dmitri medvedev vladimir putin

L'AFFONDO MUSCOLARE DI MEDVEDEV CONTRO GLI OCCIDENTALI ("BASTARDI, DEGENERATI, VOGLIO FARLI SPARIRE") È UN TENTATIVO DI CONVINCERE I RUSSI DURI E PURI CHE PUO' ANCORA ESSERE IL VERO "EREDE" DI PUTIN, LA CARTA DI RISERVA DEL SISTEMA RUSSO ("MAD VLAD" GLI LASCIÒ, PRIMA DI RIPRENDERSELO, L'INCARICO DI PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE RUSSA TRA IL 2008 E IL 2012). SOLO CHE PER PRENDERE IL TRONO, CHI LO OCCUPA DEVE PASSARE A MIGLIOR VITA O ESSERE ELIMINATO. E A PUTIN NON FARÀ PIACERE LA RINNOVATA AMBIZIONE DI MEDVEDEV. A MENO CHE NON PRESTI ASCOLTO ALLE VOCI CHE DESCRIVONO IL SUO EX DELFINO COME UNO ABITUATO AD ALZARE I TONI DOPO AVER ALZATO IL GOMITO...

Dagonews

L'affondo muscolare di Medvedev contro gli occidentali ("Bastardi, degenerati, voglio farli sparire") è un tentativo di convincere i russi duri e puri che puo' ancora essere il vero "erede" di Putin, la carta di riserva del Sistema russo ("Mad Vlad" gli lasciò, prima di riprenderselo, l'incarico di presidente della Federazione russa tra il 2008 e il 2012). Solo che per prendere il trono, chi lo occupa deve passare a miglior vita o essere eliminato. E a Putin non farà piacere la rinnovata ambizione di Medvedev. A meno che non presti ascolto alle voci che descrivono il suo ex delfino come uno abituato ad alzare i toni dopo aver alzato il gomito...

 

Angelo Allegri per “il Giornale”

 

dmitri medvedev vladimir putin

«Beh, come posso non essere d'accordo...». Il primo a dare ragione a Dmitri Medvedev sui social russi è stato Konstantin Malofeev, oligarca e ideologo spesso citato per i buoni rapporti con l'ala filorussa della Lega. La sua tv, Tsargrad, da tempo dedica grande attenzione al nuovo corso dell'ex presidente.

 

«Oggi abbiamo davanti a noi, almeno a giudicare dalle sue parole, un Dmitri Anatolievich completamente diverso», commentava qualche giorno fa il sito dell'emittente. I suoi sono «discorsi patriottici» che colgono temi importanti: «In questo momento il patriottismo e il ritorno alle radici spirituali e storiche dei russi sono la forza trainante della nostra società... e con l'inizio dell'operazione speciale in Ucraina, si è creata una divisione definitiva e irrevocabile tra la Russia e l'Occidente collettivo».

 

Vyacheslav Volodin Vladimir Putin

Tsargrad è la portavoce dell'ala, per così dire, mistica e imperiale del potere moscovita, che spiega gli avvenimenti più recenti come un episodio dell'eterna lotta tra la Santa Madre Russia e le forze del male. Pur con qualche diffidenza vede con favore la conversione dell'ex liberale, ex europeista, ex modernizzatore Medvedev.

Per molti osservatori neutrali, però, le violente tirate anti-occidentali di Medvedev hanno più a che fare con gli interessi che con le convinzioni. Andrei Pertsev, analista del sito Meduza (russo ma pubblicato in Lettonia), parla di una classe dirigente divisa tra partito del silenzio (maggioritario), partito della pace (minuscolo, sulla difensiva) e partito della guerra.

PUTIN MEDVEDEV

 

Gli esponenti più in vista di quest' ultimo gruppo, come Medvedev, Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, Andrei Turchak, segretario di Russia Unita, il partito di governo, hanno tutti qualcosa in comune: una carriera politica che sembra incagliata e che gli interessati stanno cercando di ravvivare usando il conflitto. I loro discorsi «esaltano il sentimento occidentale diffuso nella società russa. Questo rafforza la posizione di Putin, che così si sente in grado di alzare la posta», dice Pertsev.

 

vladimir putin e andrei turchak

Per Medvedev le difficoltà durano da anni. Nel 2012, quando Putin si è ripreso l'incarico, ha lasciato la poltrona da presidente; nel gennaio del 2020, il giorno stesso in cui è stata annunciata la riforma che consente allo stesso Putin di rimanere al potere a vita, ha dato le dimissioni da premier; nel 2021 ha cercato di diventare numero uno della Duma, ma, sostiene Pertsev, è stato lo stesso inquilino del Cremlino a stopparlo. L'unico incarico che gli è rimasto è quello di vice-presidente del Consiglio di sicurezza. Un'etichetta senza poteri, visto che il presidente è Putin e il segretario è il potentissimo Nikolai Patrushev.

 

L'ambizioso Medvedev cerca insomma la sua strada e in un Paese che sembra aver chiuso tutte le porte e in cui l'unica cosa che conta è il favore di Putin, la via più diretta verso il potere è quella dei falchi e dei toni alti.

Viktor Medvedchuk con Vladimir Putin

Quanto alle idee, l'importante è saperle cambiare al momento giusto. Sergei Guriev, noto economista, da anni all'estero, ha collaborato con il governo nel periodo in cui Medvedev era presidente: «Allora parlava sempre di democrazia, libertà, stato di diritto», ha detto al Giornale. «Oggi sappiamo che la sua vera preoccupazione era un'altra: accumulare denaro. Il suo impegno era del tutto ipocrita. Probabilmente non pensa nemmeno quello che dice adesso».

 

Vyacheslav Volodin 1

La cosa vale probabilmente anche per i giudizi sull'occidente. La moglie, Svetlana, fino a qualche tempo fa era una presenza fissa alle settimane della Moda di Milano. Dmitri della civiltà occidentale ha sempre apprezzato auto e yacht. Un'inchiesta del dissidente Alexey Navalny gli attribuisce un patrimonio da 1,2 miliardi e innumerevoli proprietà, tra cui una in Italia: la Fattoria dell'Aiola, splendida tenuta nel Chianti che un tempo apparteneva al leader liberale Giovanni Malagodi. Il prestanome (che smentisce) sarebbe Ilya Eliseev, compagno di università di Medvedev.

medvedev e il suo fucileandrei turchak 5andrei turchak dmitri medvedev vladimir putinvladimir putin con il fedele dmitry medvedevil faccione di putin nei palazzi di moscavladimir putin con medvedev nel 2008vladimir putin

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...