donald trump vladimir putin palla

AMERICA FATTA A MAGLIE - COSA RESTERÀ DEL VERTICE TRUMP-PUTIN, IN UN CLIMA CHE SI TAGLIAVA A FETTE COL COLTELLO NONOSTANTE LA PALLA LANCIATA A MELANIA. UN SUCCESSO C'È, ED È CHE SI SIA TENUTO, NONOSTANTE L'INCRIMINAZIONE DI 12 RUSSI PER INTERFERENZA NELLA CAMPAGNA 2016 - LA DISINFORMAZIA RUSSIA ESISTE DA SEMPRE, QUESTA SAREBBE AVVENUTA SOTTO GLI OCCHI DI OBAMA E COMEY, MA NON HANNO DATO A QUESTE INGERENZE NESSUNA IMPORTANZA FINCHÉ NON HANNO PERSO LE ELEZIONI I DEMOCRATICI…

 

 

 

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

vladimir putin regala una palla del mondiale a trump

Un pallone dei mondiali regalato all'americano, che lo ha tirato a Melania, sarà l'unico ricordo lieve di un vertice in un clima che si tagliava a fette col coltello. Di sicuro un successo c'è, ed è che il vertice si sia tenuto, nonostante a gufare si sia messa quasi tutta Washington con tanto di dipartimento di Giustizia all'attacco. Come giudicate voi l'incriminazione di 12 russi, non identificati e non negli Stati Uniti attualmente, per aver congiurato durante la campagna elettorale del 2016, resa nota venerdì pomeriggio proprio due giorni prima del summit, se non il tentativo concreto e persino feroce di fare in modo che il presidente americano si trovasse in una difficoltà estrema e che all'ultimo momento il summit non si tenesse?

 

trump tira la palla a melania

Aggiungo io: come può un presidente degli Stati Uniti, che pure parte incredibilmente avvantaggiato economicamente e militarmente rispetto all'altro, e che gli ha concesso il Summit nonostante le pressioni internazionali e l'ipocrisia delle sanzioni, non essere in difficoltà anche nella conferenza stampa che ha seguito il colloquio, se i giornalisti del suo Paese continuano a fargli domande che ne minano l'autorevolezza, la credibilità, persino la legittimità del ruolo? E la Siria, la Crimea, la Cina, il commercio, il fronte del petrolio, le sanzioni, insomma le cose veramente serie in secondo piano. Roba da matti.

 

In queste condizioni e con queste premesse non c'è un documento scritto. Donald Trump e Vladimir Putin dopo 3 ore di colloquio a Helsinki giurano di aver parlato a lungo della questione dell'interferenza dei russi attraverso gli hacker in quella elezioni, e di aver concluso che interferenza non ci fu. Putin aggiunge di essere pronto a collaborare all'inchiesta; Trump assicura di essere stato molto duro nel chiedere spiegazioni ma a sua volta ribadisce che ritiene il lavoro del procuratore speciale Robert Mueller un disastro per il Paese, e che l'intera vicenda è stata messa su dai democratici per giustificare di non aver vinto.

melania acchiappa la palla

 

“To say it one time again, and I say it all the time, there was no collusion. I didn’t know the president. There was no one to collude with, and there was no collusion with the campaign. We ran a brilliant campaign and that’s why I’m president.”

 

 Per dirlo ancora una volta, e lo dico ogni volta, non c'è stata nessuna collusione Io non conoscevo il presidente. Non c'era nessuno con cui colludere e non c'è stata collusione durante la campagna. Noi abbiamo condotto una campagna brillante ed è per questo che sono presidente

 

Il resto è partito dalla considerazione pure resa pubblica prima dell'incontro da parte di Trump che le relazioni tra due Paesi non sono mai state peggiori di così, e che è arrivato il tempo di cambiare.

 

donald trump vladimir putin

“I would rather take a political risk in pursuit of peace than to risk peace in pursuit of politics. I would not make decisions on foreign policy in a futile effort to appease partisan critics, the media or Democrats who want to resist and obstruct.”

 

Preferisco assumermi il rischio politico del perseguimento della pace che rischiare la pace nel perseguimento della politica. Non prenderei mai decisioni di politica estera nel futile sforzo di fare contenti dei critici di parte i media o i democratici che vogliono fare resistenza e fare ostruzione”.

 

Il russo ha contraccambiato dichiarando che la guerra fredda è finita e nessuno può resuscitarla. Alla richiesta se sarebbe disponibile a concedere l'estradizione dei 12 appena incriminati a Washington, Putin ha risposto che è pronto invece a interrogarli in presenza di ufficiali se gli Stati Uniti sono pronti a fare poi lo stesso, cioè a consentire la presenza di ufficiali russi quando vengano interrogati nel corso dell'inchiesta degli americani.

 

donald trump vladimir putin

Putin ha presumibilmente chiesto che vengano alleggerite le sanzioni che Trump ha autorizzato pesantemente firmando una legge dell' agosto 2017. La legge impedisce Trump di agire senza l'approvazione del Congresso sull'intera materia delle sanzioni, ma il Presidente può alleggerire una parte.

