berlusconi apicella canta berlusca apicella striscia01

''TROPPE BALLE SU BERLUSCONI NEL FILM DI SORRENTINO''. PARLA APICELLA! ''TONI SERVILLO SI È IMBRUTTITO PER INTERPRETARLO, IL FILM È 'CONTRO' ANCHE NELLA FISIONOMIA'' - ''MI CACCIARONO DALL''ISOLA' PER UN 'RICCHIONE', NON MI FECERO FARE SANREMO PERCHÉ ERO AMICO SUO. ORA MI INDAGANO PER CORRUZIONE. MA DI CHE? IL CASO RUBY È DEL 2010, IO ERO A LIBRO PAGA DAL 2001. POI GUADAGNAVO DI PIÙ FACENDO IL POSTEGGIATORE...'' - VIDEO STRACULT DEI DUE CHE CANTANO

 

 

«TROPPE BALLE SUL CAV NEL FILM DI SORRENTINO»

Luca Giampieri per ''La Verità''

 

«Non trova che Toni Servillo sia stato imbruttito per interpretare Silvio Berlusconi? Sembra un film contro anche nella fisionomia». Si lascia andare a una frecciata di maniera, Mariano Apicella, commentando la rappresentazione dell' ex premier operata dal regista Paolo Sorrentino attraverso il suo attore feticcio nel film Loro. Un astuto buffetto di reazione all' indirizzo di una pellicola che, quasi con smacco calcolato, il musicista napoletano afferma di non avere visto.

 

LORO SORRENTINO BERLUSCONI APICELLA SERVILLO

«Non andrò al cinema», insiste l' ex posteggiatore (in gergo, colui che «parcheggia» al tavolo i clienti di un ristorante con la chitarra a tracolla), la cui vita cambiò col suono di una domanda giunta come il canto di una sirena da un ascensore dell' hotel Vesuvio, mentre accordava il suo strumento prima di una serata. «Lo sa che, una volta, facevo il suo mestiere?»: poche parole a effetto pronunciate dal leader di Forza Italia. Era il 27 maggio 2001. Il resto è storia della seconda Repubblica.

 

«Già uno che fa un film su Andreotti, poi uno su Berlusconi. Il prossimo chi sarà?

Craxi? A me il cinema deve stimolare».

 

Il fatto che ci sia anche lei non la stimola?

«Conosco l' attore che interpreta me, è bravo. Amo Toni Servillo, un onore per noi napoletani. Tutti grandi professionisti. Il punto è il film».

 

Su Facebook, ha scritto che è una «balla».

«Mi riferivo al fatto che il presidente non ha mai cantato Malafemmena. Io avrei adottato un repertorio francese, più vicino ai suoi gusti. E il fatto che lo accompagno soltanto, manco fossi il suo chitarrista Guardi che il più delle volte bisognava pregarlo per farlo cantare».

 

BERLUSCONI APICELLA

Dalla mente di Sorrentino esce il ritratto di un uomo che ha avuto tutto, ma è tormentato dalla solitudine, dal tradimento dei suoi sodali e da un matrimonio ridotto al lumicino.

«Che sia stato tradito da chi considerava un figlio, era cosa già nota. Riguardo al suo matrimonio, ho conosciuto la signora Veronica Lario, persona a modo e intelligente. Mi è dispiaciuto per la rottura: a prescindere dalle richieste economiche eccessive, è un fallimento».

 

Lei, invece, come sta?

«Abbastanza bene, grazie. Moralmente, un po' a terra».

 

È avvilito dal rinvio a giudizio?

«Le solite cose, caro mio. Ormai, l' Italia è un Paese messo male su tutti i fronti. Ho già detto ciò che avevo da dire. Quale corruzione dovrei ammettere? Per fare contento chi? Il caso Ruby risale al 2010 e io ero già a libro paga di Berlusconi dal 2001. È talmente chiaro. Mettono assieme gli stipendi di anni per fare una cifra sensazionale: 157.000 euro. Chi c... li ha mai visti tutti assieme?».

