nicola zingaretti carlo calenda luigi di maio giuseppe conte

COME MAI ZINGARETTI HA DECISO DI SALTARE L’INCONTRO CON DI MAIO E CONTE PREVISTO IERI? – IL SEGRETARIO DEL PD VUOLE FAR SCORNARE I CINQUE STELLE FINCHÉ NON SARÀ CHIARO CHI COMANDA DAVVERO TRA IL PREMIER E LUIGINO (SPOILER: CONTE) – I GRILLINI SONO SPACCATI, MA VISTO IL GRADIMENTO CHE RISCUOTE L’AVVOCATO CON LA POCHETTE SACRIFICHERANNO DI BUON GRADO L’EX BIBITARO – AL NAZARENO NON SONO SFUGGITI GLI APPLAUSI RICEVUTI DA CALENDA ALLA FESTA DELL’UNITÀ…

Maria Teresa Meli per il “Corriere della Sera”

 

GOVERNO CONTE BIS BY TERRE IMPERVIE

E Nicola Zingaretti decide di saltare un altro incontro... Quello che si sarebbe dovuto tenere ieri sera con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio. Il presidente del Consiglio aveva tutte le intenzioni di mettere il segretario del Partito democratico e il leader dei 5 Stelle attorno a un tavolo per trovare un compromesso tra i due. Di Maio non era affatto contrario perché sperava di riuscire a strappare un «sì» alla sua vice premiership. Ma il numero uno del Nazareno ha deciso di sparigliare: che i 5 Stelle si chiariscano tra di loro. Lui non aveva intenzione alcuna di cavar loro le castagne dal fuoco o di farsi mettere in condizione di apparire come colui che approva una decisione, presa alla fine di quel vertice, che magari avrebbe potuto non condividere appieno.

 

GRAZIANO DELRIO NICOLA ZINGARETTI ENRICO STEFANOLUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

Non è detto che l' incontro poi non si tenga oggi, quando le cose saranno più chiare, anche se al Pd preferirebbero che si svolgesse dopo la consultazione della piattaforma Rousseau. Al Nazareno, comunque, sono ben decisi a non farsi mettere in mezzo.

 

luigi di maio davide casaleggio

Un vicepremier? Due vicepremier? Zero vicepremier? «A seconda di come andrà a finire si capirà se comanda Conte o Di Maio»: è questa la nuova sfida che il Partito democratico lancia al Movimento 5 Stelle. Insomma, al Nazareno vogliono vedere se il presidente del Consiglio riuscirà a imporsi su Di Maio. E da questo misureranno la possibile tenuta del governo, anche se, comunque andrà a finire, non si sottrarranno alle loro responsabilità.

 

In parole povere: riuscirà Conte a convincere Di Maio che per dare vita a un governo stabile, dagli assetti equilibrati, c' è bisogno di un solo vice premier del Pd? E non ne fanno una questione di poltrone, ma di politica. Spiega il segretario del Partito democratico ai suoi: «Il cuore del problema è chiaro. Noi vogliamo fare un governo nuovo con 5 Stelle e altri, un governo di svolta con un programma serio e scritto insieme. I 5 Stelle, invece, a quanto pare vogliono i voti del Pd e della sinistra per un governo grillino guidato da Conte e Di Maio».

giuseppe conte nicola zingarettiBEPPE GRILLO GIUSEPPE CONTE LUIGI DI MAIO

 

Zingaretti è convinto che la fibrillazione attuale nasca dal fatto che il Movimento 5 Stelle ormai è «diviso» e che la «leadership di Di Maio è in declino». Altrimenti, è la sua convinzione, a quest' ora le trattative sarebbero andate molto più avanti, «visto che sul programma stiamo trovando soluzioni che sono state accettate sia da noi che dai 5 Stelle».

 

andrea marcucci e graziano delrio arrivano al quirinale 1

Da quel punto di vista, infatti, al Nazareno sono soddisfatti. Spiegano al segretario Graziano Delrio e Andrea Marcucci, che per il Pd hanno seguito la trattativa sul programma con la delegazione 5 Stelle e Conte: «Il premier, che era ancora irritato con Di Maio per le sue esternazioni, su molti punti era d' accordo con noi. È passata la riduzione del cuneo fiscale a favore dei lavoratori, come richiesto dal Pd, e si è deciso di sbloccare veramente gli investimenti per le infrastrutture». Zingaretti incassa questi risultati ma tutto ciò non basta: «Ci vuole un chiarimento dopo le affermazioni di Di Maio e quel chiarimento per quanto ci riguarda non è ancora avvenuto».

giuseppe conte luigi di maio 2

Ed è inutile, secondo i vertici del Pd, andare avanti o affrettare i tempi, in assenza di quel chiarimento. «Se si allunga di due giorni, pazienza, l' importante è che questo governo nasca senza ambiguità e nella lealtà di entrambe le parti». È vero che anche Conte ha assicurato agli ambasciatori del Pd: «Sono io il primo a volere il chiarimento». Ma, sottolineano al Nazareno, dalle parole bisogna passare ai fatti.

 

paola de micheli paolo gentiloni nicola zingaretti andrea marcucci graziano delrio 2

Eppure al Pd nessuno ritiene che questo governo non vedrà la luce: «Chiuderò questo accordo», dice ai suoi il leader. Però non conviene a nessuno un esecutivo che passa da una fibrillazione all' altra. Non al Paese, ma nemmeno al Pd. Al Nazareno, infatti, non sono sfuggiti gli applausi calorosi e insistiti tributati alla Festa dell' Unità di Ravenna al grande oppositore di questa operazione: Carlo Calenda.

nicola zingaretti arriva al quirinaleandrea marcucci graziano delrioandrea marcucci e graziano delrio arrivano al quirinaleandrea marcucci graziano delrio 2consultazioni delegazione pd con mattarella

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)