giuseppe conte luigi di maio

DUE GALLETTI NEL POLLAIO M5S: "NEI PROSSIMI MESI NON SARÀ FACILE TENERE INSIEME CONTE E DI MAIO" - I DUE, CHE SI CONTENDONO LA LEADERSHIP DEL MOVIMENTO, NON HANNO ALTRI "SFOGHI": PER DI MAIO E' IMPROBABILE UN RITORNO AL MINISTERO; L'IPOTESI DI UNA CANDIDATURA DI CONTE ALLE SUPPLETIVE A SIENA HA FATTO IMBIZZARRIRE IL PD TOSCANO E ITALIA VIVA…

Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

di maio conte

Lo «schema di Beppe», così lo chiama un eminente pentastellato, è difficile. Eppure nel M5s ci sperano. Luigi Di Maio ministro, Conte leader e deputato. Anche perché da quelle parti è tornato di moda il dualismo tra l'ex capo politico e il premier uscente. E allora, che fare dell' ex avvocato del popolo italiano? Beppe Grillo all' inizio ha tentato di convincere lui e Mario Draghi a farlo entrare nel nuovo governo. Magari affidandogli il fanta-ministero per la transizione ecologica. Ma Conte non è stato entusiasta della cosa. Meglio giocare in un ruolo tutto politico, con l'obiettivo di fare il candidato premier alle prossime elezioni.

Da qui nasce l'improvvisata durante l'ultima assemblea grillina su Zoom.

 

CONTE E DI MAIO CON HAFTAR

Ed ecco l' idea di far candidare Conte nel collegio uninominale di Siena alla Camera per occupare il posto lasciato vuoto dall' ex ministro dell' Economia Pier Carlo Padoan, diventato presidente di Unicredit. La notizia trapela da ambienti zingarettiani, ma Beppe è ben contento della soluzione. Anche perché bisogna trovare una sistemazione per l' ormai ex presidente del Consiglio. In uno schema che vedrebbe Conte protagonista della politica con uno scranno a Montecitorio e un ruolo nel M5s e Di Maio ministro nel governo Draghi.

 

lUIGI dI MAIO E GIUSEPPE CONTE IN LIBIA

«Nei prossimi mesi non sarà facile tenere insieme Conte e Di Maio», profetizzano dal M5s. Allo stesso tempo, è tutt' altro che semplice realizzare il progetto immaginato da Grillo per far convivere i due galli nello stesso pollaio. Primo ostacolo: i renziani e il Pd.

 

L' ipotesi di Conte candidato a Siena ha provocato la reazione delle correnti ex renziane dei dem. Dalla Toscana risponde Dario Nardella, sindaco di Firenze, che governa con l'appoggio di Italia Viva. «I territori non possono essere sempre ignorati con candidature calate dall' alto», dice Nardella auspicando una candidatura di Conte a sindaco di Roma, poco gradita però dal premier uscente. Muro di Maria Elena Boschi, aretina e capogruppo di Iv a Montecitorio: «Il destino personale di Conte francamente non è la priorità, prima vengono i 60 milioni di cittadini italiani».

giuseppe conte e luigi di maio

 

Il Pd toscano stronca sul nascere la candidatura di Conte. Il segretario dem Nicola Zingaretti, colto in fallo, promette: «Le alleanze si decidono nei territori, nessuna volontà di imporre dall' alto nulla». E in serata è lo stesso Conte a sfilarsi: «Nessuno me l' ha mai chiesto né mi sono mai proposto», dice all' Adnkronos.

 

Sembra complicato anche per Di Maio il tris in un ministero, nonostante sia questo l' obiettivo del Garante per liberare Conte dall' ostruzionismo dei «dimaiani» nel M5s. La convivenza tra i due è un groviglio. In uno scenario dove Conte andrebbe a occupare per forza un posto nel futuro direttorio a cinque, dato che non c' è più la figura del capo politico. A questo proposito, l' entourage del premier uscente smentisce le ricostruzioni giornalistiche secondo cui Conte avrebbe chiesto a Grillo di non far votare la modifica dello Statuto M5s in senso collegiale, con l' obiettivo di diventare il leader grillino. Sull' organo collegiale si vota fino alle 12 di oggi. Ma comunque bisogna sciogliere il groviglio.

luigi di maio giuseppe conte by osho

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)