VOLA COLOMBO, VOLA: ARRIVANO LE TRANS! – A ELIZABETH, NEW JERSEY, SORGERÀ UNA STATUA DI MARSHA P. JOHNSON, TRANSGENDER E ICONA DEI DIRITTI LGBT AL POSTO DI QUELLA DELL’ESPLORATORE CHE HA SCOPERTO L’AMERICA - LO HA DECISO UNA PETIZIONE ONLINE FIRMATA DA 166MILA PERSONE, CHE HANNO DICHIARATO CHE CRISTOFORO COLOMBO “NON È UNA FIGURA DA CELEBRARE” (SE LO DICONO LORO)

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Katia Riccardi per www.repubblica.it

marsha johnson 2 marsha johnson 2

 

La petizione online è stata firmata da 166mila persone. La statua di Marsha P. Johnson sorgerà vicino al municipio della sua città natale, Elizabeth, in New Jersey, al posto di quella di Cristoforo Colombo che secondo i firmatari "non è una figura da celebrare". È il primo monumento in onore di una transgender e la prima volta che i diritti Lgbtq vengono incisi nella pietra dello Stato americano.

 

L'annuncio dei funzionari della contea di Union, dove Elizabeth è la città più grande con circa 125mila abitanti, è stato fatto giovedì scorso. Poco dopo quello del governatore di New York Andrew Cuomo che il 24 agosto, in quello che sarebbe stato il 75esimo compleanno di Johnson, le ha dedicato un parco a Brooklyn, iI Marsha P. Johnson State Park, precedentemente noto come East River State Park: "Sono fiero di fare questo annuncio. New York è in debito con lei".

statua di cristoforo colombo a elizabeth new jersey statua di cristoforo colombo a elizabeth new jersey

 

Johnson, morta nel 1992 a 46 anni in circostanze mai del tutto chiarite, è conosciuta per il suo ruolo nella rivolta di Stonewall del 1969. Nella notte tra il 27 e il 28 giugno di quell'anno, poco dopo l'1.20, otto poliziotti di New York fecero irruzione in un locale gay, lo Stonewall Inn, a Christopher Street, nel Greenwich Village. Era successo altre volte ma quella notte i clienti decisero di resistere.

 

La rivolta che seguì e durò per una settimana fino ai primi di luglio, quell'orgoglio sceso in strada, è considerato il momento di nascita del movimento di liberazione gay in tutto il mondo.

 

ANDREW CUOMO 1 ANDREW CUOMO 1

Simbolo dei moti di Stonewall restano due donne transessuali: Sylvia Rivera, che si dice abbia iniziato la protesta lanciando un bicchiere contro uno dei poliziotti, e Marsha P. Johnson, allora 23enne.

 

Alla rivolta si unirono circa duemila persone contro oltre 400 poliziotti, arrivarono perfino le squadre anti-sommossa. Si dice che si trovarono di fronte una fila di drag queen, ferite, a cantargli addosso: "We are the Stonewall girls".

 

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Rivera e Johnson co-fondarono in seguito gli Street Transvestite Action Revolutionaries (Star), un collettivo politico che forniva alloggi a giovani queer e prostitute nella parte bassa di Manhattan. Per tutta la vita Johnson lavorò per loro, per sostenere le minoranze più povere della comunità Lgbtq.

 

cristoforo colombo richmond virginia cristoforo colombo richmond virginia

Ragazzini che avevano perso tutto, famiglia, casa, possibilità, futuro, a causa del proprio orientamento. "Dovremmo commemorare Marsha P. Johnson per le cose incredibili che ha fatto nella sua vita e per l'ispirazione che è stata ed è per i membri della comunità Lgbtq+ in tutto il mondo, in particolare le donne trans nere", si legge nella petizione uscita quest'estate. La richiesta di una statua mentre i monumenti di figure storiche controverse venivano deturpate, abbattute o rimosse durante le proteste di Black Lives Matter.

 

statua di colombo a baltimora 1 statua di colombo a baltimora 1

"Questo è un momento davvero eccezionale per esaminare perché l'America celebra un passato pieno di colonizzatori, assassini e persone che hanno oppresso altre persone per decenni", spiega Steven G. Fullwood, storico e co-fondatore del Nomadic Archivists Project intervistato dalla Nbc a luglio.

 

"E poi abbiamo qualcuno come Marsha; abbiamo l'opportunità di resettare e ripensare quello che pensiamo della libertà in questo paese".

 

La morte di George Floyd, ucciso dalla polizia lo scorso maggio, ha riaperto anche questa ferita.  Gli omicidi di due donne trans nere, Dominique "Rem Mie" Fells, 27enne di Filadelfia e Riah Milano, 25 anni di Cincinnati, hanno riportato l'orgoglio per le strade.

 

marsha johnson marsha johnson

Secondo la Human Rights Campaign, la più grande associazione lesbica, gay, bisessuale e transessuale d'America, nel 2020 sono state uccise in modo violento almeno 21 persone transgender o non conformi al genere.

 

cristoforo colombo buffalo ny cristoforo colombo buffalo ny

Johnson nacque nel 1945 a Elizabeth, e lì rimase per tutta la scuola superiore, fino al diploma presso l'ex Edison High School (ora Thomas A. Edison Career and Technical Academy). Si trasferì solo dopo, a New York con 15 dollari in tasca e molti vestiti. Si autodefinì drag queen.

 

statua di cristoforo colombo abbattuta a minneapolis statua di cristoforo colombo abbattuta a minneapolis

Celebrata postuma come una pioniera del movimento, visse emarginata per tutta la vita, scansata perfino dalla sua stessa comunità. "Rappresentava una visione radicale di ciò che ora, 50 anni dopo, diamo per scontato", continua Fullwood. "I gay bianchi più conservatori e tradizionali non erano interessati ad avere lei, o Sylvia, o altre persone del genere a rappresentare il movimento". Si dice che a Marsha P. Johnson fu chiesto di marciare in fondo al corteo di uno dei primi pride di New York. Il comitato gay e lesbiche che stava organizzando l'evento disse che "non avrebbero ammesso le drag queen" alle loro marce perché "avrebbero dato alla manifestazione una brutta nomea". Johnson e Rivera risposero marciando davanti a tutta la parata.

 

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Johnson è stata raccontata, celebrata, riconosciuta solo dopo la morte. Nel documentario del 2012 Pay It No Mind - The Life and Times di Marsha P. Johnson ci sono alcune parti di un'intervista del 1992, girata poco prima della sua scomparsa: "Ero nessuno, venuta dal nulla, finché divenni una drag queen". Il musicista Anohni le ha reso omaggio chiamando la sua band Antony and the Johnsons, RuPaul l'ha definita un'ispirazione e il New York Times nel 2018 le ha dedicato un necrologio. Quando morì il corpo di Marsha P. Johnson fu cremato, la polizia permise che la Seventh Avenue fosse chiusa mentre le sue ceneri venivano portate al fiume. Ora ha un giardino, il debito della città per la quale ha lottato, e una statua.

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