denis verdini

TUTTE LE GRANE DI DENIS – L’ONTA DEL CARCERE NON È L’UNICO PENSIERO DI VERDINI: IL 20 NOVEMBRE È ATTESA LA SENTENZA SULLA BANCAROTTA DELLA SOCIETÀ TOSCANA DI EDIZIONI, CHE IN PRIMO GRADO GLI È COSTATA UNA CONDANNA A CINQUE ANNI E MEZZO – POI C’È IL POSSIBILE RINVIO A GIUDIZIO SUL CASO CONSIP – DOPO IL TAMPONE È IN ISOLAMENTO E TRA UNA SETTIMANA POTRÀ AVERE CONTATTI CON GLI ALTRI DETENUTI DI REBIBBIA

Luca Serranò per “la Repubblica”

 

denis verdini ai funerali di paolo bonaiuti

L'onta del carcere non è l' unico pensiero nella notte peggiore di Denis Verdini. A poche ore dal giudizio della Cassazione e dalla condanna a sei anni e sei mesi di reclusione per il crac del Credito Cooperativo Fiorentino, i suoi difensori sono già al lavoro in vista di un altro processo che potrebbe avere pesanti conseguenze.

 

nicola latorre, denis verdini luca lotti

Il prossimo 20 novembre, in Corte d' appello a Firenze, è attesa a meno di imprevisti la sentenza per la bancarotta della Società Toscana di Edizioni (che editava il Giornale della Toscana ), che in primo grado era costata a Verdini una condanna a cinque anni e mezzo di reclusione.

 

MASSIMO PARISI

Secondo le accuse l' ex senatore - assistito dagli avvocati Franco Coppi e Marco Rocchi - era infatti il dominus della Ste e del gruppo editoriale che le ruotava attorno. Insieme all' ex deputato Massimo Parisi avrebbe incassato nel 2005 dalla Ste 1,3 milioni con una operazione di cessione di quote di un' altra società, la Nuova Toscana Editrice: operazione ritenuta dall' accusa «priva di valide ragioni economiche» sia perché all' epoca la Ste già versava in gravi difficoltà, sia perché la Nuova Toscana Editrice aveva un capitale sociale di soli 62 mila euro, era in perdita e Verdini e Parisi detenevano solo il 20% ciascuno del capitale.

 

Le quote, dunque, sarebbero state pagate dalla Ste a peso d' oro. «Io a questo giornale ho solo dato, ho versato soldi, dall' inizio alla fine per tenerlo in vita - raccontò in aula nell' aprile del 2018 - Dispiace che alla fine sia arrivato comunque al fallimento nonostante lo sforzo».

 

denis verdini

All' orizzonte per l' ex coordinatore di Forza Italia c' è inoltre un possibile rinvio a giudizio nell' inchiesta sul caso Consip, per cui un mese fa ha ricevuto un avviso di conclusione delle indagini preliminari per turbativa d' asta e concussione: le accuse riguardano i rapporti con l' impresa francese Cofely, per la quale si sarebbe speso in modo insistente.

 

denis e francesca verdini

Nel frattempo lui inizia a contare i giorni per il suo settantesimo compleanno, il prossimo 8 maggio, data in cui i suoi legali potranno chiedere la detenzione domiciliare. Un epilogo non scontato, su cui gli stessi difensori preferiscono non sbilanciarsi perché appeso a diversi fattori e soprattutto al giudizio del tribunale di sorveglianza.

 

Di certo per ora c' è solo il carcere e, raccontano persone a lui vicine, la voglia di non mollare. Dopo aver fatto il tampone è rimasto in isolamento sanitario, come previsto dal protocollo anti Covid: solo tra una settimana potrà avere contatti con gli altri detenuti. In molti, compresi alcuni parlamentari, hanno già chiesto di poterlo incontrare a Rebibbia, ma a causa delle restrizioni le visite potrebbero slittare.

denis verdini simonetta fossombronidenis verdiniDENIS VERDINI ANTONIO ANGELUCCI

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...