matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

LA BRUTTA FINE DEL CENTRODESTRA - SALVINI, DOPO LE FIGURACCE PER IL QUIRINALE, VA DA BERLUSCONI PER RILANCIARE IL PARTITO UNICO E VIENE SPERNACCHIATO DAL CAV: "TE L’HO CHIESTO IO IL PARTITO UNICO REPUBBLICANO UN ANNO FA, E QUASI MI HAI RISO IN FACCIA..." - E' LA MOSSA DELLA DISPERAZIONE DEL LEGHISTA PER NON RESTARE ISOLATO - GIORGIA MELONI SE NE SBATTE: "OGGI HO UNA DIFFICOLTÀ OGGETTIVA A STARE IN QUESTA ALLEANZA" - LA CRISI IN LIGURIA TRA TOTI E LA LEGA...

Marco Cremonesi per www.corriere.it

 

SALVINI MELONI BERLUSCONI

Alla fine, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini si sono incontrati. Ma l’incontro non basta a rasserenare gli animi dentro al centrodestra. Anche perché Giorgia Meloni non nasconde l’ira per come è andata la partita del Quirinale: «Non intendo fare buon viso a cattivo gioco», quel che ha fatto Salvini «è folle, nel merito e nel metodo, eravamo d’accordo sul no alla rielezione di Mattarella».

 

Ed è tutto da vedere se Fratelli d’Italia si presenterà con la vecchia alleanza nei collegi uninominali: «Vedremo, io oggi ho una difficoltà oggettiva — prosegue Meloni —, se si sta nel centrodestra non si può scegliere il centrosinistra». A completare il quadro, il rischio che la Lega faccia cadere la giunta ligure guidata da Giovanni Toti: «Ci ha pugnalati» dice il leghista Edoardo Rixi.

 

berlusconi salvini meloni

Salvini ieri sera è andato a trovare ad Arcore il leader azzurro appena uscito dall’ospedale San Raffaele. Soltanto il tempo potrà dire se la «visita affettuosa» avrà davvero «riaffermato la vicinanza umana e politica», come si legge in una nota. Su quella umana non ci sono dubbi, ma quella politica dovrà essere sperimentata. Dopo la rottura sul Quirinale, con il nome di Elisabetta Belloni vissuto come un affronto da Berlusconi, le comunicazioni anche telefoniche con Salvini da venerdì si erano interrotte.

 

matteo salvini e giorgia meloni incontrano silvio berlusconi nella sua villa a roma 5

E il nervosismo, la diffidenza, è rimasta per almeno una parte del tempo passato dal leader della Lega ad Arcore. E così, dopo i convenevoli e le spiegazioni, Salvini ha illustrato la sua idea di un partito repubblicano che riunisca tutto il centrodestra. Ricevendo in cambio una replica un po’ infastidita: «Te l’ho chiesto io il partito unico repubblicano un anno fa, e quasi mi hai riso in faccia...». Era quando, alcuni mesi fa, Salvini aveva lanciato l’idea della federazione, ricevendone il rilancio berlusconiano sul partito unico.

 

Non si può dire che l’incontro — richiesto da Salvini — sia andato male. Ma Forza Italia politicamente oggi non spalanca le braccia. Anzi, tra i fedelissimi dell’ex premier si ragiona sul leader leghista «venuto a Canossa» per «paura di restare completamente isolato e solo». E così, gli azzurri prendono tempo.

 

salvini (d), con silvio berlusconi e giorgia meloni sul palco allestito in piazza maggiore a bologna 77

Primo, come ha spiegato Berlusconi, perché la sua idea di un partito unico prevedeva anche l’ingresso della Meloni, che invece è sulle barricate. Secondo, perché adesso serve soprattutto «rafforzare Forza Italia», in un cammino appena iniziato: magari federandola con altre forze di centro, progetto a cui si sta lavorando, o comunque muovendosi, in collaborazione sempre più stretta con le componenti centriste di Coraggio Italia, Udc, Noi con l’Italia.

 

Tutti con un occhio ai centristi dell’altro fronte, a partire da Matteo Renzi. Insomma, il partito repubblicano può anche essere alla fine l’approdo del nuovo centrodestra. Ma non ora, non in tutta fretta, non con Salvini che «si intesta il progetto per uscire dall’angolo». E senza dare l’idea di buttarsi tra le braccia di un alleato in difficoltà e numericamente comunque molto più forte: si rischierebbe l’annessione e la fuga dei tanti azzurri che vedono con molto più interesse a un progetto che veda FI centrale e non annegata in altre formule.

MUSUMECI SALVINI MELONI BERLUSCONI

 

Per la Lega — attraversata da profondi malesseri — il senso vero dell’operazione «Repubblicani» è proprio il «vedere chi ci sta». A parte il nome — rivendicato da Daniela Santanché (FdI) e anche dall’ex capogruppo leghista fuoriuscito Massimo Reguzzoni — il punto è capire «chi vuole essere della partita. Anche se ai giornali — spiega un salviniano doc — interessano solo le questioni di governance interna».

 

E così, oggi Salvini spiegherà il suo piano al consiglio federale leghista. Ma a proposito di centristi, ieri il governatore ligure Giovanni Toti ha subito l’assalto del segretario della Lega Edoardo Rixi, che ha chiesto una verifica perché di «Toti non ci fidiamo più».

 

SALVINI BERLUSCONI MELONI

A peggiorare gli umori, la notizia di un incontro del governatore — che «passa troppo tempo a Roma» — con il suo predecessore di centrosinistra Claudio Burlando. Il presidente ha ribattuto molto pacato: la sua intenzione è rimanere in Liguria fino al 2025 e non di candidarsi alle politiche: «Riguardo al mio orientamento politico serenamente confermo che la nostra visione è essere nel centrodestra di cui facciamo culturalmente parte. Ma tutti i leader sono consapevoli che è nostro compito allargare la coalizione sul lato sinistro conquistando anche forze che oggi non ne fanno parte».

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...