giorgia meloni silvio berlusconi matteo salvini

LA DUCETTA DETTA LEGGE – LA MELONI È PRONTA AL TRAPPOLONE PER FI E LEGA: VUOLE FAR INSERIRE NEL PROGRAMMA DAL CENTRODESTRA IL SOSTEGNO SENZA AMBIGUITÀ ALL'UCRAINA E LA CONCRETEZZA DELLE PROPOSTE ECONOMICHE. DUE PUNTI SUI QUALI, IN CASO DI VITTORIA, GLI ALLEATI NON SI POSSONO TIRARE INDIETRO VISTO LE POSIZIONI AMBIGUE SULLA RUSSIA – SALVINI INTANTO VUOLE CHE I MINISTRI SIANO INDICATI PRIMA DELLE ELEZIONI, MA LA PROPOSTA NON PIACE AI MELONIANI: SANNO CHE È UNA MOSSA DEL CAPITONE PER PIANTARE QUALCHE BANDIERA IN QUALCHE MINISTERO PRIMA CHE SI RIVELI QUANTO SIA SCARSO IL SOSTEGNO ALLA LEGA ALLE URNE…

1. I PALETTI DI MELONI A SALVINI E BERLUSCONI "SOSTEGNO ALL'UCRAINA NEL PROGRAMMA"

Francesco Olivo per "La Stampa"

 

BERLUSCONI SALVINI MELONI

Il centrodestra apre il cantiere del programma. I tempi sono ristretti, si andrà di corsa. L'ottimismo è tale che, con le liste ancora da chiudere, già si lavora nell'ombra per la squadra di governo. Matteo Salvini propone di presentarsi agli elettori con le caselle principali già riempite: «Gli italiani dovranno votare sapendo se vince la Lega con il centrodestra chi fa il ministro dell'Economia, degli Esteri, delle Infrastrutture». Una proposta che Fratelli d'Italia non condivide, perché sarà il voto a stabilire i rapporti di forza tra alleati.

Nell'elenco di Salvini manca il ministero dell'Interno, obiettivo nemmeno troppo nascosto del leader della Lega.

 

SALVINI - BERLUSCONI - MELONI - VIGNETTA BY BENNY

Domani pomeriggio si apre il tavolo programmatico. Giorgia Meloni ha dato la linea, chiedendo di inserire due premesse al programma di coalizione: il sostegno senza ambiguità all'Ucraina e la concretezza delle proposte economiche.

Per la leader di FdI è un modo per confermare la sua immagine rassicurante, ma anche per mettere le mani avanti con gli alleati in vista di un governo comune. Fino a qualche giorno fa, la presidente di Fratelli d'Italia non era certa di inserire nel programma un riferimento esplicito alla guerra e alla alle promesse elettorali realizzabili, poi, le ultime polemiche sulle ambiguità della Lega e le dichiarazioni di Silvio Berlusconi su pensioni e dentiere hanno fatto rompere gli indugi: meglio essere chiari.

MELONI - SALVINI - BERLUSCONI - FASCIOSOVRANISTI

 

La Lega, che ha mostrato molti dubbi sulla posizione italiana nella guerra, sull'invio di armi a Kiev e all'ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato sarà messa alle strette: «Come faranno a dire di no?», si chiedono in via della Scrofa. L'indicazione esplicita sul sostengo in Ucraina serve, nelle intenzioni di Meloni, anche e soprattutto per il futuro: se Matteo Salvini e i suoi parlamentari dovessero tentennare davanti alle questioni di politica estera, e sul collocamento internazionale dell'Italia, si troverebbero vincolati dall'impegno sottoscritto in campagna elettorale.

 

Mettere nero su bianco la posizione sulla guerra e su quella economica contribuisce a mandare un messaggio alle cancellerie occidentali e a Bruxelles: il centrodestra non vuole sfasciare tutto. Nei disegni di Meloni, la scelta dei ministri sarà chiave: tanto che in corsa per la Farnesina ci sarebbero Giulio Terzi di Santagata ed Elisabetta Belloni, profili di sicure convinzioni atlantiste.

