ada colau protesta

UNA BOLDRINI ALLA CATALANA - LA SINDACA DI BARCELLONA, ADA COLAU, PRATICA L’APERTURA TOTALE, TRANNE AI TURISTI: ‘VANNO FERMATI, MEGLIO I PROFUGHI’. EX SQUATTER E NO GLOBAL, UN PASSATO TRA SCONTRI CON LA POLIZIA E UNA FEDE TOTALE PER LA SINISTRA E UN ODIO PER LO SPORCO CAPITALISMO OCCIDENTALE. MA QUELLI DELL’ISIS DEL SUO CURRICULUM ‘INCLUSIVO’ SE NE SONO SBATTUTI…

 

Paolo Bracalini per ‘il Giornale

 

ada colauada colau

Mix catalano tra la Boldrini, Virginia Raggi e De Magistris (che infatti la prende a modello e di cui è molto amica), Ada Colau sindaco di Barcellona eletta due anni fa con una civica sostenuta da Podemos, è salita alla ribalta internazionale dopo gli attentati delle Ramblas.

 

«Questa città ama la diversità e vuole essere una città di pace, ora più che mai dobbiamo stare assieme» è stata la sua risposta alla strage del camion targato Isis. «È lei il sindaco più di sinistra del mondo?» si chiedeva il Guardian in un lungo ritratto della Colau dopo la sua elezione ad alcaldesa (sindaco) della città catalana.

 

ada colauada colau

Da pasionaria del movimento antisfratti, cortei no global, case occupate e persino un arresto negli scontri con la polizia, alla guida della capitale economica della Spagna in effetti il passo è notevole. Le note biografiche che le ha dedicato Micromega sono tutte un programma: «Negli anni 90 si mobilita contro la prima Guerra del Golfo, poi frequenta i collettivi studenteschi dell'università di Barcellona.

 

ada colau protestaada colau protesta

Con il movimento No Global inizia la sua militanza a tempo pieno e, dopo il G8 di Genova 2001, si fa promotrice a Barcellona dei primi cortei pacifisti contro le guerre preventive di Bush». Quindi, negli anni della crisi bancaria in Spagna, guida la Plataforma de Afectados por la Hipoteca (Pah, Piattaforma delle vittime dei mutui), una sorta di movimento di indignados antisfratti, che la trasforma in personaggio pubblico e fa da trampolino per l'elezione a sindaco.

 

ada colau protesta ada colau protesta

L'ideologia è stata applicata alla lettera: porte aperte a tutti, specie se immigrati africani, tranne che ai turisti, contro cui la Colau ha ingaggiato una battaglia durissima (tranne quelli invitati dal comune di Barcellona, come l'economista antisistema Varoufakis costato 4mila euro alle casse comunali, tra hotel e compenso, per una conferenza). Sono i troppi europei con i bermuda e il marsupio il problema di Barcellona, non la numerosa comunità di fede islamica. «Numero chiuso contro la turistificatiòn, Barcellona non è in vendita», ma invece «basta scuse, accogliamo i rifugiati» lo slogan del corteo a Barcellona, a febbraio, per chiedere più migranti. «Siamo la capuitale della speranza in un'Europa sempre più xenofoba» spiegò la Colau in piazza.

ADA COLAUADA COLAU

 

Nel 2015, dopo le stragi di Parigi, ha firmato un manifesto contro l'islamofobia («Non en nuestro nombre») in cui si denuncia il fanatismo Isis come «funzionale al fanatismo razzista europeo». Da sindaca vuole autorizzare la costrizione di una grande moschea per «rendere visibile la pluralità religiosa della città», e pure ha istituito un Osservatorio sugli insulti che riceverebbero gli islamici a Barcellona.

 

Del resto l'ex squatter si era presentata sulla scena, nel 2007, accusando i politici spagnoli di essere «le forze del Male», e di volere «scuola, salute e casa fuori dal Mercato, contro «il «capitalismo disumanizzante delle banche». Quando la Raggi ha conquistato Roma, la Colau le ha mandato un messaggio, ovviamente in chiave femminista: Noi donne siamo più legate alla vita pratica, quotidiana, è il nostro valore aggiunto. Per questo siamo appetibili per la gestione comunale». Una Boldrini alla catalana.

ADA COLAU BARCELLONAADA COLAU BARCELLONAADA COLAUADA COLAU

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...