DAGO-RETROSCENA - GRILLO, CONTE E BERLUSCONI: IL PIANO SEGRETO PER CHIUDERE LA PARTITA DELLA RETE UNICA - CON LA FIBRA OTTICA, TIM DIVENTERA' DECISIVA PER VEICOLARE CONTENUTI TV - MEDIASET CHIUDE LA QUERELLE GIUDIZIARIA CON VIVENDI PRENDENDO UNA QUOTA DI TIM DA BOLLORÉ (CHE HA IL 19%) - I GRILLINI CON CDP (SECONDA AZIONISTA TIM CON 10% E CON IL 50% DI OPEN FIBER) FANNO DA ''CONTRAPPESO'' A BOLLORE'-BERLUSCONI - ENEL ESCE DA OPEN FIBER E BASSANINI SI DIMETTE PER FAVORIRE IL DISGELO CON IL GOVERNO - UN'OPERAZIONE CHE GARANTISCE A CONTE IL SOSTEGNO AZZURRO AL SENATO. E VISSERO TUTTI FELICI E CONNESSI

DAGONEWS

Beppe Grillo

 

Chi mangia la fibra, campa cent'anni. Un proverbio inventato, che però potrebbe applicarsi al post di Grillo sul destino della rete unica, con il fondatore dei 5 Stelle che spara contro Enel e si schiera con Tim nella creazione di una infrastruttura italiana che colleghi tutto il paese con la fibra ottica.

 

Un pallino del Movimento delle origini: prima di mettere le mani sulla Rai e avere un proprio quotidiano di riferimento, i grillini credevano che l'unica strada per diffondere il loro verbo fosse attraverso internet, o al massimo attraverso i media stranieri, considerati autorevoli solo per il fatto di parlare una lingua diversa. Cablare l'Italia era fondamentale per ''disintermediare'' il rapporto tra la politica e gli elettori.

fabrizio palermo luigi di maio

 

La storia è andata diversamente, ma l'obiettivo resta. E Grillo infila il suo faccione nel dibattito tra Open Fiber e Tim, tra Enel e Macquarie, tra Vivendi e Cdp. E fa capire che dalla soluzione di questa matassa dipende il futuro politico, economico e mediatico del Paese.

 

C'è infatti un'operazione sul tavolo che potrebbe risolvere parecchi problemi in un colpo solo. Ovviamente niente è scritto sul marmo e tutto può cambiare da un momento all'altro. Ma l'idea è questa: risolvere il conflitto tra Berlusconi e Bolloré, che si fanno la guerra nei tribunali di mezza Europa, attraverso la rimodulazione di tutto il panorama delle telecomunicazioni italiano ed europeo.

berlusconi bollore vivendi mediaset

 

Berlusconi rinfaccia al finanziere bretone di aver infranto i loro patti scaricando Mediaset Premium e facendo partire una scalata ostile all'impero del Biscione. Bolloré ribatte sostenendo che Premium era un catorcio e che il congelamento della sua quota in Mediaset sopra il 10% è illegittima, come lo è la nascita del gruppo Media For Europe, incardinato da Pier Silvio in Olanda al fine di creare un polo europeo con la tedesca ProSiebensat e Mediaset Espana.

 

francesco starace piero gnudi

L'idea del polo europeo dei media, che possa competere con Netflix e Amazon, è una fissa di Bolloré. I Berluscones hanno capito che è inutile buttarsi a capofitto nello streaming, e che la tv generalista ha ancora qualche colpo da sparare. Per ora il mercato ha dato ragione a loro, ma Bolloré non molla.

 

Ecco allora la mossa che potrebbe chiudere la guerra: in vista della creazione di una rete unica, Berlusconi si prende un pezzo di Tim attualmente in mano ai francesi – che hanno il 19% ma non la controllano più da quando è entrato in campo il fronte Cdp-Elliott – e in cambio cedono un pezzo di Media For Europe a Bolloré, che avrebbe un canale privilegiato per distribuire i suoi contenuti, sia a livello di infrastruttura che di OTT, over the top.

fabrizio palermo

 

Gli altri attori? Enel uscirebbe di scena affidando la sua quota agli australiani di Macquarie (Starace non voleva entrare in Open Fiber, fu Enrico Letta a far partire l'operazione e poi Renzi a costringere Enel a entrare nel progetto a metà con la Cassa Depositi e prestiti).

open fiber fibra ottica

 

Cdp avrebbe l'occasione di rivalutare la sua partecipazione in Tim, voluta da Costamagna per garantirsi la permanenza al vertice, un investimento da oltre 800 milioni di euro (e ora si ritrova una notevole minusvalenza). I 5 Stelle avrebbero come ''contrappeso'' al potere dei Berlusconi nella rete unica l'ad Fabrizio Palermo, che già vorrebbero blindare per la riconferma (tra un anno scadono i vertici). Bassanini sarebbe pronto a dimettersi da presidente di Open Fiber per favorire il disgelo con il governo.

LUIGI GUBITOSI FRANCO BASSANINI

 

Gubitosi, che ha portato nell'affare della fibra ottica di Tim anche il fondo KKR, ha un ottimo rapporto con Conte. Ma il principale sostenitore del premier è proprio Berlusconi. Con la nomina del nuovo consiglio dell'AgCom in ballo (favorito Giacomelli) e la possibilità di chiudere la sanguinosa e costosissima battaglia legale con Bolloré, il Banana può ancora una volta essere il perno di un'operazione che garantirebbe il futuro del suo gruppo (e del suo potere politico). In cambio, è pronto a sostenere il governo Conte senza se e senza ma (e con il Mes).

PIERSILVIO BERLUSCONI BOLLORE'

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