E L'ITALIA CHE FA? - SI È DIMESSO IL SETTIMO INVIATO SPECIALE DELL'ONU PER LA LIBIA IN DIECI ANNI - JAN KUBIS HA LASCIATO L'INCARICO A SORPRESA, A UN MESE DALLE IPOTETICHE ELEZIONI PRESIDENZIALI PREVISTE PER IL 24 DICEMBRE - ERA FINITO SOTTO ACCUSA PER AVER GESTITO MALE LA FASE PREPARATORIA ALLE URNE E LA DEFINIZIONE DELLA LEGGE ELETTORALE, LASCIANDO TROPPO SPAZIO AL GOVERNO DI TOBRUK…

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JAN KUBIS JAN KUBIS

Da "il Messaggero"

 

Si è dimesso il settimo inviato speciale dell'Onu per la Libia in dieci anni: Jan Kubis ha lasciato l'incarico a sorpresa, a un mese dalle ipotetiche elezioni presidenziali previste per il 24 dicembre. Già da ottobre la sua posizione era finita sulla graticola. «Avrebbe fallito la missione», è quanto dichiarano diversi osservatori.

 

antonio guterres antonio guterres

Gli si contesta di aver creato le premesse per il caos di queste settimane sulla legge elettorale e in generale su tutto il processo, che è stato di fatto gestito dall'est e dall'ex presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh. Kubis avrebbe perso la fiducia del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, e ora le sue dimissioni rischiano di avere ulteriori conseguenze su un processo fragile e complicato, che ha avuto difficoltà a gestire.

Ghassan Salame Ghassan Salame

 

Ex ministro degli Esteri slovacco, 68 anni, ex segretario generale dell'Osce, Kubis, prima di essere nominato inviato in Libia al posto di Ghassan Salamé, era stato, tra gli altri incarichi, dal gennaio 2019 coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il Libano. Le dimissioni sarebbero già state accettate.

 

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politica

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LA RICONFERMA DI MATTARELLA AL COLLE? UN PANNICELLO CALDO - MASSIMO FRANCO: "NON RISOLVEREBBE L'INCOGNITA DEL FUTURO DI DRAGHI E DEL SUO GOVERNO. SERVIREBBE SOLO A NASCONDERE LE DIVERGENZE DENTRO E TRA LE FORZE POLITICHE, SENZA SALVARE L'ESECUTIVO. NAPOLITANO, RIELETTO DOPO UNA RICHIESTA PRESSANTE E QUASI UNANIME DEI PARTITI, QUANDO DUE ANNI DOPO SI È DIMESSO, È STATO SALUTATO IN MODO INGENEROSO DA MOLTE DELLE STESSE FORZE POLITICHE CHE LO AVEVANO PREGATO DI ACCETTARE. CONGELARE IL PRESENTE SIGNIFICHEREBBE SOLO RINVIARE I CONTI CON LA NUOVA FASE CHE L'ITALIA SI TROVA DI FRONTE…"