SALVINI MELONI BERLUSCONI

 

Nel programma di coalizione compariranno solo i punti essenziali, molto più dettagliati saranno quelli di partito, dove si potrebbero trovare promesse più disinvolte dal punto di vista economico e meno vincolanti per il futuro. «Ognuno farà le sue proposte - dice Giovanbattista Fazzolari, che con Raffaele Fitto rappresenterà FdI - siamo partiti diversi. Poi saranno le urne a decidere chi prevarrà». La Lega, con Armando Siri e Massimiliano Romeo, indica le sue priorità: migranti, politiche energetiche (compreso il nucleare), flat tax e pace fiscale, ma anche quota 41 per la pensione. Forza Italia parte dagli otto punti che Berlusconi ha annunciato nei giorni scorsi, in particolare le pensioni a mille euro e le misure contro «l'oppressione fiscale».

 

meme del presepe con matteo salvini giorgia meloni silvio berlusconi

Alessandro Cattaneo, delegato forzista al tavolo (con Andrea Mandelli), respinge le accuse: «Mettendo dei filtri, la proposta delle pensioni a mille euro non è affatto irrealizzabile. Le coperture ci sono, intervenendo su reddito di cittadinanza e sulla spesa pubblica». Il sottosegretario all'Economia di Forza Italia, Gilberto Pichetto, sta studiando una web tax con lo scopo di recuperare somme ingenti.

Nessuno prevede scontri al tavolo di domani, il vero scoglio su premiership e collegi dell'uninominale è stato superato nel vertice di mercoledì scorso, ma non sarà banale sciogliere alcuni nodi.

 

Uno, ad esempio, potrebbe essere il federalismo. La legge quadro sull'autonomia differenziata, scritta dal ministro Mariastella Gelmini, d'accordo con alcune Regioni, era a buon punto prima della caduta del governo Draghi. Ieri Salvini è tornato a parlarne: «L'autonomia deve essere firmata e sottoscritta come valore aggiunto da tutto il centrodestra». Se da Forza Italia non arrivano obiezioni, FdI pone delle condizioni: «Non abbiamo nulla contro l'autonomia - dice Fazzolari -, ma deve andare insieme a una riforma in senso presidenziale dello Stato, altrimenti si rischiano tensioni».

gianfranco rotondi francesco de luca giorgia meloni foto di bacco (2)

 

2. "I MINISTRI DECISI PRIMA DEL VOTO" SALVINI PENSA AL GOVERNO DEI BIG

Emanuele Lauria per “la Repubblica”

 

Una triade di big per il governo. Il centrodestra, in caso di vittoria, ha in mente una piramide che vede al vertice Giorgia Meloni, che sarebbe candidata premier nel caso (probabile) in cui Fdi prendesse più voti, con a fianco due vicepresidenti forniti di deleghe di peso: il leader della Lega Matteo Salvini punta al Viminale, mentre per Forza Italia, la terza gamba della coalizione, è in corsa il coordinatore Antonio Tajani, ex presidente del Parlamento europeo che gradirebbe la Farnesina.

 

salvini in spiaggia

Ancora uno schema di massima, oggetto delle conversazioni ai piani alti dello schieramento. Per Berlusconi resta l'opzione della guida del Senato, l'incarico prestigioso di seconda carica dello Stato cui il Cavaliere guarda però senza eccessivo entusiasmo. Anche per l'impegno che una prospettiva del genere richiederebbe.

Salvini rilancia la sfida del governo, con una dichiarazione che spiazza gli alleati. «Non voglio sparare ministri a caso, ma sicuramente proporrò al centrodestra che prima del voto alcuni nomi vengano messi sul tavolo».

 

Oltre ai responsabili di Interni ed Esteri, c'è il nodo dell'Economia. Dove il centrodestra vorrebbe indicare un tecnico d'area, non sgradito alla Banca d'Italia e in buoni rapporti con la Ragioneria generale dello Stato. Uno dei nomi più gettonati è quello di Fabio Panetta, componente del board della Bce, che di recente ha avuto una lunga chiacchierata intercettata con Meloni al compleanno di Gianfranco Rotondi. Ma piace molto anche il profilo di Domenico Siniscalco. Altri nomi che circolano sono quelli di Alessandro Cattaneo (Fi) per le Infrastrutture. In casa di Fratelli d'Italia.

giorgia meloni

 

oltre ai luogotenenti del partito, si guarda agli invitati della conferenza programmatica di Milano, da Carlo Nordio (per la Giustizia) a Beatrice Venezi. Potrebbero ritrovare un posto nel governo anche Giulio Tremonti e Raffaele Fitto, che è stato arruolato intanto nel tavolo meloniano del programma. Ci sarebbe anche Letizia Moratti, che non ha ritirato la disponibilità a correre per la guida della Regione Lombardia, continuando a suscitare scompensi nell'alleanza: «Sulla Lombardia decideremo dopo il 25 settembre», taglia corto il segretario leghista.

