quella dello scorso maggio sugli stessi clan a carico di altre 9 persone anche loro accusate di fare parte dell'associazione mafiosa.

 

guardia di finanza davanti all officina gammicchia.

Tra gli arrestati, oggi, c'è Pietro Tumminia, detto Pierone, ritenuto il capo della "famiglia" di Altarello. Tumminia era uscito dal carcere nel dicembre del 2020 e avrebbe sin dai primi giorni della scarcerazione riorganizzato il mandamento. Un'autorità mai messa in discussione dagli altri componenti dell'organizzazione la sua.

 

Tra le attività contestate agli indagati quella estorsiva nei confronti di commercianti, artigiani e imprenditori della zona. Anche ad Altarello, come in altre zone di Palermo come emerso da decine di ordinanze e operazioni in passato, serviva l'autorizzazione preventiva del clan per l'avvio di iniziative economiche. Tra gli indagati c'è anche un insospettabile ed incensurato artigiano palermitano, rintracciato a Pantelleria, finito ai arresti domiciliari, che, nonostante si occupasse della sua attività di falegname, di fatto sarebbe risultato un esattore del pizzo per conto della famiglia mafiosa di Altarello. Nel corso dell'operazione, infine, è stato sequestrato un parcheggio a pagamento nel quartiere Noce che secondo le indagini sarebbe intestato a un prestanome, ma sarebbe riconducibile allo stesso Tumminia.

guardia di finanza davanti all officina gammicchia.

 

2 - MAFIA: CONFISCATO PATRIMONIO "RE PNEUMATICI",BENI PER 17 MLN

(ANSA) - Confiscato il patrimonio di 17 milioni a Vincenzo Gammicchia, 74 anni, considerato il "re" degli pneumatici a Palermo. I finanzieri del Gico del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno posto i sigilli alle cinque rivendite dell'imprenditore che hanno continuato a lavorare in questi anni dopo il sequestro del 2019 e del 2020 con un amministratore giudiziario.

 

guardia di finanza davanti all officina gammicchia

La confisca riguarda due società a Palermo, un consorzio sempre nel capoluogo siciliano, 28 immobili, tra appartamenti e magazzini, tra cui una villa con piscina a Isola delle Femmine, 32 rapporti bancari, 8 polizze vita, e una cassetta di sicurezza contenente preziosi e orologi di pregio, 9 tra autoveicoli e motoveicoli. Le indagini della sezione misure di prevenzione del Gico, sono state coordinate dalla Dda e sono ripartite dalle recenti dichiarazioni di due pentiti: Vito Galatolo, boss dell'Acquasanta, e da quelle di Angelo Fontana.

 

guardia di finanza davanti all officina gammicchia.

Oltre agli investimenti iniziali delle cosche nelle attività di Gammicchia, i collaboratori di giustizia hanno rivelato che in una delle sue officine si sarebbero tenuti anche summit di Cosa nostra. Qualche anno dopo, l'imprenditore avrebbe invece chiesto ai boss dell'Acquasanta un favore molto particolare.

 

Temendo per l'apertura di un concorrente gli avrebbe fatto recapitare na testa d'agnello. Nel 2015, fu invece Gammicchia a denunciare un'intimidazione del racket. Ma l'incendio non era finalizzato a chiedere il pizzo, l'imprenditore palermitano non l'ha mai pagato, quell'incendio era una punizione, Gammicchia si era permesso di comprare all'asta il bene di un mafioso.

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