E DI CONTORNO ABBIAMO MOSCERINI – LADY PESC MOGHERINI ESCLUSA DAI NEGOZIATI SUL NUCLEARE TRA IRAN, USA, RUSSIA, CINA, FRANCIA, GERMANIA E INGHILTERRA – CONTINUA A GUIDARLI LA ASHTON, SUO PREDECESSORE

Il negoziato è di grande importanza perché una sua positiva conclusione potrebbe riavvicinare Washington e Teheran. A giugno, non appena è circolata la voce di una candidatura Mogherini, i rappresentanti delle sei nazioni che trattano con l’Iran hanno firmato un documento in cui si chiedeva all’Ue di lasciare il ruolo di mediatore alla Ashton…

Condividi questo articolo


Gian Micalessin per “il Giornale

 

federica mogherini federica mogherini

Ora è tutto è chiaro. Gli «amici» di Bruxelles e dintorni ci hanno, come sempre, preso in giro. L'importante poltrona di Commissario agli affari esteri dell'Unione Europea assegnata alla giovane Federica Mogherini su intercessione di Matteo Renzi non è stata una conquista, ma come direbbero a Roma, una mezza «sola».

Eh sì perché invece di occupare un posto prestigioso la povera Mogherini si ritrova incastrata su una poltrona per due, una poltrona da condividere con l'ingombrante e persistente presenza di un predecessore chiamato Lady Ashton. Per capire il trucco basta osservare quanto sta succedendo a Vienna.

 

Nella capitale austriaca è in corso l'ultima fase del cruciale negoziato nucleare tra l'Iran e il cosiddetto «5 più 1», le cinque grandi potenze rappresentate nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (Usa, Russia, Cina, Inghilterra e Francia) con l'aggiunta della Germania. Un negoziato durante il quale - in base alle regole istituzionali sancite dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu - l'Alto rappresentante per gli Affari esteri della Ue ha il compito, non indifferente, di trattare a nome dei «5 + 1».

mogherini mogherini

 

Federica Mogherini a Vienna però non è mai arrivata. All'ex ministro italiano, titolare dal primo novembre della carica di rappresentante dell'Unione Europea, non viene riconosciuto il diritto - o la capacità - di gestire una questione tanto delicata ed importante. Al suo posto imperversa ancora, nonostante un mandato scaduto da tre settimane, l'inossidabile Lady Ashton. Martedì è stata lei ad accogliere a Vienna il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif per discutere fasi e snodi del negoziato. E sarà lei - e soltanto lei - a presentare a Zarif le proposte dei 5+1 fino alla conclusione dei colloqui fissata, in teoria, per lunedì.

Federica mogherini Federica mogherini

 

L'importanza del ruolo lasciato in gestione alla Ashton è difficilmente trascurabile. Una positiva conclusione del negoziato potrebbe innescare un riavvicinamento tra Washington e Teheran, imprimere una svolta nella guerra allo Stato Islamico e aprire le porte, ad una soluzione politica del conflitto siriano mediata dall'Iran. La trattativa di Vienna potrebbe insomma cambiare il corso degli eventi mediorientali e garantire un posto nei libri di storia ai suoi protagonisti.

 

Peccato soltanto che dalla rosa di quei protagonisti sia stata preventivamente esclusa la nostra Commissaria. A giugno, non appena circolata voce di una sua possibile candidatura, i rappresentanti di Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Germania si sono affrettati a ratificare un documento che chiedeva all'Unione Europea di lasciare il ruolo di mediatore nelle mani della Baronessa Ashton almeno fino al 24 novembre.

 

IRAN impianto nucleare IRAN impianto nucleare IRAN REATTORE NUCLEARE IRAN REATTORE NUCLEARE

Uno sgarbo giustificato forse dalla necessità di garantire la continuità dei negoziati, ma difficilmente digeribile dal punto di vista istituzionale. Eppure Bruxelles l'ha accettato senza fare una piega. E probabilmente continuerà ad accettarlo anche se i negoziati dovessero, come molti prevedono, esser prorogati per altri mesi. La prima a saperlo deve essere proprio Lady Ashton. Interrogata sulla possibilità di un' ulteriore estensione del suo mandato «fantasma» la Baronessa non si è fatta a problemi a garantire la propria disponibilità. «Mi è stato chiesto - ha detto - di continuare fino a quando il lavoro sarà concluso». Con buona pace di una accondiscendente e remissiva Federica Mogherini lasciata a scaldar la poltrona dell'ufficio di Bruxelles.

