IL CAV S’E’ ROTTO I COGLIONI DI TRAVAGLIO E GHEDINI LO DENUNCIA: "ASSURDITÀ SULLA MAFIA" - L'AVVOCATO DI BERLUSCONI ANNUNCIA QUERELE AL GIORNALISTA E AL M5S: "IL CAVALIERE HA COMBATTUTO COSA NOSTRA" (COME NO, CON MANGANO!) – A RIDOSSO DELLE ELEZIONI, "IL FATTO" OGGI PUBBLICA TUTTE LE SENTENZE DI B. E MAFIA

 

STRETTA DI MANO TRA TRAVAGLIO E BERLUSCONI jpeg

Luca Fazzo per Il Giornale

 

Puntuale come un avviso di garanzia, appena si prospetta la vittoria di Forza Italia alle elezioni, arriva il libro di Marco Travaglio: tema, Berlusconi e la mafia. Un tema su cui il direttore del Fatto quotidiano ha costruito le sue fortune editoriali, glissando sul dettaglio cruciale dell'assenza di qualsivoglia prova del teorema. Ogni volta che una Procura ha provato a sostenere la tesi di un alleanza tra il Cavaliere e Cosa Nostra, le indagini sono finite in nulla. E così alle nuove uscite di Travaglio il difensore di Berlusconi, Niccolò Ghedini, reagisce decidendo che la misura è colma, e decidendo di portare il giornalista in tribunale.

 

BERLUSCONI SPOLVERA LA SEDIA SU CUI ERA SEDUTO TRAVAGLIO

Ad Arcore, in questi giorni, è stata seguita con attenzione l'escalation polemica di Travaglio. Alla convention milanese di Forza Italia, Berlusconi domenica mattina aveva avuto parole severe contro le presunte rivelazioni del quotidiano, ribattezzato «il Falso Quotidiano». Travaglio gli risponde con una lunga intervista al Corriere della sera, in cui torna a sparare a zero sullo stesso tema: «La Cassazione nella sentenza Dell'Utri cita Berlusconi 137 volte. Si racconta come abbia pagato, stabilmente, per vent'anni, Cosa Nostra. Una sentenza agghiacciante». E il Fatto annuncia per oggi un «inserto speciale con tutte le sentenze su B. e Cosa Nostra».

 

ghedini

A questo punto Berlusconi e il suo staff legale decidono che bisogna reagire. Ghedini dirama una nota in cui se la prende formalmente con «le dichiarazioni assurde di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle» ma che ha chiaramente nel mirino Travaglio, ormai considerato collaterale al partito grillino. Le «dichiarazioni assurde - scrive - in ordine ad un presunto rapporto del presidente Berlusconi con organizzazioni criminali mafiose sono destituite di ogni fondamento e saranno oggetto delle opportune azioni di fronte alla autorità giudiziaria competente».

VIGNETTA STEFANO DISEGNI PER IL FATTO BERLUSCONI LA MAFIA E LE MEZZE MISURE

 

Nella nota, più che insistere sui dettagli delle indagini finite in nulla (a partire dalla richiesta di archiviazione da parte della Procura di Palermo, nel lontano 1997) Ghedini insiste sul dato che considera più significativo, quello che dimostra di per sé l'assenza di collegamenti o sudditanze tra il Cavaliere e i clan: l'impegno senza precedenti dei governi a guida Berlusconi contro la criminalità organizzata, e i «risultati eccezionali» raggiunti su questo versante.

 

DELLUTRI, BERLUSCONI, MANGANO

La nota ricorda che fu nel 2002 il governo Berlusconi a inasprire la norma in assoluto più temuta dai mafiosi, l'articolo 41 bis che prevede per loro il carcere duro, che fino ad allora poteva essere disposto solo provvisoriamente e venne rese definitivo. E, oltre al varo del codice antimafia, segnala i 1.296 presunti mafiosi arrestati nello stesso periodo, la cattura di 32 dei 34 latitanti più pericolosi, a partire da Bernardo Provenzano. «Nessun governo nella storia della Repubblica ha mai conseguito così rilevanti risultati nella storia della lotta alla criminalità organizzata», è la conclusione di Ghedini.

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?