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TUTTI IN QUARANTENA? STANNO PER TORNARE 50 MILA TURISTI DALLA SARDEGNA, IL 90% VIA MARE - E VISTO CHE NESSUNO EFFETTUA I CONTROLLI AGLI IMBARCHI E SUI TRAGHETTI, CON VIAGGI DI SEI-SETTE ORE, C'È IL RISCHIO SERIO CHE UNA PERSONA POSITIVA AL COVID POSSA FACILMENTE TRASMETTERLO - INEVITABILI GLI ASSEMBRAMENTI NELLE OPERAZIONI DI IMBARCO E SBARCO…

Pierluigi Cascianelli Mauro Evangelisti per “il Messaggero”

 

daniela martani blocca un traghetto perche' non vuole mettere la mascherina 3

Se andrà bene, arriveranno almeno altri 500 positivi dalla Sardegna a Roma. Ma il conto potrebbe essere molto più alto: nessuno effettua i controlli agli imbarchi e sui traghetti, con viaggi di sei-sette ore, c'è il rischio serio che il virus si trasmetta da una persona all'altra, dopo lo tsunami del contagio di inizio agosto nei locali alla moda della Costa Smeralda, dove è successo qualcosa, a livello epidemiologico, che non ha eguali al mondo, ora la situazione potrebbe peggiorare.

 

Solo ieri, nel Lazio, sono stati trovati altri cinquanta positivi rientrati dalla Sardegna. Significa che in pochi giorni la Costa Smeralda ha restituito già 134 turisti romani positivi. Ma la settimana di fuoco sarà questa: se calcoliamo traghetti e aerei (ogni giorno ci sono cinque voli tra Fiumicino e Olbia) torneranno circa 50mila turisti (il 90 per cento via mare). Con l'incidenza rilevata in questi giorni, questo fa prevedere un positivo su cento e dunque si arriva a 500. Il governatore della Sardegna, Christian Solinas, anche ieri si è rifiutato di attivare il servizio di tamponi prima dell'imbarco ai traghetti; il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, Devid Porrello (M5S), sostiene che è sbagliato, ma a questo punto li faccia la Regione Lazio al porto di Civitavecchia.

 

traghetto per la sardegna

L'assessore alla Salute, Alessio D'Amato: «Noi ci stiamo organizzando e li faremo, ma non capite che il punto è un altro. I positivi viaggeranno sui traghetti insieme a chi ancora non è stato contagiato. Se facciamo i tamponi all'arrivo, molti infettati durante il viaggio non risulteranno già positivi e avranno la falsa sicurezza di non avere il coronavirus.

 

Noi stiamo facendo il massimo, abbiamo 17 drive in che consentono a chi torna dalla Sardegna di effettuare il tampone, anzi invitiamo tutti a farlo. Ma al ministro Speranza l'ho ripetuto: bisogna fare i tamponi prima, in Sardegna, altrimenti quei viaggi si trasformano in un moltiplicatore del contagio e tra due settimane ce ne accorgeremo». C'è anche un'altra ipotesi, ma non semplice da applicare: quarantena per chi torna dalla Sardegna.

traghetto per la sardegna

 

LE TESTIMONIANZE

Ma come sta andando al Porto di Civitavecchia? Sbarchi selvaggi e assembramenti inevitabili a bordo. Il traffico turistico legato ai traghetti che arrivano dalla Sardegna sta fotografando da settimane una situazione di pericolo costante. L'ansia e la preoccupazione sono stati d'animo all'ordine del giorno da parte di chi lavora all'interno dello scalo marittimo e del sindaco Ernesto Tedesco che ieri ha inviato una missiva al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, al titolare del dicastero della Salute Roberto Speranza ma anche al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e a Protezione Civile e Autorità di Sistema Portuale.

 

traghetti sardegna 4

«Negli ultimi giorni si è verificato un aumento esponenziale dei casi positivi di importazione, in particolare proprio dalla Sardegna e per questo sono a chiedervi di predisporre tutte le opportune iniziative affinché sia garantita una corretta prevenzione». In effetti, malgrado le accortezze delle compagnie marittime il caos regna sovrano. Solo nella giornata di ieri sono arrivate dalla Sardegna cinque navi (quattro da Olbia, una da Cagliari), tre della compagnia CIN, due della Grimaldi Lines. I passeggeri? In tutto ne sono sbarcati 6.059. In un solo giorno.

 

Le principali criticità si manifestano nelle fasi di imbarco e sbarco, quando l'assembramento è quasi impossibile da evitare. «Manca una struttura portuale adeguata, non ci sono spazi a sufficienza», lamentano le compagnie che in alcuni casi ce la mettono proprio tutta, come nel caso di Grimaldi stessa, fornendo un kit composto da mascherina e guanti, controllando con regolarità la temperatura ai passeggeri con il termoscanner, richiamando gli eventuali trasgressori a tenere le distanze di sicurezza durante il viaggio. Non senza incappare in qualche acceso battibecco.

 

traghetti sardegna 5

«Non è questione di rispetto delle norme, è che dentro al traghetto non ci sono gli spazi», affermano dei ragazzi sbarcati. «Le navi sono troppo piene, di questi tempi non va bene», commentano altri passeggeri. I propositi spesso e volentieri fanno a cazzotti con la realtà. C'è la signora che non vuole lasciare il marito durante l'imbarco e semina il panico fra il personale di bordo, la comitiva di giovani che tenta di sfuggire ai controlli evitando di fare il check della febbre. Per non parlare delle operazioni di sbarco, quando si generano assembramenti nell'attesa di scendere, ma anche quando i passeggeri aspettano le navette per la stazione ferroviaria.

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