giovanni toti

FARSA ITALIA – TANTO RUMORE PER NULLA! CICCIO-TOTI NON STRAPPA CON SILVIO MA SEMBRA SOLO UN CAPO DI UNA CORRENTE (MINORITARIA) – ALLA KERMESSE AL BRANCACCIO ENTRA IN SALA CON “DON’T STOP ME NOW” E POI FRENA. “NESSUNO DICA CHE SONO CONTRO BERLUSCONI. SONO FIERO DI ESSERE DI FORZA ITALIA” – IN SALA, DALLA RAVETTO A PAOLO ROMANI, IN BARBA ALL'INVITO DI NON PARTECIPARE DEL BANANA – VIDEO

 

 

<iframe class="rep-video-embed" src="https://video.repubblica.it/embed/politica/toti-lancia-la-sfida-primarie-aperte-o-forza-italia-scomparira/338994/339592&width=570&height=321" width="570" height="321" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

 

Giuseppe Alberto Falci per www.huffingtonpost.it

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 11

Alla fine si risolve tutto con l’ennesimo penultimatum del delfino Giovanni Toti. Quando scoccano le 4 di un pomeriggio di caldo torrido il governatore della Liguria scolpisce queste parole: “Nessuno dica che sono contro Berlusconi”. Nonostante sia entrato in sala con “Don’t stop me now” (“Non mi fermate adesso” ndr), un must dei Queen, l’azzurro - “sono fiero di essere di Forza italia”- non strappa ma si muove più da capo di una corrente minoritaria, rimandando la resa dei conti alla prossima settimana quando si riunirà il tavolo delle regole.

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 14

È tutto studiato nei minimi dettagli come un programma televisivo. Il nome di Toti ovunque, i video, le canzoni, le hostess, l’anchorman a rasserenare la platea. Teatro Brancaccio, location storica della sinistra italiana. Fuori il termometro sfiora i 40 gradi all’ombra, dentro invece si attende l’arrivo di Giovanni Toti, governatore della Liguria, ex direttore del Tg4, e già consigliere politico di Silvio Berlusconi.

 

paolo romani, osvaldo napoli, laura ravetto, gino vitali

Già, Berlusconi. Per dirla con Luigi Vitali, altro pezzo da novanta di Forza italia, elegantissimo con tanto di pochette sul taschino della giacca, “l’incognita resta lui: Berlusconi”. Perché a un certo punto della settimana l’inquilino di Arcore, secondo alcuni retroscena, avrebbe inviato un messaggio perentorio ai parlamentari forzisti: “Chi va alla kermesse di Giovanni è fuori”.

vittorio sgarbi alla convention di giovanni toti l'italia in crescita

 

Alza il dito Osvaldo Napoli e osserva: “Quando Donat Cattin organizzava Saint Vincent Andreotti e Piccoli ci andavano. La politica è sintesi”. Sarà. Intanto sfilano Paolo Romani, Giorgio Silli, Sandro Biasotti, Massimo Vittorio Berutti, Alessandro Sorte, Stefano Benigni. A un certo punto si scorge Laura Ravetto, tutta vestita di bianco.

convention di giovanni toti l'italia in crescita 3

 

I rumors sussurrano che Ravetto avrebbe ricevuto forti pressioni per non prendere parte alla kermesse totiana. “Ma non da Berlusconi”, mormora a un collega. Non potevano perdersi un’occasione del genere i notabili del sud, i cosiddetti cacicchi. Ecco Domenico Auricchio, seduto in quarta fila. Auricchio non è più un parlamentare, ma muore dalla voglia di tornare a passeggiare nel Salone Garibaldi. È stato sindaco di Terzigno, si è vantato un tempo di essere “più berlusconiano di Berlusconi”, ma adesso sembra essersi già convertito al “totismo”: “Sono qui perché me lo ha chiesto Franco Cardiello”.

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 10

Ma non era verdiniano nel senso di Denis? “Io, guardi, non mi sono mai mosso. Sono e sarò sempre un uomo del centrodestra”. Pochi metri più in là c’è appunto Franco Cardiello, accompagnato dal figlio: “Mi aspetto lo strappo definitivo da parte di Giovanni. Se lui fa la scissione lo seguiranno in tanti. Se resta nel limbo no”.

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 1

Marco Scajola, assessore all’Urbanistica della regione Liguria, è il più cercato. Un signore gli domanda: “Salutami tanto tuo padre”. E lui: “Io sono il figlio di Alessandro, non di Claudio”. Gaetano Quagliariello, senatore e leader di Idea, si presenta in giacca e camicia di lino ma appare scettico: “Il problema è capire se sarà solo un percorso interno o un processo di rifondazione”. Intanto la signora Anna, ucraina con cittadinanza italiana, vive infatti a Genova, passeggia per la sala con una bandiera di Forza Italia. Un ragazzo se ne accorge e le dice: “Forse ha sbagliato sala. Questa è una iniziativa di Toti.” In realtà poi spunteranno le bandiere di Forza Italia ma pare sia stata una iniziativa dello stesso Toti. “Le bandiere di Forza Italia ci sono per rassicurare gli indecisi”, è la spiegazione che si dà Anna La Rosa, ex conduttrice di TeleCamere.

convention di giovanni toti l'italia in crescita 2

 

A proposito cosa ci fa Anna La Rosa? “Solo per pura curiosità. In fondo resto una giornalista. Però mi faccia dire una cosa: l’arancione che qui dentro imperversa un po’ ovunque mi ricorda l’arancione del partito del Sud di Gianfranco Micciché. Addirittura Gianfranco fece fare per i suoi parlamentari le cravatte da Marinella”.

 

convention di giovanni toti l'italia in crescita 5

In seconda fila spicca Paolo Liguori in Lacoste verde e pantalone beige. Il giornalista Mediaset, oggi direttore di Tgcom24, la mette così: “Sono un uditore, sono romano. I direttori devono venire per capire se questa manifestazione è importante e rilevante”. Alla fine Liguori dirà: ”È stata rilevante e importante”. Spiccano le assenze. Il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ha deciso di aderire a Fratelli d’Italia. (ma c’è invece Vincenzo Gibiino, ex coordinatore di Forza Italia in Sicilia).  E lo stesso avrebbe fatto l’ex sindaco di Ascoli Piceno, Guido Castelli. ”È stato molto efficace ma mi sarei aspettata di più. Avrebbe dovuto archiviare il berlusconismo”, si lascia scappare Lucia De Mattei, assessore di Sesto Godano in provincia di La Spezia. C’è anche Vittorio Sgarbi che abbraccia Toti e si prende la scena: “Berlusconi ha 82 anni. È stato un grande chiavatore. Ma non lo può più fare”. Le conclusioni però le tira un imprenditore del mantovano: “Mi aspettavo qualcosa di più. Da uomo dignitoso qual è, Toti, ha voluto lasciare una porta aperta a Berlusconi. Ma così sembra più che si sia voluto contare per far nascere la sua corrente”.

GIOVANNI TOTI MARA CARFAGNAgiovanni toti in tuta con berlusconiconvention di giovanni toti l'italia in crescita 9giovanni toti promozione pesto patrimonio dell'umanita'convention di giovanni toti l'italia in crescita 7ITALIA IN CRESCITA GIOVANNI TOTIconvention di giovanni toti l'italia in crescita 4convention di giovanni toti l'italia in crescita 6

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…