nunzio samuele calamucci marco mancini

TUTTE LE SPIE PASSANO DA ROMA – MILANO ERA IL CENTRO DELLA “BANDA” DI PAZZALI E GALLO, MA NELLA CAPITALE OPERAVANO I PRESUNTI RIVALI DELLA “SQUADRA FIORE”, CHE VENGONO ESPOSTI DALL’HACKER SAMUELE CALAMUCCI. FU LUI A RIVELARE L’ESISTENZA DEL GRUPPO QUANDO SCOPRÌ CHE STAVANO DOSSIERANDO LEONARDO MARIA DEL VECCHIO – I RIFERIMENTI A MARCO MANCINI (CHE SMENTISCE LEGAMI CON GALLO & COMPANY, E MINACCIA DENUNCE A RAFFICA) E L’EX ROS VINCENZO DI MARZIO: “MI HA PROMESSO CHE MI AVREBBE FATTO AMMAZZARE…ALLA FINE HO DATO I…”

beppe sala

SALA, SU ENRICO PAZZALI CI SONO ELEMENTI PREOCCUPANTI

(ANSA) - "È chiaro che ci sono degli elementi che sono preoccupanti, non c'è dubbio". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, commentando l'inchiesta sui dossier illegali dove è indagato il presidente di Fondazione Fiera Milano, ora autosospeso, Enrico Pazzali. "Ci sono situazioni, a noi come Comune di Milano che erano ignote - ha aggiunto a margine delle cerimonia al Famedio -. Io personalmente, e lo dico senza timore di smentita, non sapevo nemmeno dell'esistenza di questa società".

 

DA MILANO ALLA SQUADRA FIORE LA RETE DEGLI SPIONI PORTA A ROMA

Estratto dell’articolo di Irene Famà e Monica Serra per “La Stampa”

 

marco malerba giuliano schiano giulio cornelli samuele calamucci massimiliano camponovo carmine gallo

«Mancini è un componente. Doppio Mike, l'ho chiamato doppio Mike. È un componente della squadra Fiore, un traditore». È Nunzio Samuele Calamucci a dirlo, intercettato dai carabinieri di Varese. E nel bel mezzo di una "guerra" tra hacker che lo ha portato a denunciare ai giornalisti l'esistenza a Roma di una centrale di spionaggio che, per quel che sta emergendo, aveva molti punti in comune con quella milanese, di cui Calamucci faceva parte. Anche la «Squadra Fiore» sarebbe infatti composta da militari ed ex militari legati a comparti dell'intelligence che accedono alle banche dati, da quelle della Banca d'Italia allo Sdi. Raccolgono notizie riservatissime su vip e grandi società e poi le rivendono.

 

samuele calamucci

Dai primi accertamenti, le basi logistiche sarebbero due: una in Italia, nella Capitale, in un appartamento di piazza Bologna, tra studi di avvocati e medici. Tra quelle mura si poteva parlare liberamente: a proteggere le conversazioni ci sarebbe stato un disturbatore di frequenze. La seconda pare sia a New York, nella Lower Manhattan.

 

Della Squadra Fiore si inizia a parlare a marzo, dopo gli articoli di Fabrizio Gatti di Today. it. A contattarlo, sarebbe stato proprio l'hacker Calamucci. L'obiettivo? "Bruciare" il gruppo rivale, almeno in apparenza perché stava dossierando un cliente della sua organizzazione: Leonardo Maria Del Vecchio, figlio prediletto del patron di Luxottica, che ha pagato almeno 361 mila euro alla società Neis, dell'ex Ros Vincenzo Di Marzio, per varie attività di investigazione nel bel mezzo della faida per l'eredità del padre.

 

CARMINE GALLO

Per conto di Del Vecchio, secondo il pm Francesco De Tommasi, la banda spia la fidanzata ma anche i fratelli, soprattutto Claudio Del Vecchio, che nel frattempo ha depositato la nomina di un avvocato.

 

Quando scopre che la squadra Fiore sta spiando Del Vecchio Jr, Calamucci cerca dei giornalisti a cui racconta una storia tutta da verificare. Dice di essere stato contattato da un amico militare che lavora all'Agenzia di Cybersicurezza nazionale e per "Fiore". Dice che gli avrebbe inoltrato una fotografia mentre era sotto casa dell'imprenditore. La procura di Roma inizia a indagare sulla presunta rete clandestina per accesso abusivo a sistema informatico, violazione delle norme sulla privacy ed esercizio abusivo della professione.

 

LEONARDO MARIA DEL VECCHIO

Per ora, la Postale avrebbe individuato cinque presunti appartenenti al gruppo.

Nelle quasi 5 mila pagine di informative depositate a Milano, solo Calamucci accenna intercettato alla Squadra Fiore, sostenendo che ne farebbe parte l'ex dirigente del Dis Marco Mancini ("Doppio Mike" per via delle iniziali è sempre stato il suo nickname) che ha terminato la carriera nei Servizi dopo le foto con l'ex premier Matteo Renzi in autogrill a dicembre del 2020.

 

carmine gallo samuele calamucci

Ma tramite l'avvocato Luca Lauri, Mancini fa sapere che la sua appartenenza a Fiore sarebbe «pura fantasia», che non conosce Calamucci né l'ex poliziotto Carmine Gallo, a capo del gruppo milanese. Sostiene il legale: «Gli indagati intercettati riferiscono un coacervo di notizie confuse, partendo da spunti di vecchi atti di indagine, e senza fondamento, con l'obiettivo di accreditarsi».

 

Più volte nelle intercettazioni si nomina Mancini. L'ex Ros Di Marzio, che ha lavorato nel Sismi, parla di presunti contrasti con lui: «Mi ha promesso che mi avrebbe fatto ammazzare… Alla fine ho dato i documenti al notaio, poi ho detto, siccome le prove ce le ho, se mi investono c'è qualcuno che farà uscire questi documenti». Al netto di Mancini (non coinvolto nelle indagini), i presunti rapporti con l'intelligence ricorrono spesso. I carabinieri annotano misteriosi accessi in Sdi compiuti dall'utente fittizio «Lanza» col nome «Foga415» identificato come «appartenente all'Aisi». […

nunzio samuele calamucci L’hard disk e il pc di Nunzio Samuele CalamucciSAMUELE CALAMUCCI DAVANTI AL PC CONTA UNA MAZZETTA DI SOLDI NUNZIO SAMUELE CALAMUCCI CON CARMINE GALLO E I 'RAGAZZI' AL LAVORO AL QUARTIER GENERALE DI EQUALIZEENZO DE MARZIO - SAMUELE CALAMUCCI - UOMINI DELL INTELLIGENCE ISRAELIANASAMUELE CALAMUCCI E CARMINE GALLO

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?