 

La proposta di Salvini di indicare parte della squadra di governo prima del voto non dispiace a Forza Italia: «E' buona pratica indicare i nomi dei ministri in base al programma che stenderemo in vista delle elezioni», dice il sottosegretario Giorgio Mulè. Ma questo passo in avanti del senatore milanese non piace a Fratelli d'Italia: «Salvini vuole stabilire prima del voto i ministri perché sa che, sulla base dei risultati elettorali, potrebbe avere meno caselle di quanto ne desidera», afferma un parlamentare di primo piano di Fdi.

 

meloni negli usa

Insomma, un patto pre-elettorale sui ministri sembra più difficile di quello sui collegi e della regola del candidato premier da affidare al partito con più consensi. Salvini, al proposito, non rinuncia ad alimentare la competizione interna: "Prenderemo un voto più dei nostri alleati e indicheremo noi il presidente del Consiglio", ha detto ieri ai dirigenti legisti visti a Firenze. In una riunione nel corso della quale Salvini ha anche nominato il responsabile della campagna elettorale in Toscana: è Andrea Barabotti, marito dell'eurodeputata Susanna Ceccardi, che nel 2020 corse come aspirante governatrice. Sulla possibilità che Barabotti possa essere candidato in Parlamento qualcuno, nella Lega, storce il naso additando un imbarazzante caso di familismo. Ma tant' è.

 

GIORGIA MELONI ANTONIO TAJANI MATTEO SALVINI

Lunedì nel tardo pomeriggio inizieranno alla Camera gli incontri tra i delegati dei partiti sul programa. Migranti, politiche energetiche (compreso il nucleare pulito), flat tax e pace fiscale ma anche quota 41 per la pensione, saranno i temi che la Lega porterà al tavolo. Ci sarebbero anche «10mila» poliziotti per garantire la sicurezza, rilancia Salvini, sicuro che «un miliardo» si può trovare e che con l'accordo di tutti si possono assumere «entro un anno». Da verificare come si potranno conciliare tutte queste richieste con l'intento dichiarato di fare «solo promesse che si possono mantenere», come dice lo stesso capo del Carroccio.

salvini 44

 

Salvini, intanto, continua il suo tour fra pubblico e privato: da Firenze, dove ha partecipato in serata alla festa di compleanno della compagna Francesca Verdini, si trasferirà oggi in Romagna, per la tradizionale festa della Lega che non dovrebbe però avere la chiassosa appendice del Papeete. Il timore di un boomerang, per il Capitano, è dietro l'angolo.

MEME SUL CONGIUNTIVO SBAGLIATO DA GIORGIA MELONI comizio di giorgia meloni dopo il voto al senato su draghi 3GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?

giorgia meloni antonio tajani marina berlusconi roberto vannacci matteo salvini

DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON ACCORGERCI CHE STA IMPLODENDO ANCHE L'ALTRO ALLEATO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI: FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE INTORNO AL 7-8% CON TANTI ESPONENTI ATTRATTI DAL GENERALISSIMO – UNA SITUAZIONE GRAVE CHE HA SPINTO MARINA BERLUSCONI NEI GIORNI SCORSI A CONVOCARE IN GRAN SEGRETO ANTONIO TAJANI A MILANO, CHIEDENDOGLI GENTILMENTE DI TOGLIERE IL DISTURBO - IL CIOCIARO HA FATTO ORECCHIE DA MERCANTE: “SOLO I CONGRESSI POSSONO SFIDUCIARMI" - E LA CAVALIERA DI ARCORE ORA SI TROVA DAVANTI A UN BIVIO: PUO', MA NON LO FARA' MAI, TOGLIERE IL SANTINO DI BERLUSCONI DAL SIMBOLO DEL PARTITO, OPPURE NON LE RESTA ALTRO CHE SCENDERE IN CAMPO - MA SE SI VOTA AD APRILE, ANZICHE' AD OTTOBRE 2027, NON C'È TEMPO PER FAR FUORI TAJANI, VIA CONGRESSI – OLTRE AD AVERE LA LEGA MORIBONDA E FORZA ITALIA ALLO SBANDO, E VANNACCI IN ASCESA, LA DUCETTA SI RITROVA FRATELLI D’ITALIA SPACCATO DA UNA LOTTA DI POTERE TRA LE CORRENTI: LA RUSSA VS MELONI SISTER, LOLLOBRIGIDA-CROSETTO VS MANTOVANO- FAZZOLARI, RAMPELLI VS DONZELLI...

