obama putin

ARRIVANO GLI AMEREGANI! - L'ATTIVISMO POLITICO-MILITARE DI OBAMA IN SIRIA, IRAQ, AFGHANISTAN E LIBIA È IL TENTATIVO DI SCARICARE IL PISTOLINO AI REPUBBLICANI E DI RICOMPATTARE GLI ALLEATI DOPO LA “SVEGLIA” INCASSATA DA PUTIN IN MEDIORIENTE

Fabio Mini per il “Fatto Quotidiano”

 

PUTIN OBAMA PUTIN OBAMA

Mercoledì 20 gennaio il capo del Pentagono Ashton Carter si è incontrato a Parigi con gli omologhi di Francia, Germania, Gran Bretagna, Australia, Italia e Olanda per accordarsi su un nuovo corso della lotta all'Isis. Uno scarno comunicato ha ribadito l' impegno comune. Il giorno successivo Carter è stato meno vago: ha spiegato agli allievi ufficiali della Ecole Militaire di Parigi che la coalizione a guida Usa punta alla riconquista di Mosul in Iraq e Raqqa in Siria.

 

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN

Ha rivelato che una forza di spedizione composta da 200 commando americani sta operando in Iraq e Siria con il compito di eliminare i capi e i combattenti dell' Isis o presunti tali, "ovunque vengano trovati". Si tratta perciò di una forza specializzata nell' acquisizione di obiettivi da colpire immediatamente o successivamente con interventi di aerei, missili, droni e di "altro tipo". Queste unità hanno già stabilito contatti con "nuove forze che condividono i nostri scopi ed hanno aperto nuove linee di comunicazione con combattenti locali capaci e motivati".

 

OBAMA E PUTINOBAMA E PUTIN

Le azioni delle forze speciali in Iraq e Siria non sono una novità e sono state le uniche ad avere qualche successo. Obama ha sempre privilegiato tali forze e ne ha sostenuto le operazioni aperte e coperte, ma non sempre è riuscito a garantire le condizioni politiche perché i successi fossero duraturi.

 

Le intenzioni politiche del Pentagono non si limitano all'Isis. Giovedì 21, a Bruxelles, il generale dei Marines Usa, Dunford, capo degli stati maggiori congiunti, ha detto che la missione in Afghanistan ha il pieno supporto di tutta la Nato. Il giorno successivo (venerdì) Dunford ha discusso con il capo della difesa francese gli sviluppi delle operazioni militari in Siria, Iraq e in Libia.

 

barack obama e hillary clintonbarack obama e hillary clinton

Per quest'ultima ha annunciato che, con la partecipazione della Francia, sarà condotta una decisiva azione militare concomitante con un "legittimo processo politico". Ha precisato che si tratta di formare una coalizione e di essere certi che l' intervento militare sia "coerente con gli scopi politici". A Davos, Carter ha incontrato il premier iracheno Haider al-Abadi e ha confermato l' impegno americano in Iraq. Ha riconosciuto l' esigenza di avere forze di terra (boots on the ground) ma senza specificare di chi.

 

Sempre a Davos, il generale Dunford ha confermato al presidente afgano Ashraf Ghani l' intervento americano per il 2016 e oltre. Da Washington è intervenuto il Comandante delle forze strategiche Usa, ammiraglio Cecil D. Haney facendo notare che mentre si combattono l'Isis e gli estremisti "il comportamento di Russia, Cina, Corea del Nord e Iran richiede attenzione".

 

AFGHANI CONTRO I SOLDATI AMERICANI AFGHANI CONTRO I SOLDATI AMERICANI

Perciò, la componente nucleare strategica deve essere potenziata e ammodernata. L'attivismo politico-militare statunitense di questi giorni è il tentativo di ricompattare gli amici e alleati dopo la "sveglia" strategica e operativa suonata dalla Russia in Siria e contro la Turchia. È senz' altro l' ultimo giro elettorale e di autodifesa dell' amministrazione Obama accusata dai repubblicani di aver ceduto di fronte a terroristi, cinesi, russi e iraniani. Ma può anche essere l' anticipazione di quella che sarà la strategia della nuova amministrazione per il Medio Oriente e l' intero globo.

 

In effetti, questi ultimi sprazzi d' interventismo militare di Obama e il nuovo irrigidimento nei rapporti con Russia e Iran coincidono con quello che i repubblicani hanno promesso ai propri sostenitori e con quello che la Clinton ha in mente di fare se fosse eletta: una nuova guerra fredda tra oriente e occidente, una guerra aperta in Medio Oriente, la rioccupazione della Siria, dell' Iraq, della Libia e dell' Afghanistan e nuove sanzioni all' Iran che destabilizzino l'intera regione, ma che salvaguardino gl' interessi israeliani e delle petromonarchie sunnite.

 

SOLDATI AMERICANI CON LA BARA DI UN COMMILITONE MORTO IN AFGHANISTAN SOLDATI AMERICANI CON LA BARA DI UN COMMILITONE MORTO IN AFGHANISTAN

Churchill disse che gli americani finiscono sempre per fare la cosa giusta… dopo aver provato tutte le altre (sbagliate). Il problema è che la riserva delle "altre" sembra inesauribile anche per il 2016. Buon Anno.

 

 

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