1- INTERVISTA-BOMBA DI “MEDIAPART” ALL’UOMO D’AFFARI DUPUYDAUBY, CHE ACCUSA SARKOZY DI ESSERE IL “COMMESSO VIAGGIATORE DI LUSSO” DELL’AMICO BOLLORÉ IN AFRICA 2- IL POTENTE CONSIGLIERE MEDIOBANCA E VICE-PRESIDENTE DELLE GENERALI, CON SARKOZY ALL’ELISEO HA OTTENUTO COMMESSE MILIONARIE IN TOGO, CONGO, CAMERUN 3- JACQUES DUPUYDAUBY: “I PRESIDENTI AFRICANI MI HANNO DETTO DI ESSERE STATI RICATTATI: “SE NON DATE GLI APPALTI A BOLLORÉ, LA FRANCIA NON VI SOSTERRÀ PIÙ” 4- “BOLLORÉ HA ANCHE ORCHESTRATO LA MIA CONDANNA IN TOGO: VENT’ANNI DI CARCERE SENZA NEANCHE ESSERE STATO CONVOCATO. UN’ORA DOPO CHE ABBIAMO LASCIATO IL PAESE, IL SUO GRUPPO SI È IMPADRONITO DEI NOSTRI UFFICI E DOCUMENTI” 5- L’ULTIMO COLPACCIO IN LIBIA: “CHIEDETE AL MINISTRO DEGLI INTERNI COME HA FATTO BOLLORÉ A OTTENERE IL PORTO DI MISURATA 10 GIORNI PRIMA DELL’INIZIO DELLA GUERRA, IN PIENO REGIME GHEDDAFI, E A MANTENERLO ANCHE ORA CHE È CADUTO” 5 - “HO RACCONTATO IN UN LIBRO CHE SARKÒ MI CHIESE FATTURE FALSE NEGLI ANNI ’80 PER CONSULENZE LEGALI FITTIZIE. NON MI HA MAI SMENTITO. FORSE SA CHE HO GLI ARCHIVI”

DAGOREPORT

Intervista di Fabrice Arfi e Karl Laske per "Mediapart"
http://bit.ly/nXoFqn

L'uomo d'affari franco-spagnolo Jacques Dupuydauby, presidente del gruppo portuale Progosa, denuncia in un intervista a Fabrice Arfi e Karl Laske di Mediapart, il sito francese specializzato in inchieste giornalistiche, le pressioni di Nicolas Sarkozy su vari capi di Stato africani per far ottenere al suo amico Vincent Bolloré delle succose concessioni. Attraverso quello che Dupuydauby chiama "chantage d'Etat" (ricatto di Stato).

La società Progosa aveva ottenuto nel 2001 la concessione per il porto di Lomé, in Togo, per poi vederla bruscamente revocata nel 2009. "Cosa è successo?", chiede il giornalista. " "E' successa" l'elezione di Sarkozy, ecco cosa è successo. Dopo il summit di Lisbona nel 2007, Faure Gnassingbé, presidente del Togo che all'epoca incontravo ogni mese, mi ha raccontato quello che gli aveva detto Sarkozy: ‘La Francia sostiene i paesi amici, ma in cambio vuole che questi paesi siano amici delle aziende francesi', per poi chiedergli esplicitamente di dare la concessione per il porto di Lomé al gruppo Bolloré. Vari altri ministri del governo me lo hanno confermato".

CONDANNA A VENT'ANNI

Il 7 settembre 2011 Dupuydauby è stato condannato a vent'anni di prigione e a una sanzione di 350 milioni € dal Tribunale di Lomé per truffa, falso, frode fiscale, associazione a delinquere e danneggiamento. "E' una storia folle", dice lui. Non siamo neanche stati avvertiti dal Togo della sentenza! Nel 2009, quando ci è stata improvvisamente revocata la concessione, il gruppo Bolloré ci ha letteralmente cacciato da Lomé, i nostri uffici sono stati occupati, i nostri documenti sequestrati.

Da allora non siamo più potuti rientrare nel paese, e a quel tempo sapevamo solo di una indagine fiscale. Il nostro direttore locale è stato per 45 giorni in una prigione del Togo, e l'ambasciatore francese non ha alzato un dito, non è neanche andato a visitarlo! Le autorità locali lo hanno poi rilasciato per timore che morisse in prigione. Secondo me, tutta questa operazione è stata architettata da Monsieur Bolloré: dopo un'ora dalla nostra partenza il suo direttore generale è stato nominato direttore delle nostre società, e i suoi dipendenti hanno preso possesso delle sedi.

Sono stato condannato a vent'anni di prigione senza essere stato mai convocato davanti a nessuna corte, senza aver mai saputo per cosa sono accusato. Nel procedimento, Togo e il gruppo Bolloré si sono costituiti parti civili. Ma io ho saputo della sentenza da un sito internet".

Un ruolo fondamentale nell'affaire lo avrebbe avuto Charles Debbasch, avvocato radiato dall'albo francese, che per anni è stato consulente del Togo e braccio giuridico delle aziende francesi. Classe 1937, dopo una serie di incarichi pubblici negli anni '60 e '70, in particolare come consulente del presiente Giscard d'Estaing, è stato pio vice-presidente di France 3. Nato a Tunisi, ha per anni lavorato come consulente in diversi paesi africani.

