CI VUOLE UN “TECNICO” ANCHE PER SBROGLIARE IL SACRO BORDELLO VATICANO - I CORVI HANNO TRAFITTO BERTONE, E IL PAPA ABBANDONA AL SUO DESTINO IL BRACCIO MALDESTRO E RITORNA SOTTO L’ALA DI RUINI E SODANO - E CERCA UN SEGRETARIO DI STATO CON UNO STILE PIÙ SOBRIO DA “PRIMUS INTER PARES” - IN POLE PER IL DOPO BERTONE, GLI ‘’AMBASCIATORI’’ LUIGI VENTURA E PEDRO LOPEZ QUINTANA…

Giacomo Galeazzi per "La Stampa"

Inizia la «fase due» del pontificato. Benedetto XVI intende riportare la diplomazia al vertice della piramide vaticana e in Segreteria di Stato si appresta a sostituire Tarciso Bertone con un nunzio apostolico. I cinque cardinali consultati sabato pomeriggio hanno convenuto sui nomi di due ambasciatori papali di grande esperienza come Luigi Ventura (attualmente a Parigi) e Pedro Lopez Quintana (spagnolo, ora in Canada).

Certo, i tempi del Papa non sono quelli della cronaca e Ratzinger è innanzi tutto impegnato a capire la situazione e seguire gli sviluppi delle indagini sulla fuga di documenti, «in vista di una maggiore serenità e unità nella Chiesa», puntualizza il portavoce vaticano padre Federico Lombardi. Però, a quanto pare, il dato è tratto.

Pell e Ruini gli hanno consigliato l'avvicendamento di Bertone. Una soluzione sottoscritta anche dal fidatissimo, don Georg, sempre più ascoltato dal Pontefice. Tomko, Ouellet e Tauran sono stati più prudenti pur concordando su criticità e lacune della presente «governance». Benedetto XVI vuole porre termine alle lotte di potere tra ecclesiastici ed è palese che abbia incontrato i capidicastero in mattinata e poi 5 esperti porporati nel pomeriggio per ascoltare pareri diversi ed essere aggiornato sulla situazione, ma anche a titolo di consultazioni, in vista della scelta di un nuovo segretario di Stato. Il cambio della guardia potrebbe avvenire ad ottobre o a dicembre.

La commissione cardinalizia d'inchiesta e i magistrati proseguono interrogatori ed indagini su «Vatileaks»: le implicazioni della fuga di documenti stanno evidenziando una situazione di ingovernabilità in Curia. Insomma, la misura è colma e serve un segnale di discontinuità. Ovviamente Benedetto XVI non prende decisioni di nessun tipo, tanto meno compie scelte strategiche come questa, sulla spinta di scandali o pressioni mediatiche.

Ma il Sacro Collegio si sta ricompattando attorno al Papa anche alla luce della sua capacità (già dimostrata nella bufera pedofilia) di invertire la rotta rispetto a prassi consolidate Oltretevere e ad inveterati errori. La rinuncia all'incarico Bertone l'ha regolarmente presentata al compimento dei 75 anni, il Papa l'ha respinta.

Lo scorso maggio ha rinnovato la fiducia al suo primo collaboratore. Insomma, l'età non c'entra. Sulla carta, se Benedetto XVI lo desidera, il porporato piemontese può essere segretario di Stato. Né conta a quanti anni abbia lasciato la poltrona il suo predecessore. Bertone compie 78 anni a dicembre mentre Sodano abbandonò la segreteria di Stato un mese e mezzo prima di raggiungere la soglia dei 79.

Inoltre Sodano era stato ereditato da Benedetto XVI, e ogni nuovo Papa, nei tempi opportuni, si sceglie il segretario di fiducia. Dunque la questione non è anagrafica, è altra. Non di forma, ma di sostanza. Dopo una snervante faida curiale tra bertoniani e sodaniani, Benedetto XVI vuole voltare pagina e cerca una leadership più collegiale e condivisa, un «premier» con uno stile più sobrio da «primus inter pares».

Il Papa teologo e pastore sta affrontando un problema globale che coinvolge fondamentali aspetti di «governance». Quindi, non può essere tutto essere ridotto al cambio o meno di una persona, fosse pure il segretario di Stato. Per questo il Papa pensa di accelerare i tempi per attuare quella riforma della Curia attesa da quattro decenni. Meno burocrazia e più coordimento. Tutti dovranno essere per definizione e di fatto «al servizio» della Chiesa. L'immagine dirompente delle infinite lotte di potere danneggia la Chiesa ratzingeriana della predicazione e della «purificazione». Joseph Ratzinger, sottolinea Lombardi, ha ben presente come il segretario di Stato svolga un ruolo centrale.

Il passaggio del testimone al Palazzo Apostolico è una scelta ponderata , non un provvedimento punitivo né un siluramento di un porporato che già all'ex Sant'Uffizio era il braccio destro di Ratzinger. E' la presa d'atto che a mutate esigenze corrispondono risposte nuove. La fughe di notizie hanno indebolito Bertone, non il Papa.

Un governo tecnico di «decantazione» appare l'unica via d'uscita dall'odierna palude di corvi e veleni.Nel frattempo, come già per gli fronteggiare gli scandali finanziari, la Santa Sede si blinda affidandosi al blocco d'ordine dell'Opus Dei. Prima il cardinale Julian Herranz alla guida della commissione d'inchiesta su Vatileaks, ora il giornalista Greg Burke «advisor» della comunicazione.

 

PAPA BENEDETTO XVI A MILANO TARCISO BERTONE Pedro Lopez Quintana Luigi ventura Cardinal Camillo Ruini - Copyright Pizzigreg burke

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…