donald trump

FIATO AI TRUMPONI! - IL GRAN RITORNO DI DONALD TRUMP SUL PALCO DELLA CONVENTION REPUBBLICANA IN NORTH CAROLINA: “LA SOPRAVVIVENZA DEGLI STATI UNITI DIPENDE DA NOI. STANNO TAGLIANDO I FONDI ALLA POLIZIA, L' IMMIGRAZIONE ILLEGALE STA DI NUOVO ESPLODENDO E LA DISOCCUPAZIONE È FUORI CONTROLLO. DOBBIAMO BATTERLI ALLE ELEZIONI DI METÀ MANDATO” - L’ATTACCO A FAUCI: “NON È UN GRANDE MEDICO, È UN GRANDE PROMOTORE”, E QUELLO A FACEBOOK CHE L’HA CENSURATO: “SPEGNERE LE VOCI È UNA COSA VERGOGNOSA E INGIUSTA, VOGLIONO METTERVI A TACERE” – VIDEO

 

 

 

Valeria Robecco per "il Giornale"

 

ted budd donald trump 1

Donald Trump è tornato, più agguerrito che mai. L' ex presidente americano è salito sul palco della convention repubblicana del North Carolina accolto, come ai vecchi tempi, da una lunga ovazione del suo popolo. Dopo oltre tre mesi lontano dal grande pubblico e un solo comizio a Orlando dopo aver lasciato la Casa Bianca, il tycoon si è regalato un bagno di folla nella sala del Convention Center di Greenville, dove i 1.250 posti sono andati esauriti in meno di due giorni.

 

lara e donald trump

Ad accompagnarlo la nuora Lara Trump, moglie del terzogenito Eric, la quale ha annunciato che non correrà per un seggio al Senato alle elezioni di metà mandato del prossimo anno. «I miei figli sono troppo piccoli. Ma dico no per adesso, non per sempre».

 

Ed ecco Trump: «Stanno tagliando i fondi alla polizia, l' immigrazione illegale sta di nuovo esplodendo e la disoccupazione è fuori controllo. Dobbiamo batterli alle elezioni di metà mandato, non abbiano altra scelta. La sopravvivenza degli Stati Uniti dipende da noi».

donald trump e anthony fauci

 

I bersagli dell' ex Comandante in Capo sono quelli di sempre. Oltre ai rivali democratici non manca l' affondo contro il virologo Anthony Fauci: «Non è un grande medico, è un grande promotore. Ha sbagliato quasi su tutto, anche su Wuhan e sul laboratorio», dice Trump riferendosi al fatto che Fauci ha più volte ipotizzato una possibile «fuga» del virus dal laboratorio della città cinese, arrivando persino a dire a Pechino che vorrebbe «vedere le cartelle cliniche dei tre ricercatori che si sono ammalati nel 2019».

 

ted budd donald trump

«È giunto il momento che il mondo chieda il conto alla Cina di quanto accaduto con la pandemia», attacca Trump, accusando l' amministrazione Biden di farsi umiliare dal Dragone. The Donald ha riservato dure critiche anche al fondatore di Facebook Mark Zuckerberg, dopo che il social network ha deciso di sospendere il suo profilo fino al 2023 a causa dell' assalto al Campidoglio: «Spegnere le voci è una cosa vergognosa e ingiusta, vogliono mettervi a tacere».

 

E ovviamente è tornato pure sull' esito delle presidenziali del novembre scorso, ribadendo la tesi delle «frodi elettorali». L' ex presidente ha riaffermato che la partita a suo modo di vedere non è ancora chiusa e dall' Arizona alla Georgia e alla Pennsylvania potrebbero esserci sorprese se si continuerà a valutare quanto accaduto con i voti.

 

eric e lara trump con i figli luke e carolina

Guardando al futuro, invece, si è impegnato ad aiutare i repubblicani a riconquistare Camera e Senato al Midterm, e pur non sciogliendo le riserve sulla sua eventuale ricandidatura alla Casa Bianca, ha definito il 2024 (le prossime presidenziali) come un anno che «attende con impazienza».

 

Il sostegno degli elettori del Grand Old Party nei suoi confronti, d' altronde, è ancora molto solido: l' ultimo sondaggio del 1° giugno indica che il 77 per cento dei repubblicani è ancora dalla sua parte, e secondo l' ultima proiezione di Cbs e YouGov, il partito dovrebbe seguire maggiormente l' esempio del tycoon su alcuni temi chiave: l' 89 per cento vuole una visione trumpiana delle questioni economiche, l' 88 dell' immigrazione e il 77 del modo di trattare i media.

donald trump nort carolina donald trump in nort carolina richard burr

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)