E' stato condannato a 2 anni di prigione per "abus de confiance", dopo un lunghissimo processo riguardante il suo ruolo come amministratore della Fondation Vasarely. Lo stesso Dupuydauby si era avvalso della sua consulenza, "perché spiegatemi voi come si fa a lavorare a Lomé senza ricorrere a Debbasch, noto autore di di magnifici libri in gloria del Presidente Sarkozy".

E' dunque il Sarkozy all'origine della cacciata del vostro gruppo?, insistono i giornalisti. "Assolutamente, totalmente. C'è stata anche un'interrogazione parlamentare sulle pressioni del Presidente in Togo e l'allora ministro degli Esteri Kouchner non ha negato. si è solo rifiutato di rispondere".

NON SOLO TOGO: IL PRESIDENTE FA IL COMMESSO VIAGGIATORE DI LUSSO PER BOLLORÉ

Per Dupuydauby, la stessa politica di pressioni pro-Bolloré avviene in Congo: "il presidente congolese Sassou N'Guesso, che conosco da trent'anni, mi ha confidato: ‘Mi dispiace, vorrei darti la concessione per il porto di Pointe Noire, ma non posso. Sarkozy ha messo il veto'. Non avevo mai visto una cosa del genere in tanti anni di lavoro in Africa. Quando Bolloré si installa da qualche parte, prende possesso di tutto: in particolare delle infrastrutture strategiche nei trasporti, e usa il presidente francese come il suo commesso viaggiatore di lusso".

Lo stesso in Camerun: "Avevamo vinto la gara d'appalto per il porto di Douala. La Banca Mondiale aveva sostenuto la nostra offerta. Il presidente Biya voleva darci la concessione. In quel caso, Sarkozy è interventuo e ha detto al presidente camerunense: "Non è Dupuydauby che la verrà a salvare quando sarà circondato nel suo palazzo".

"Da quando è stato eletto Sarkozy abbiamo perduto anche gli appalti del Gabon. Prima, era una classica competizione tra gruppi industriali. Siccome noi costiamo di meno, offrendo comunque un servizio paragonabile agli altri, avevamo la possibilità di vincere."

Giustamente, i giornalisti di Mediapart sottolineano come il sistema dell'intervento statale nelle commesse internazionali è arcinoto.
"Certo, ma una cosa è un ambasciatore francese che in loco favorisce l'offerta d'appalto di un'azienda, cosa comprensibile. Un'altra è se l'ambasciatore si trasforma nel factotum di Bolloré, che diventa cinghia di trasmissione con l'Eliseo. Da quando governa Sarkozy, il messaggio è questo: ‘Se non fate quello che vi chiediamo, e non date appalti a Bolloré, non potrete più godere dell'appoggio francese".

Quando chiedono a Dupuydauby se Chirac, cui è stato vicino politicamente, non si comportava nello stesso modo, lui reagisce stizzito: "Certo che no! Mai i predecessori di Sarkozy hanno minacciato diplomaticamente per favorire questo o quell'imprenditore".


IL RAPPORTO SARKOZY-BOLLORÉ: ELEZIONI FRANCESI E GUERRA DI LIBIA

Dupuydauby rimase molto colpito quando nel 2007, all'indomani della sua elezione, e dopo una crociera sul "Paloma", lo yacht di Bolloré, Sarkozy dichiarò che "in Francia ci vorrebbero molti più imprenditori come Monsieur Bolloré". Per poi spiegare che il gruppo Bolloré non aveva mai lavorato per lo stato francese (cosa che, secondo Sarkozy, avrebbe escluso conflitti di interessi).

"Bolloré ha ricevuto cento volte tanto, per i giri in barca e in aereo offerti a Sarkozy. Chiedete a Guéant (ministro dell'interno francese, NdDago) perché quindici giorni prima dell'inizio della guerra in Libia, ha fatto in modo che Bolloré arraffasse il porto di Misurata. L'aveva ottenuto grazie al regime Gheddafi, e si appresta a tenerlo dopo la fine.

Altro esempio: la Costa d'Avorio. Bolloré ha ottenuto il monopolio sul porto di Abidjan, grazie al presidente Gbagbo, in condizioni giuridicamente rocambolesche. Gbagbo aveva decorato Bolloré pochi giorni prima della sua caduta (è stato catturato dalle forze francesi dopo aver perso le elezioni contro Ouattara, poiché si era rifiutato di lasciare il potere e aveva soppresso nel sangue le proteste, NdDago), e Bolloré lo ha appoggiato fino al limite del possibile. Addirittura, Gbagbo commissionò sondaggi al gruppo Bolloré in cui risultava in testa. Siamo passati dalla Françafrique delle bustarelle alla Sarkafrique delle concessioni. Serve una commissione d'inchiesta sul ‘Sistema Sarkozy' ".

Ultima domanda di Mediapart: "Nel libro ‘Sarko m'a tuer', lei racconta una scena sorprendente degli inizi anni '80, nella quale Nicolas Sarkozy, sindaco di Neuilly e avvocato, chiese alla società che voi dirigevate di pagargli delle consulenze legali fittizie.. Che reazioni ha avuto l'Eliseo di fronte a queste rivelazioni?"
"Nessuna. Forse sanno che ho gli archivi e i documenti".

 

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