1. LA BOLDRINOVA FA FARE ANTICAMERA PURE AL PREMIO NOBEL AUNG SAN SUU KYI (VIDEO) 2. A LADY BOLDRINI IL POTERE HA DATO ALLA TESTA: LASCIA L’EROINA BIRMANA AD ASPETTARE MENTRE LEI È NELLA STANZA NON CON IL PAPA, MA COI SUOI COLLABORATORI! 3. LA SIGNORA AUNG SAN GUARDA L’OROLOGIO, PARLA CON L’INTERPRETE, E NON CAPISCE COSA TRATTENGA LA PRESIDENTE DELLA CAMERA, CHE NON È NEANCHE ANDATA A PRENDERLA ALL’INGRESSO DEL PALAZZO COME VORREBBE IL GALATEO ISTITUZIONALE 4. FINITE LE CHIACCHIERE CON I SUOI FUNZIONARI, FRAU BOLDRINI ESCE DAI SUOI APPARTAMENTI E L’ACCOMPAGNA ALL’INCONTRO COI DEPUTATI (GAFFE: 8 SEDIE VUOTE SU 24)

1. VIDEO: AUNG SAN SUU KYI E LA SUA INTERPRETE FANNO ANTICAMERA DALLA BOLDRINI

http://espresso.repubblica.it/palazzo/2013/10/30/news/dalla-boldrini-fa-anticamera-anche-un-premio-nobel-e-accaduto-alla-leader-birmana-aung-san-suu-kyi-1.139412


2. DALLA BOLDRINI FA ANTICAMERA ANCHE UN PREMIO NOBEL: È ACCADUTO ALLA LEADER BIRMANA AUNG SAN SUU KYI
Telesio Malaspina per http://espresso.repubblica.it

Non capita tutti i giorni di vedere un premio Nobel per la pace fare anticamera al piano nobile di Montecitorio, fuori dallo studio della presidente Laura Boldrini. E' successo ieri pomeriggio ad Aung San Suu Kyi, giunta per la prima volta in Italia in visita ufficiale. Più d'uno dei presenti nel salottino attiguo alla stanza presidenziale ha percepito come quegli interminabili minuti diventassero, secondo dopo secondo, sempre più lunghi e imbarazzanti.

Al punto che perfino una figura sobria ed elegante come la leader della Lega nazionale per la democrazia birmana, tra una parola e l'altra alla sua traduttrice, non ha saputo resistere alla tentazione di dare un'occhiatina all'orologio, così, tanto per controllare che alla base di quell'attesa imprevista non vi fosse un anticipo sulla tabella di marcia nell'arrivo alla Camera dei Deputati.

Addirittura ci si sarebbe potuto aspettare che la stessa presidente scendesse ad attenderla all'ingresso principale di Montecitorio. Fosse stato un presidente della Camera uomo a ricevere così un'ospite donna, qualcuno avrebbe tirato in ballo anche il galateo. Ma tant'è.

Nell'attesa è stato anche ipotizzato che Boldrini fosse impegnata in un precedente incontro andato per le lunghe, ma la curiosità di vedere chi mai ci fosse di tanto importante nella sua stanza da indurla a far attendere Aung San Suu Kyi è stata sostituita dallo sbalordimento quando dalla porta lignea del suo studio la terza carica dello stato è uscita accompagnata solo dai suoi stretti collaboratori.

Fatte uscire telecamere e taccuini per un faccia a faccia di venti minuti, Boldrini ha poi accompagnato la leader dell'opposizione birmana al regime dei militari nella sala Aldo Moro, dove ad attenderla c'era l'appuntamento con le domande di una delegazione di deputati interessati ad incontrarla. Non moltissimi in realtà, in ogni caso meno di quelli che il cerimoniale della Camera aveva stimato sarebbero intervenuti, visto che delle 24 sedie preparate per ospitare i parlamentari almeno un quarto sono rimaste vuote.

 

Aung San Suu Kyi al Parlamento di Belfast AUNG SAN SUU KYI A ROMA DA NAPOLITANO AUNG SAN SUU KYI A ROMA DA NAPOLITANO LAURA BOLDRINI CON IL FRATELLO UGOLABBRACCIO TRA OBAMA E AUNG SUU KYI AUNG SAN SUU KYI A OXFORD CON LA LAUREA HONORIS CAUSA jpeg

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…