mario draghi concessioni balneari

AL COLLE O A PALAZZO CHIGI, COMANDA DRAGHI - DI FRONTE AI PARTITI CHE HANNO SFANCULATO L’AUTOCANDIDATURA AL QUIRINALE, “MARIOPIO” NON SI È SCOMPOSTO: IL PREMIER HA SPIEGATO AI LEADER DELLA MAGGIORANZA CHE PUÒ ANCHE RIMANERE AL SUO POSTO. MA A UNA CONDIZIONE: GLI DEVONO GARANTIRE LIBERTÀ D'AZIONE: VUOLE FARE LE SCELTE CHE SERVONO ALL'ITALIA SENZA ASSISTERE A RISSE CONTINUE E SOPRATTUTTO SENZA RIMANERE IMPANTANATO NELLA PALUDE DELLA POLITICA…

Massimiliano Scafi per “il Giornale”

MARIO DRAGHI

 

Sereno? Di più: il presidente, raccontano, è «assolutamente tranquillo» e «concentrato sull'azione di governo». Sicuro. Solido. Energetico. Padrone della situazione. Effetto Natale forse, o magari è l'effetto del fallimento del tentativo di normalizzarlo, di liofilizzarlo dopo la sua disponibilità a salire sul Colle e la mezza rivolta dei partiti che non si vogliono far commissariare.

 

Draghi ha sbagliato la mossa, si è detto, ora è entrato del dibattito politico come un Monti qualsiasi, ha perso il tocco, è un SuperMario senza più superpoteri. La sinistra bersaniana gli ha imputato scarsa sensibilità istituzionale, il centrodestra gli ha chiesto di restare a Palazzo Chigi. Lui però non si è scomposto e ha spiegato ai leader che lo hanno cercato qual è dal suo punto di vista lo stato dell'arte. E cioè, io sono a disposizione del Paese.

mario draghi sergio mattarella

 

Mi volete al Quirinale? Benissimo. Mi preferite al governo? Bene lo stesso, però mi dovete garantire l'agibilità, la possibilità di prendere le decisioni e fare le scelte che serviranno all'Italia. Basta risse. Comando io. E dunque, Colle o Palazzo Chigi che sia, adesso è Draghi a stabilire le condizioni.

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 4

Da parte sua c'è «totale obbedienza al Parlamento» che vota leggi e provvedimenti e grande rispetto nei confronti dei partiti: infatti spetta a loro nominare il prossimo presidente della Repubblica. Da servitore dello Stato lui è pronto ad accettare l'incarico di prendere il posto di Sergio Mattarella o anche di rimanere alla guida dell'esecutivo.

 

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

Se è vero che i risultati della missione sono stati raggiunti, i compiti non sono finiti. La situazione sanitaria sta però peggiorando in fretta e i miliardi del Recovery Fund non sono ancora in banca. E molte delle riforme necessarie per modernizzare il Belpaese, richieste dall'Europa e dalle clausole del Pnrr sono appena in embrione.

 

Ma in questo caso, se dovesse restare a Palazzo Chigi, nell'ultimo anno di legislatura Draghi non accetterebbe di timonare una coalizione litigiosa, distratta dalle elezioni prossime, in campagna perenne. Per una decina di mesi il premier ha governato sul velluto, facendo sfogare ogni tanto i partiti e poi imponendosi sui dossier sempre senza troppe difficoltà.

 

Forte del suo prestigio internazionale, ha schiacciato tutti. Da dicembre le cose sono un po' cambiate, c'è stato qualche rallentamento nel ruolino di marcia, sono arrivate le prime mediazioni, le difficoltà con la manovra. Ebbene, per il premier non deve più accadere.

giuseppe conte enrico letta

Insomma, la cosa che il premier vuole evitare è di finire impantanato nella palude dei partiti, senza riuscire a incidere. Giorgia Meloni non crede che succederà, perché «Draghi dispone di molti strumenti politici per imporsi». Segretari e gruppi parlamentari faticano a trovare un nome condiviso per la presidenza della Repubblica, figuriamoci se dovessero cercarne uno anche per la presidenza del Consiglio. Il problema è capire a quale delle due partite lui e interessato.

 

conferenza stampa di fine anno di mario draghi 2

Franco Debenedetti ad esempio pensa che le condizioni poste da SuperMario riguardino «non la sua elezione al Quirinale bensì la sua permanenza a Palazzo Chigi». Si vedrà, ma in un caso o nell'altro dalla sua prospettiva quello che conta è la compattezza della maggioranza: se va in frantumi per il Colle, sarà difficile che si ricomponga per sostenere un governo impegnato a mettere in sicurezza sanitaria ed economica l'Italia.

mario draghi conferenza stampa di fine anno di mario draghi 6

 

House of Crucci - Berlusconi, Meloni, Salvini, Renzi, Mattarellasalvini meloni berlusconigiuseppe conte enrico letta giancarlo giorgetti

 

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)