TUTTE LE STRADE PORTANO I ROM - LA CATENA FRANCESE “LEROY MERLIN” SI OFFRE COME SPONSOR DEL NUOVO CAMPO ROM NELLA CAPITALE, MA IN CAMBIO, CHIEDE LA CONCESSIONE, PER 99 ANNI, DI UN TERRENO DI 217 MILA METRI QUADRI

Chiara Pellegrini per "Libero Quotidiano"

 

LEROY  MERLIN  LEROY MERLIN

A Roma un villaggio rom e un mega store dedicato al «fai da te» sorgeranno a pochi metri di distanza. Tutto merito del Comune di Roma. Mentre in Europa si cerca di perseguire una politica che porti allo smantellamento e alla chiusura dei campi nomadi il Campidoglio fa di meglio: li privatizza. La discutibile scelta di marketing è della catena francese Leroy Merlin, che non solo ha deciso di costruire il proprio centro commerciale con vista sui campi dei nomadi, ma sarà main sponsor del «villaggio della solidarietà».

 

Rom e amanti del bricolage si troveranno assieme nel villaggio limitrofo al secondo aeroporto della Capitale, Ciampino. Questo nuovo insediamento, che nasce accanto a quello aperto solo due anni fa, costato all’amministrazione Alemanno 10 milioni di euro per la costruzione e 5 per la gestione, dovrebbe costare a Leroy Merlin circa 20 milioni di euro.

 

ZINGARI ROMZINGARI ROM

Il progetto, presentato il 27 gennaio 2014, prevede la divisione del terreno in due parti: circa 217 mila metri quadri da destinare alla realizzazione delle attività commerciali del colosso dei fai da te e i restanti 57mila metri quadrati andrebbero per l’insediamento di 400 rom.

 

Trentacinquemila verranno utilizzati per realizzare le abitazioni, 1.180 mq per la realizzazione di un centro per la formazione ambientale e altri 5.603 mq per creare un centro per il recupero e il riciclo dei rifiuti. Oltre a spazi verdi e parcheggi. Tutto ovviamente a due passi dai rom.

 

ROM ROM

La costruzione del nuovo campo costerà 11.500.000 euro, mentre per la gestione Leroy Merlin stanzierà 597.285mila euro in tre anni, in totale 8,9 milioni di euro. In cambio Leroy Merlin chiede la concessione del terreno per 99 anni e il cambio di destinazione d’uso del terreno da verde pubblico a zona commerciale.

 

La responsabile del campo, non risultano bandi, sarà la Comunità Capodarco. I lavori saranno invece affidati alla ditta Stradaioli. Le case dei rom saranno di 63 metri quadri circa, ad ogni famiglia di migranti o sinti, così come desidera che siano chiamati i rom Ignazio Marino, spetta un bell’orto e un patio ombreggiato, con pannelli scorrevoli dove poter riposare.

ignazio marino con i peperoncini all opera di roma per la prima di ernani diretto da riccardo muti ignazio marino con i peperoncini all opera di roma per la prima di ernani diretto da riccardo muti

 

E ancora serbatoi per la raccolta dell’acqua piovana, doppio camino per cucinare, collettori solari per la produzione di acqua calda e pannelli fotovoltaici per poter immettere in rete energia elettrica. Eppure il progetto non piace alle associazioni buoniste. L’Associazione 21 Luglio si interroga su che fine faranno 180 rom che non avranno spazio nel «villaggio della solidarietà», visto «che nell’attuale villaggio de La Barbuta ci sono 580 abitanti, il nuovo insediamento ne prevede circa 400».

 

Gianni Alemanno Gianni Alemanno

Di più il villaggio con vista sul megastore è «un ghetto per rom», sostengono. Di più, 21 luglio, inviando una lettera alla cordata che si occupa del progeto, ha definito il nuovo insediamento «lesivo dei diritti umani, discriminatorio e con evidente carattere segregativo», ribadendo la necessità di procedere alla chiusura de La Barbuta. Oltre ai dubbi delle associazioni vicine ai nomadi ci sono anche le perplessità del mondo della politica.

 

Campo RomCampo Rom

«È preoccupante la disponibilità di una grande multinazionale a realizzare a proprie spese un nuovo campo nomadi», ha spiegato Federico Rocca, responsabile enti locali Fratelli d’Italia, «Sarebbe assurdo e a dir poco scandaloso, se il Comune che si è sempre opposto alla realizzazione di nuovi centri commerciali, si dimostrasse favorevole a una nuova variante per fini commerciali e a consentire la realizzazione di un nuovo campo da parte dei proponenti».

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)