 

Quasi 700 tra privati e aziende sono oggetto di queste sanzioni. I privati non possono viaggiare e hanno avuto i loro beni congelati mentre alcune importanti banche di Stato russe e aziende, incluse compagnie di petrolio e gas hanno i finanziamenti bloccati negli Stati Uniti.

Le vecchie sanzioni erano per l'annessione della Crimea, le nuove sanzioni sono tutte legate alle ingerenze russe nelle elezioni del 2016,i che, va ribadito, non hanno secondo gli stessi inquirenti alterato il risultato di quelle elezioni.

 

putin e trump meeting a helsinki

Ora, la vecchia Unione Sovietica e poi l'erede Russia praticano la cosiddetta disinformazia, fanno casino durante le elezioni, non necessariamente a favore dell'uno o dell'altro degli schieramenti politici. Lo facevano prima con metodi più tradizionali, lo fanno ora attraverso i social. Ottengono risultati? Non in Francia, dove sono stati accusati di voler favorire Marine Le Pen contro Emmanuel Macron, per dirne una.

 

Quella negli Stati Uniti di cui si parla sarebbe avvenuta tra il 2014 e il 2016, sotto gli occhi di Barack Obama che era il presidente, della sua ministro di Giustizia Loretta Lynch del suo direttore dell' FBI, James Comey eccetera eccetera. Tutti sapevano e non hanno dato a queste ingerenze alcune importanza, perlomeno non fino a quando lo hanno perso le elezioni i democratici e Hillary Clinton.

 

Il colloquio a due è stato seguito e accompagnato da incontri bilaterali importanti dei quali capiremo meglio forse nei prossimi giorni gli sviluppi, se si placherà la confusione sul cosiddetto Russia Gate.

 

trump putin helsinki 9

C'è il problema della non proliferazione che è un disastro con le accuse reciproche di violazione del Trattato di messa al bando di missili balistici e di crociera a medio e corto raggio, e c'è lo Start ovvero la riduzione delle armi nucleari strategiche in scadenza nel 2021,al quale è necessario dare un seguito.

 

Di Siria hanno sicuramente parlato i due capi di Stato Maggiore, Valerj Gerasimov . Alla Russia, che gioca su due tavoli almeno, Israele e Stati Uniti chiedono di tenere al suo posto l'Iran che è alleato di Mosca a fianco di Bashar Assad. Ma è un dossier complicato e delicato che puoi affrontare solo se hai un rapporto bilaterale buono con un paese come la Russia, non o

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....

matteo renzi silvia salis

DAGOREPORT: PRIMARIE SI’ O NO? - SE DECIDERA' DI RICORRERE AI GAZEBO, IL CAMPOLARGO CHIAMERÀ L’ADUNATA POPOLARE TRA GENNAIO E FEBBRAIO 2027. AL MOMENTO IN CAMPO CI SONO ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE (AMBEDUE CONTRARISSIMI AL "PAPA STRANIERO") - MATTEO RENZI, TUTOR DI SILVIA SALIS, SPINGE PERCHÉ LA SINDACA DI GENOVA SIA DELLA PARTITA, ACCETTANDO DI CONTARSI ALLE PRIMARIE, FONDAMENTALE PER AVERE L'INVESTITURA DI LEADER DELLA “CASA RIFORMISTA”, LA FORMAZIONE LIBERAL-CENTRISTA IN COSTRUZIONE CHE DEVE AFFIANCARE IL SINISTRISMO DEL PD-ELLY E IL "PROGRESSISMO" A 5STELLE DI CONTE - MA L'EX MARTELLISTA TENTENNA, NICCHIA, PRENDE TEMPO IN ATTESA DI SONDAGGI A LEI PIU' FAVOREVOLI...

viktor orban - giorgia meloni - 7

URBI ET ORBAN! IL TONFO DI VIKTOR NON DIVIDE SOLO LA MAGGIORANZA DI GOVERNO (FORZA ITALIA ESULTA): APRE UNA CREPA ANCHE DENTRO LA “FIAMMA MAGICA” DI PALAZZO CHIGI: UN ESPONENTE DI SPICCO E' RIMASTO DI STUCCO DI FRONTE AL MESSAGGIO DI CONFORTO E SOLIDARIETA' DI GIORGIA MELONI ALL''AMICO'' UNGHERESE USCITO SCONFITTO – MERCOLEDÌ ARRIVA A ROMA ZELENSKY A CACCIA DI SOLDI E DOVRÀ INDOSSARE LA MASCHERA DI ATTORE CONSUMATO PER DISSIMULARE L'IRRITAZIONE VERSO IL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA CHE NON HA FATTO MAI MANCARE IL SUO SOSTEGNO AL TRUMPUTINIANO ORBAN, AUTORE DEL VETO AL FINANZIAMENTO EUROPEO DI 90 MILIARDI ALL'UCRAINA - PER NON PARLARE CHE LA MELONI PRO-UCRAINA (A PAROLE) MAI HA APERTO LA BOCCUCCIA QUANDO IL SUO "AMICO" TRUMP HA FATTO PRESSIONI (EUFEMISMO) SU ZELENSKY DI CALARE LE MUTANDE ALLE RICHIESTE DI PUTIN... - VIDEO