pier silvio berlusconi gerry scotti massimo antonio doris

AVVISATE GIORGIA MELONI: PIER SILVIO HA GIA’ UNA SQUADRA PER IL SUO PARTITO – COME DAGO-DIXIT, IL FIGLIO DEL CAV HA DECISO DI SCENDERE IN POLITICA NEL 2025 E SI STA MUOVENDO, AIUTATO DAL FEDELISSIMO NICCOLÒ QUERCI, UOMO DI PUBLITALIA, OGGI NEL CDA MEDIASET – IL VOLTO NUOVO SU CUI “PIER DUDI” VUOLE INVESTIRE È MASSIMO DORIS, EREDE DI ENNIO E AD DI MEDIOLANUM – SECONDO “IL FATTO”, TRA I CONSIGLIERI PIÙ FIDATI PER CREARE LA FORZA ITALIA 2.0 C’È ANCHE GERRY SCOTTI: “SI DICE CHE OGGI IL CONDUTTORE TELEVISIVO SIA QUELLO CHE PAOLO DEL DEBBIO È STATO PER BERLUSCONI PADRE” – IL DAGOREPORT: PIER SILVIO POTREBBE APPROFITTARE DI UNA SCONFITTA DEL CENTRODESTRA AL REFERENDUM SULL’AUTONOMIA PER RIPERCORRERE LE ORME DEL PADRE. LA DIFFIDENZA DI MARINA…

Articoli correlati

E ARRIVATA L'ORA DI PIER SILVIO? SEGNATEVI QUESTA DATA SUL CALENDARIO: APRILE 2025. ...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Giacomo Salvini per “il Fatto Quotidiano”

 

pier silvio berlusconi - foto lapresse

Non è più il se, ma il quando. E Pier Silvio Berlusconi lo aveva fatto capire a luglio quando, durante la presentazione dei palinsesti Mediaset, aveva fatto trapelare la sua volontà di entrare in politica seguendo le orme del padre: “Sento di avere il fascino della politica, è nel dna di mio padre”, aveva detto il secondogenito di Silvio Berlusconi. Mosse che sono state notate nell’entourage della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che vede la famiglia Berlusconi ormai come un pericolo.

 

[...] secondo Dagospia il 2025 potrebbe essere l’anno giusto per commissariare definitivamente Antonio Tajani, fonti di Mediaset parlano di una discesa in campo in grande stile solo a ridosso delle prossime elezioni politiche, dopo che sarà più chiaro il futuro di Media for Europe (Mfe). Dubbi che vengono alimentati dalla sorella Marina che, consapevole degli attacchi personali al padre, ha sollevato qualche perplessità di fronte alla volontà di Pier Silvio di candidarsi.

 

massimo doris foto di bacco (4)

Eppure, lui si sta muovendo. Organizza incontri con imprenditori tra Arcore e villa Grande e si fa commissionare sondaggi privati sulla sua popolarità (anche se lui smentisce). Ora ha anche degli uomini di fiducia che stanno lavorando con lui a questo progetto come fece Berlusconi con Marcello Dell’Utri nel 1994.

 

Il primo è Niccolò Querci, fiorentino, classe 1961: è l’anima grigia che Pier Silvio ha ereditato dal padre. Uomo di Publitalia, capo segreteria e assistente personale di Berlusconi dal 1992 al 2001, oggi siede nel consiglio di amministrazione di Mediaset. Pier Silvio si affida a lui per tutto, a partire dai contatti con il mondo dell’imprenditoria e dell’alta finanza.

 

GERRY SCOTTI - LA RUOTA DELLA FORTUNA

Il volto nuovo su cui il figlio di Berlusconi vuole investire è Massimo Antonio Doris, erede di Ennio e fondatore di Mediolanum. Oltre ad avere le chiavi della cassaforte di famiglia (la banca), Doris viene considerato anche un manager in grado di fare politica: l’idea di Pier Silvio è quella di candidarlo alle prossime elezioni politiche portandolo da Milano a Roma.

 

Poi ci sono i giovani da lanciare nelle trasmissioni televisive per scalzare i “dinosauri” del partito, Maurizio Gasparri e Antonio Tajani: in estate ha fatto il suo esordio a Mediaset il 34enne Federico Benassati (oggi Client Account a Publitalia ’80), ma ci sono anche il responsabile giovani Simone Leoni e il consigliere del municipio 5 di Milano, Filippo De Bellis.

 

SILVIO E PIER SILVIO BERLUSCONI

Per scendere in campo, però, Pier Silvio avrà bisogno anche di uno o più consiglieri in grado di costruire la piattaforma della Forza Italia 2.0. E si racconta che tra questi ci sia un volto nazionalpopolare, noto al pubblico televisivo: Virginio, in arte Gerry, Scotti. Si dice che oggi il conduttore televisivo sia quello che Paolo Del Debbio è stato per Berlusconi padre.

 

Negli ultimi anni si è parlato spesso di un impegno in politica di Scotti ma lui ha sempre smentito. Eppure il suo cuore batte da quella parte e il suo sarebbe un ritorno: è stato deputato craxiano tra il 1987 e il 1992, negli anni della Milano da bere conclusi con Mani Pulite. [...]

NICCOLO QUERCI massimo doris foto di bacco (3)PIER SILVIO BERLUSCONI VERSIONE COMUNISTA pier silvio berlusconi

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?