licia ronzulli antonio tajani giorgio mulè

LA FAIDA IN FORZA ITALIA PORTERÀ A UNA SCISSIONE? – I FALCHI RONZULLIANI, RIMASTI SENZA MINISTERI DI PESO, HANNO DATO IL VIA ALLA GUERRA INTERNA CON MULÈ CHE HA CHIESTO A TAJANI DI LASCIARE IL RUOLO DI COORDINATORE DEL PARTITO –  IL MINISTRO DEGLI ESTERI, “FURIOSO”, RAGIONA SULL'IPOTESI DI CREARE UNA SORTA DI “PARTITO DELLE LIBERTÀ” SATELLITE DI FRATELLI D'ITALIA. MA IL PRECEDENTE DI DI MAIO, FINITO ALLO 0,6%, FRENA IL PROGETTO…

T.L. per il “Corriere della Sera”

 

ANTONIO TAJANI LICIA RONZULLI ALESSANDRO CATTANEO SILVIO BERLUSCONI AL QUIRINALE PER LE CONSULTAZIONI

Sul tavolo, da domani ai giorni a venire, ciascuno forse metterà a verbale la propria smentita tattica. Vale per Silvio Berlusconi, che nel fortino di Arcore prepara il ritorno a Roma e lima il discorso sulla fiducia al governo di Giorgia Meloni che pronuncerà domani in Senato, il primo a Palazzo Madama a nove anni dalla decadenza. Vale forse per Antonio Tajani, che ha preso possesso della sua nuova scrivania alla Farnesina. E vale anche per i capigruppo che animano la fazione dei «falchi», Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo.

 

Ma al di fuori del perimetro della tattica, la guerra è esplosa tanto che qualcuno ha addirittura evocato una scissione: governisti con Tajani di qua, dove «qua» è una sorta di «partito delle libertà» satellite di Fratelli d'Italia; e «falchi» di là, dove per «là» s' intende quello che resterebbe di Forza Italia.

 

licia ronzulli antonio tajani

In serata ci prova proprio Ronzulli a cercare di abbassare la tensione: «Basta con le mistificazioni, la misura è colma! Non c'è nessuna spaccatura in Forza Italia, basta con i film dell'orrore. Cambiate sceneggiatura. Cambiate protagonisti». In realtà a innescare la miccia di un nuovo scontro interno è stato l'affondo di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera molto ascoltato dal Cavaliere e molto vicino alla stessa Ronzulli. Che, in un'intervista a Repubblica, apre la questione del coordinamento nazionale del partito presidiato da Tajani. Della serie: chi ha incarichi di governo, lasci quelli al partito.

 

giorgio mule foto di bacco

Il ministro degli Esteri non la prende bene. Al contrario, chi riesce a parlargli nel corso della giornata lo descrive «letteralmente furibondo» rispetto a un affondo che non aveva messo in conto, quantomeno non nel primo giorno da ministro degli Esteri. A sentire il suo giro di fedelissimi è anche peggio. E non si fatica affatto, anzi, a trovare qualcuno che ammetta, e neanche troppo a denti stretti, che il divorzio da Forza Italia non è affatto escluso. Anche se poi c'è chi pensa a Luigi Di Maio che con la scissione dai 5 Stelle ha segnato la fine della carriera politica sua e di chi aveva deciso di seguirlo.

 

giorgio mule giusy versace silvio berlusconi

Dietro la questione sollevata da Mulè c'è ben altro che l'incarico da coordinatore nazionale del partito, che i «falchi» rivendicano per loro dopo essere stati sottostimati, a loro dire, nella distribuzione degli incarichi di governo. E la prossima mina politicamente inesplosa sulla strada del governo Meloni è a un passo, ben visibile: il risiko dei sottosegretari.

 

Raccontano che Berlusconi, ad Arcore, sia pronto a trasformare la faccenda in una specie di questione d'onore, al punto da volerne fare una specie di remake del film già visto la settimana scorsa sui ministri. La questione del «peso» di FI negli equilibri della maggioranza l'ha portato a fissare l'asticella a un numero di sottosegretari tra i dieci e i dodici, comunque «non meno di dieci». Fin qui la partita che lo vede contrapposto a Meloni.

 

giorgio mule foto di bacco

Ma quand'anche ottenesse il sì alla quota che chiede, ecco, là inizierebbe il confronto interno tra governisti, anti-governisti e berlusconiani doc che hanno fatto la campagna elettorale da posizione non eleggibile. L'elenco dei pretendenti a un posto da viceministro o sottosegretario è infinito. Ci sono i fedelissimi di Tajani (Paolo Barelli, Giorgio Battistoni), quelli legati al blocco Ronzulli (Alberto Barachini), le vittime illustri del totoministri (Gloria Saccani Jotti, Francesco Paolo Sisto), più un pacchetto di mischia di personalità legate al Cavaliere o a Forza Italia da un rapporto antico ma rimaste fuori dal Parlamento: da Valentino Valentini a Giuseppe Moles, da Annagrazia Calabria a Valentina Aprea, passando per Andrea Ruggieri.

 

MATTEO SALVINI - GIORGIA MELONI - ANTONIO TAJANI

Tutti i nomi entrano ed escono da liste piene di cancellature che viaggiano da Arcore a Roma e poi fanno il percorso inverso. «Chi fa la trattativa per noi? Tajani? La fa come ha fatto quelle per il governo?», protesta a sera un esponente dei falchi. Più o meno alla stessa ora, un deputato vicino a Tajani minaccia, per l'ennesima volta «la scissione». E la giostra è pronta per il prossimo giro.

antonio tajani al quirinale per il giuramentoANTONIO TAJANI giuramento antonio tajani matteo salvini antonio tajani

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)