matteo salvini

BACIONI A SALVINI – DAL TRIONFO ALLE EUROPEE DEL 2019 AL MISERO 9% DI OGGI: IN 3 ANNI IL CAPITONE HA DILAPIDATO UN PATRIMONIO INANELLANDO UNA SERIE STRAORDINARIA DI ERRORI, DA PAPEETE IN POI – FILIPPO CECCARELLI: “FRASI E GESTI AUTOLESIONISTI, VELLEITÀ INCAPACITANTI, CAPRICCI CHE SEGNARONO PERÒ MOMENTI E PASSAGGI CRUCIALI DELLA VITA PUBBLICA. CON SERENO SCRUPOLO SI PUÒ DIRE CHE SALVINI NON NE HA AZZECCATA UNA”

Estratto dall'articolo di Filippo Ceccarelli per “la Repubblica”

 

MATTEO SALVINI E GIORGIA MELONI A CERNOBBIO

Il paese del melodramma, quando Salvini saliva sui palchi gli mettevano come colonna sonora il “Vincerò”. Seguiva un inedito rituale: breve comizio e interminabile coda per i selfie: ah, gli italiani, quanto si stufano facilmente! Ma con quanta cieca naturalezza, viene anche da pensare, i leader politici di questo tempo partecipano al campionato per la più grande dissipazione.

 

Salvini, il trionfo alle europee del 2019

Era la primavera del 2019, si votava per le Europee. A Forlì Salvini salì su un certo balcone voluto da Mussolini, le cronache riportano che si mise a torso nudo per indossare una maglietta che recava disegnato il suo stesso volto. A Catanzaro si mise la sciarpa tricolore e annunciò un decreto Sicurezza bis; a Zingonia, fotografatissimo, salì su una simbolica ruspa per abbattere delle costruzioni abusive; a Pietrelcina volle marcare la sua presenza sui luoghi di Padre Pio; a Milano, piazza del Duomo, baciò il rosario.

GIORGIA MELONI MATTEO SALVINI

 

Ogni volta, in linea con quella che Gramsci aveva designato come «la malattia melodrammatica italiana», risuonava la Turandot, “all’alba vincerooooo!”, versione Pavarotti. E vinse, in effetti. Il 26 di maggio la “Lega per Salvini Premier”, in tal modo battezzata in quell’occasione, ottenne il 34,26 per cento. La Bestia iper-social di Morisi, sulla cresta dell’onda, aveva appena lanciato una specie di torneo di like intitolato “VinciSalvini” il cui premio consisteva nel passare con lui qualche ora. Giorgetti, allora meno dubbioso, profetizzava un imminente «plebiscito».

 

"Salvini the strong man of Europe"

matteo salvini pontida 2022

Alla festa della Repubblica, the strong man of Europe – perché a volte pure i corrispondenti stranieri si lasciano trasportare dall’enfasi – passeggiò radioso nei giardini del Quirinale con la giovanissima Verdini sottobraccio, erano la super coppia vincente, dietro di loro un codazzo di adulatori, vil razza dannata. Uno di questi lo sentì far suo, con finta e compiaciuta meraviglia, lo sfoggio della taumaturgia berlusconiana: «Tutti mi salutano, tutti mi vogliono toccare, forse perché guarisco gli infermi». Grandi risate.

 

Alla Rai, che su queste cose ci puoi caricare l’orologio, approdò proprio in quei giorni il suo vecchio collega e fresco biografo leghista, e “Uno Mattina” divenne “Uno Salvini” (l’Agcom non fece obiezioni). Agli avversari, che per via degli sbarchi contrastati dal Viminale non erano pochi, il ministro rispondeva allegramente: «Bacioni»; «è finita la pacchia», ripeteva, pure estendendo il motto ai giovani che organizzavano i rave. [...]

 

 

La via del Papeete: quando Salvini fece cadere Conte

matteo salvini

Venne anche Putin in quei giorni, con cuoco assaggiatore e una limousine che entrava a stento a Palazzo Chigi. Salvini sottovalutò l’affare Metropol, l’origine degli spifferi, i suoi avvertimenti. Faceva caldo e prese la via del Papeete, la consolle, il mojito, le cubiste leopardate, spiaggia sovranista con inno nazionale. Visto il successo, inaugurò la svolta ultra-pop, il Beach tour. A riguardarselo oggi viene da chiedersi quale demone l’abbia portato a sprecare in un paio di settimane un patrimonio che sarà anche stato precario, ma diamine, ce ne voleva di follia, o improvvisazione, o chissà che.

 

Era agosto. Disse solenne a Sabaudia: «Sento la tensione di questo nostro paese». A Polignano replicò il numero, gli regalarono l’ennesima maglietta, da dj. A Pescara, infine, dopo aver evocato i figli, chiese i pieni poteri: «Se devo mettermi in gioco, lo faccio ora, da solo, a testa alta».[...]

 

Due anni e più di errori: Salvini non ne ha azzeccata una

matteo salvini francesca verdini venezia.1

E qui può finire il film, anche se ci sarebbero altri due anni e più di errori, di frasi e gesti autolesionisti, di velleità incapacitanti, di capricci che segnarono però momenti e passaggi cruciali della vita pubblica, crisi di governo, dispute sanitarie, elezioni del presidente della Repubblica, discussioni di politica estera. Con sereno scrupolo si può dire che Salvini non ne ha azzeccata una. Con scettica meraviglia è lecito pensare che chi vince troppe volte in realtà perde, e i cocci sono suoi.

antonio tajani matteo salvini giorgia meloni cernobbio matteo salvini a cernobbio

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)