 

Guardandosi indietro, quel 27 maggio 2001 all' hotel Vesuvio è il giorno più importante della sua vita?

«Senza alcun dubbio. Per chi non lo sarebbe?».

 

Paragonabile al giorno in cui conobbe sua moglie?

APICELLA BERLUSCONI 10

«Anche. Se uno esce da un ventaglio d' amore, l' altro rappresenta una gratificazione enorme per la carriera. Perché chi sta vicino a Berlusconi un po' di televisione la farà, e io l' ho fatta. Mi sono fermato perché gli ostacoli non mancano mai».

 

Si riferisce a quella polemica all' Isola dei famosi?

«Mi crocifissero perché diedi del "ricchione" a Cristiano Malgioglio in modo giocoso, come si usa tra amici a Napoli. Volevano distruggermi. C' è chi ha insultato pubblicamente gli omosessuali ed è ancora lì. In Italia, non contano le cose che si dicono: conta chi le dice. Se si fosse trattato di Vittorio Sgarbi, non sarebbe successo nulla».

 

La conduttrice, Vladimir Luxuria, affondò il colpo dicendo che Malgioglio, a differenza sua, aveva scritto per Mina e Ornella Vanoni.

«Una stronzata. Io non scrivevo per Berlusconi, semmai il contrario: io cantavo».

 

È vero che facevate le 6 del mattino a scrivere canzoni?

«Come no. A Macherio, Arcore, in Sardegna. Dappertutto».

 

Chi crollava prima?

«Io. Quell' uomo ha una tempra rara. Nei suoi panni, sarei già fritto con tutti i problemi che ha. Sarà un caso che il rinvio a giudizio sia arrivato subito dopo la candidabilità?».

 

È contento per la riabilitazione?

«Ah, è una notizia magnifica. Certo, fosse arrivata prima delle elezioni».

 

Sarebbe andata diversamente?

«Chiaro. Se non c' è il presidente al comando, chi dobbiamo votare?».

 

APICELLA BERLUSCONI 9

Senta, cosa lo fece «innamorare» di lei?

«Lui disse il modo in cui suonavo e cantavo, un incastro che lo emozionava. Apprezzava che io conoscessi tutte le canzoni napoletane e le eseguissi a memoria, senza spartito»

 

Quando fu messo a contratto dal premier, una clausola stabiliva che doveva essere sempre a disposizione. La cosa non le è mai pesata?

«È raro che non abbia voglia di suonare. Purtroppo, in periodi come questi, al presidente passa la voglia di cantare e allora non ci si vede per un po', ma l' amicizia rimane. Almeno spero. Da parte mia sicuramente».

 

È tutt' ora a contratto?

«Certamente».

 

Quindi, le voci che parlavano di una frattura dopo l' invito di un' altra band alla cena di rifondazione di Forza Italia nel 2014? Solo gossip?

«Berlusconi sa che quando vuole sentirmi cantare, o vuole scrivere canzoni, gli basta alzare il telefono. Non ho l' esclusiva. Comunque, non era stato lui a invitare la band: ci sta sempre qualcuno che vuole farti fuori. Sapesse quante volte ci hanno provato».

 

E quella frase, «È finita un' epoca»? Un' invenzione dei giornali?

BERLUSCONI APICELLA

«Mi viene da ridere. L' unico che potrebbe dire una cosa simile è il presidente, non certo io. A meno che non vinca al Superenalotto».

 

Lo sa che vi somigliate?

«Forse perché con gli anni ho perso i capelli. Ho un po' la pettinatura come la sua, ma non vedo la somiglianza».

 

Anche lei ha l' assillo della calvizie, come il Cavaliere?

«Non direi. E neanche lui mi sembra così ossessionato. Però, se avessi la possibilità, un trapiantino lo farei».

 

Tempo fa, ha detto che Berlusconi è intonatissimo. Ma, tra i due, chi è più intonato?