 

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

DAGOREPORT L’INTELLIGENCE DI USA E IRAN HANNO UN PROBLEMA: NETANYAHU - L'OPERAZIONE “TERRORISTICA” CON CUI IL MOSSAD HA ELIMINATO IL GENERALE DELLE GUARDIE RIVOLUZIONARIE IRANIANE NELL'AMBASCIATA IRANIANA A DAMASCO E LA SUCCESSIVA TENSIONE CON TEHERAN NON È SPUNTATA PER CASO: È SERVITA AL PREMIER ISRAELIANO A "OSCURARE" TEMPORANEAMENTE LA MATTANZA NELLA STRISCIA DI GAZA, CHE TANTO HA DANNEGGIATO L'IMMAGINE DI ISRAELE IN MEZZO MONDO - NETANYAHU HA UN FUTURO POLITICO (ED EVITA LA GALERA) SOLO FINCHÉ LA GUERRA E LO STATO D'ALLARME PROSEGUONO...

DAGOREPORT – BIDEN HA DATO ORDINE ALL'INTELLIGENCE DELLA CIA CHE LA GUERRA IN UCRAINA DEVE FINIRE ENTRO AGOSTO, DI SICURO PRIMA DEL 5 NOVEMBRE, DATA DEL VOTO PRESIDENZIALE AMERICANO - LO SCENARIO E' QUESTO: L’ARMATA RUSSA AVANZERÀ ULTERIORMENTE IN TERRITORIO UCRAINO, IL CONGRESSO USA APPROVERÀ GLI AIUTI MILITARI A KIEV, QUINDI PUTIN IMPORRÀ DI FARE UN PASSO INDIETRO. APPARECCHIATA LA TREGUA, FUORI ZELENSKY CON NUOVE ELEZIONI (PUTIN NON LO VUOLE AL TAVOLO DELLA PACE), RESTERA' DA SCIOGLIERE IL NODO DELL'UCRAINA NELLA NATO, INACCETTABILE PER MOSCA – NON SOLO 55 MILA MORTI E CRISI ECONOMICA: PUTIN VUOLE CHIUDERE PRESTO IL CONFLITTO, PER NON DIVENTARE UN VASSALLO DI XI JINPING... 

FLASH! - FACILE FARE I PATRIOTI CON LE CHIAPPE ALTRUI – INDOVINATE CHE AUTO GUIDA ADOLFO URSO, IL MINISTRO CHE PER DIFENDERE L'ITALIANITÀ HA “COSTRETTO” ALFA ROMEO A CAMBIARE NOME DA “MILANO” A “JUNIOR”? UN PRODOTTO DELL’INDUSTRIA MADE IN ITALY? MACCHÉ: NELLA SUA DICHIARAZIONE PATRIMONIALE, SPUNTANO UNA VOLKSWAGEN T-CROSS E UNA MENO RECENTE (MA SOSTENIBILE) TOYOTA DI INIZIO MILLENNIO. VEDIAMO IL LATO POSITIVO: ALMENO NON SONO DEL MARCHIO CINESE DONFGENG, A CUI VUOLE SPALANCARE LE PORTE...

DAGOREPORT – ANCHE I DRAGHI, OGNI TANTO, COMMETTONO UN ERRORE. SBAGLIÒ NEL 2022 CON LA CIECA CORSA AL COLLE, E SBAGLIA OGGI A DARE FIN TROPPO ADITO, CON LE USCITE PUBBLICHE, ALLE CONTINUE VOCI CHE LO DANNO IN CORSA PER LA PRESIDENZA DELLA COMMISSIONE EUROPEA - CHIAMATO DA URSULA PER REALIZZARE UN DOSSIER SULLA COMPETITIVITÀ DELL’UNIONE EUROPEA, IL COMPITO DI ILLUSTRARLO TOCCAVA A LEI. “MARIOPIO” INVECE NON HA RESISTITO ALLE SIRENE DEI MEDIA, CHE TANTO LO INCENSANO, ED È SALITO IN CATTEDRA SQUADERNANDO I DIFETTI DELL’UNIONE E LE NECESSARIE RIFORME, OFFRENDOSI COME L'UOMO SALVA-EUROPA - UN GRAVE ERRORE DI OPPORTUNITÀ POLITICA (LO STESSO MACRON NON L’HA PRESA BENE) - IL DESTINO DI DRAGHI È NELLE MANI DI MACRON, SCHOLZ E TUSK. SE DOPO IL 9 GIUGNO...