mark zuckerberg

LA VENDETTA È UN VIDEO CHE SI GUSTA A FREDDO – MARK ZUCKERBERG È FINITO NELLA RAGNATELA DEL “DEEPFAKE” DOPO CHE UNA SUA INTERVISTA DEL 2017 È STATA MANIPOLATA GRAZIE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER FARGLI PRONUNCIARE UN DISCORSO SUL CONTROLLO DEI DATI E SUL FUTURO – SI TRATTA DELLA PROTESTA LANCIATA DA UNA STARTUP ISRAELIANA DOPO CHE IL FONDATORE DI FACEBOOK SI ERA RIFIUTATO DI…(VIDEO)

 

Manuela Gatti per “il Giornale”

 

mark zuckerberg 3

A fine maggio Mark Zuckerberg aveva spiegato che sulla piattaforma da lui fondata e diretta, Facebook, girava un video modificato in cui la speaker democratica della Camera, Nancy Pelosi, sembrava confusa, e addirittura ubriaca, durante un intervento pubblico. Nonostante fosse un fake, Zuckerberg ha spiegato che il filmato non sarebbe stato rimosso. Il motivo? Il contenuto non violava nessuna regola interna. Chissà se avrebbe agito nello stesso modo sapendo che la successiva vittima del deepfake - la tecnologia che permette di manipolare le immagini con un' accuratezza tale da farle sembrare vere - sarebbe stato proprio lui.

 

mark zuckerberg 1

Da qualche giorno gira infatti sui social network del gruppo di Menlo Park - Facebook e Instagram - un video «choc». O almeno all'apparenza. Il protagonista è proprio Zuckerberg, che sembra dichiarare di fare parte della Spectre, l' organizzazione criminale immaginaria della saga di James Bond. «Immaginatevi per un secondo che esista un solo uomo con il controllo totale dei dati rubati di miliardi di persone: tutti i loro segreti, le loro vite, il loro futuro - confessa nel filmato il numero uno di Facebook -

Devo tutto a Spectre, che mi ha mostrato che chi controlla i dati delle persone controlla il futuro».

 

mark zuckerberg vuole creare una moneta virtuale 1

Il video è il risultato della manipolazione di una (vera) intervista rilasciata da Zuckerberg nel 2017. Si tratta, appunto, di un caso di deepfake: grazie all' intelligenza artificiale il volto del diretto interessato è stato modificato in modo da fargli pronunciare le parole desiderate e la voce è stata sostituita da quella di un attore.

mark zuckerberg vuole creare una moneta virtuale

 

Si tratta di una bufala «intenzionale»: dietro c' è una startup tecnologica israeliana, che ha realizzato una serie di contenuti deepfake come parte di un' installazione artistica in mostra nei giorni scorsi nel Regno Unito. La società ha detto che al loro algoritmo è bastato un minuto di filmato per estrarne il falso, nel giro di poco più di una giornata di lavoro. Gli altri video del progetto hanno come protagonisti il presidente Usa Donald Trump e la showgirl Kim Kardashian: entrambi «confessano» di essere arrivati al successo grazie alla Spectre e alla manipolazione dei dati dei rispettivi elettori e follower.

mark zuckerberg 2

 

I video sono stati rimossi da YouTube perché violavano la normativa del provider. Ma, essendo stato archiviato da poco il caso Pelosi, in molti erano curiosi di conoscere proprio la reazione di Zuckerberg, questa volta preso di mira in prima persona.

La risposta è stata la stessa data a fine maggio: questi contenuti, compreso quello in cui lui stesso sembra dire di avere il controllo su miliardi di abitanti del Pianeta, non sono in contrasto con le policy di Facebook e Instagram, dove dunque continuano e continueranno a girare.

 

mark zuckerberg vuole creare una moneta virtuale 3

Se Pelosi stia gongolando non è dato saperlo. Secondo quanto riporta il quotidiano statunitense Washington Post, infatti, la presidente della Camera statunitense se l' era presa con il fondatore di Facebook per la mancata rimozione del video falso che la vede protagonista. Anche perché il filmato era inizialmente stato preso per vero da parecchi utenti: tra gli altri, l' aveva condiviso sul proprio account Twitter anche Rudy Giuliani, avvocato di Trump ed ex sindaco di New York.

mark zuckerberg summit learning 8

 

Ma i rappresentanti di Menlo Park avevano ribadito che «non esiste una regola che impone che ciò che gli utenti postano su Facebook debba essere vero». L' unica promessa era stata quella di dare meno visibilità al filmato sulle bacheche degli due miliardi di iscritti. Sempre secondo il Washington Post, in un secondo momento Zuckerberg avrebbe cercato di contattare Pelosi per un chiarimento, ma la leader democratica non lo avrebbe mai richiamato.

MARK ZUCKERBERG E IL #FACEBOOKDOWN

 

Il fatto che le singole piattaforme si siano mosse alla spicciolata in entrambi i casi (YouTube ha rimosso i video, Twitter, Facebook e Instagram no) mostra come i social network debbano ancora elaborare una risposta strutturale al fenomeno del deepfake.

Che, per restare negli Usa, potrebbe diventare un problema in vista delle elezioni presidenziali dell' anno prossimo.

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