bonelli conte fratoianni schlein travaglio renzi

DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIONE DI RENZI DAL “PATTO DEI CARCIOFI” TRA SCHLEIN, CONTE, BONELLI&FRATOIANNI ERA STATA ANNUNCIATA E DISCUSSA DA MATTEONZO CON ELLY E GOFFREDO BETTINI – LA GAMBA CENTRISTA DEL "CAMPO LARGO" SI FARA' ECCOME MA NON PRIMA DI SETTEMBRE: C'E' DA FARE METABOLIZZARE L'INGRESSO DELL'INDIGESTO RENZI A TUTTI, SOPRATTUTTO A CONTE CHE DEVE GESTIRE UNA BASE M5S VOLATILE SENZA IDEOLOGIE, IDEALI NÉ IDEE, ANCORATA AL "VAFFA CONTRO TUTTI" - CONTE SA BENE CHE BASTA UNA MOSSA SBAGLIATA SUL CRINALE RENZI PER RITROVARSI CONTRO TRAVAGLIO O PEGGIO: FINIRE TRAVOLTO DA UN DI BATTISTA IN MODALITA' “VANNACCI A 5 STELLE” - L'UNICA VIA CHE HA RENZI DI ENTRARE IN COALIZIONE (E IN PARLAMENTO CON I SUOI CARI BONIFAZI E BOSCHI) È: DISINNESCARE IL SUO TURBO-PROTAGONISMO, TENERE UN PROFILO BASSO ALLA SUA CAPACITA' MANOVRIERA E NON DISTURBARE CHIUNQUE SIA CHIAMATO A FARE IL CONDUCENTE, METTENDOSI AL SERVIZIO DELL'OBIETTIVO PRIMARIO: MANDARE A CASA MELONI PER NON RITROVARSI POI NEL 2029 UN MAL-DESTRO AL QUIRINALE AL POSTO DI SERGIO MATTARELLA...

claudio e leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE MADRI DIVERSE, PIÙ LA VEDOVA NICOLETTA ZAMPILLO CHE SI È PORTATA APPRESSO IL FIGLIO ROCCO, NATO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO - ALLE ROGNE DI LEONARDINO CON IL FRATELLASTRO ROCCO, ORA SI AGGIUNGONO – FIATO ALLE TROMBE! – LE PATURNIE DEL PRIMOGENITO DEL FONDATORE DI LUXOTTICA, IL 69ENNE CLAUDIO - UNO DEGLI EREDI DELLA PIÙ GRANDE FORTUNA D’ITALIA HA INVIATO AL CDA DELLA HOLDING DELFIN, CASSAFORTE DI FAMIGLIA, UNA LETTERA IN CUI CHIEDE AI MEMBRI DEL CDA DI RICOPRIRE D’ORO I MANAGER CON UN BONUS STRAORDINARIO UNA TANTUM – QUAL È LA SUA STRATEGIA? AH, SAPERLO….

massimo bottura annalisa cavaliere valentina garavaglia

DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO TRATTATI COME FUNZIONANO LE UNIVERSITÀ IN ITALIA (E A MILANO, IN PARTICOLARE) – ANNALISA CAVALERI, SCRITTRICE GASTRONOMICA E DOCENTE DA OTTO ANNI ALL’ATENEO, INVITA BOTTURA A UN TALK. LA RETTRICE DELL’UNIVERSITÀ, VALENTINA GARAVAGLIA, INTRODUCE I LAVORI CON UN DISCORSO POMPOSO E POI SE NE VA. LO CHEF PERMALOSISSIMO LO FA NOTARE (“SI COMPORTA COME I POLITICI”) E LA RETTRICE SI VENDICA SOSPENDENDO LA PROF. CAVALERI – È L’ESITO DI UN CIRCOLO VIZIOSO: LE UNIVERSITÀ HANNO BISOGNO DI ISCRITTI, E PER FARSI PUBBLICITÀ INGAGGIANO DOCENTI A CONTRATTO SENZA ESPERIENZA SCIENTIFICA, MA CON UNA RETE STRUTTURATA. POSSONO INVITARE VIP ATTIRA-ATTENZIONE, COME BOTTURA, CHE SERVONO AD ATTRARRE PIÙ RAGAZZI, E IL CICLO SI AUTO-ALIMENTA… - VIDEO