«Non si può dire, la musica è un fatto soggettivo. E io non amo fare paragoni tra artisti».

 

Un' altra cosa che non ama è rivelare il valore del suo contratto. Buttiamo lì una cifra: 10.000 euro al mese?

«Scherza? Non li vedo nemmeno col binocolo».

 

Non mi dirà che guadagnava di più facendo il posteggiatore.

«Glielo garantisco. All' hotel Splendido di Portofino, prendevo 250.000 lire al giorno e ne facevo altrettante di mancia. C' erano clienti che si alzavano dal tavolo e mi infilavano nel taschino banconote da 50, 100, 200.000 lire».

 

BERLUSCONI APICELLA

Ha mai pensato che Berlusconi potrebbe aver visto in lei il suo alter ego musicale, ciò che sarebbe stato se tutto il resto non lo avesse distratto?

«È molto probabile. Lui amava la vita da chansonnier. Poi, come racconta spesso, arrivò suo papà, lo prese per un orecchio e lo portò a Milano. Io gli dico sempre: "Presidente, ringrazi Dio ché la venne a prendere suo padre!"».

 

Se potesse tornare indietro a quel 27 maggio 2001, considerati i problemi giudiziari che l' amicizia con Berlusconi le ha portato, rifarebbe la stessa scelta?

«Per quanto riguarda il presidente, la rifarei altre mille volte. Visto il Paese in cui viviamo, però, ci ragionerei sicuramente di più. Qui studiano la notte per distruggere il prossimo: sono pagati per quello».

 

Nel suo rapporto col presidente, pensa di avere più dato o ricevuto?

«Non ci ho mai riflettuto. Sarà il Padre eterno a deciderlo».

 

In una recente intervista, Adriano Galliani ha detto che, nonostante gli anni di vicinanza lavorativa e umana, dà ancora del lei a Berlusconi. È lo stesso per lei?

«Sì, e lui mi dà del tu, com' è giusto che sia. Mi fa sentire come se avessi la protezione di un padre».

silvio baldoria silvio berlusconi con smaila e jerry cala e mariano apicella

 

Qual è la più grande qualità del presidente?

«Quello che tocca diventa oro».

 

Compreso lei?

«Io no, perché il nostro rapporto è stato reso pubblico. Tanti sono raccomandati, ma nessuno lo sa».

 

Un difetto me lo dice?

«Battibeccavamo sulle canzoni, per via delle parole. Una cosa benevola, però».

 

Ha dichiarato di avere votato Berlusconi sin dalla sua discesa in campo perché è «l' unico politico che non è un politico».

«Non è un politico perché ha dei sentimenti. Coi politici è meglio non avere a che fare, sono l' antitesi della musica. Anni fa, al Vesuvio, un noto onorevole si innervosì quando mi avvicinai al tavolo, disse che non voleva essere disturbato. Ma se sai che qui c' è la musica, che cazzo ci vieni a fare? Solo per farti vedere in un hotel di lusso?».

 

Nessun politico che l' abbia colpita?

«Italiani no. Mi piace Vladimir Putin, il quale ha spesso ripetuto che in Italia stiamo inguaiati perché abbiamo dei politici che non servono a nulla. Con Tony Blair, una volta, cantammo un brano dei Beatles: si accompagnò da solo con la chitarra. Molto simpatico».

 

«Cantante italiano, divenuto noto per essere l' interprete delle canzoni scritte da Silvio Berlusconi»: è la definizione che Wikipedia dà di lei. Le va stretta?

«La capisco. Quando andavo in tv, non si parlava mai di me o delle mie canzoni: si parlava del presidente».

mariano apicella

 

Nel 2011, un suo concerto al teatro degli Arcimboldi, a Milano, fu annullato per mancanza di prenotazioni. Ne soffrì?

«No, anche se fu una cattiveria. La realtà è che, a due settimane dallo spettacolo, avevo già venduto 990 biglietti. Avremmo fatto 1.200 persone agli Arcimboldi, cosa che per Mariano Apicella sarebbe stata un grande successo. Ma a qualcuno dava fastidio e fecero in modo di bloccare tutto».

 

Qualche rimorso, nella sua carriera di musicista, c' è?

«Ovviamente. Penso che se il presidente avesse utilizzato uno pseudonimo per le canzoni scritte con lui, avrei avuto una vita più leggera. Non mi fecero fare Sanremo perché ero suo amico. Anche avessi scritto la Boheme, avrebbero detto che era una schifezza».

apicella compl pascale4 672 458 resizeApicella sullIsola Nonleggerlo ALEMANNO E APICELLA APICELLA jpegApicellala prima pagina dell'Unità con Apicellaberlusconi marta marzotto apicella

 

Ultimi Dagoreport

report sigfrido ranucci giorgio mottola italo bocchino valter lavitola giorgia meloni - giampaolo rossi

DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

roberto vannacci giannetta reggio calabria meloni salvini tajani occhiuto roscioli cannizzaro lotito

DAGOREPORT – LA CALABRIA NON È STATA LA SASSONIA, MA VANNACCI HA LANCIATO UN SASSO PESANTE – IL CENTRODESTRA HA AVUTO L’ORDINE DI ESULTARE PER LA VITTORIA DI FABIO ROSCIOLI ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, EPPURE IL RISULTATO DI FUTURO NAZIONALE IN DOPPIA CIFRA HA SPIAZZATO LA MAGGIORANZA – L’OBIETTIVO ERA SUPERARE IL 60%, MA ROSCIOLI SI È FERMATO AL 51% IN UNA CITTÀ “BLINDATA” – L’11% DI GIANNETTA DIMOSTRA CHE L’EX GENERALE SI STA ORGANIZZANDO SUI TERRITORI, AGGIUNGENDO IL “VOTO STRUTTURATO” DEI CACICCHI LOCALI A QUELLO DI OPINIONE, CHE RIESCE A INTERCETTARE IN PRIMA PERSONA – A QUESTO PUNTO A GIORGIA INTERROMPERE L’ASCESA DI VANNACCI STA DIVENTANDO UN ROMPICAPO...

andrea stroppa elon musk beppe grillo

DAGOREPORT - PER CAPIRE IL SENSO DELL’INCONTRO TRA IL LUOGOTENENTE DI MUSK IN ITALIA, ANDREA STROPPA, E BEPPE GRILLO BISOGNA CAPIRE IL CONTESTO DELLA DESTRA “MAGA” – ARCHIVIATO IL TRUMPISMO, IN PATRIA THIEL E MUSK PUNTANO LE LORO FICHES SU JD VANCE. MA HANNO BISOGNO DI UNA RETE INTERNAZIONALE DI “SUPPORTO” – IL SUDAMERICA SE L’È INTESTATO THIEL (CHE FLIRTA CON L'ARGENTINO MILEI), MA L’EUROPA È TERRENO DI MUSK - IN GERMANIA IL FONDATORE DI TESLA HA TROVATO SODDISFAZIONE AIUTANDO I NEONAZISTI DI AFD - E IN ITALIA? DOPO IL ''TRADIMENTO'' SULL'AFFARE STARLINK DI MELONI, CON SALVINI ALLA FRUTTA E QUEL VANNACCI SU CUI ALEGGIANO DUBBI E SOSPETTI, ECCO CHE MUSK CHIEDE AL SUO REFERENTE STROPPA DI TASTARE IL TERRENO PER CAPIRE COME E QUANDO INTERVENIRE SULLO SCENARIO ITALIANO - ANCHE INCONTRARE QUEL VECCHIO GRILLO, CHE GRAZIE ALL'EMINENZA GRIGIA TECNO-VISIONARIA DI CASALEGGIO PORTO' IL M5S AL 33%, PUO' STIMOLARE QUALCHE IDEUZZA...

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…