LA FINE DEL “CELESTE” IMPERO – IL PREZZO DELLA CORRUZIONE PAGATA A ROBERTO FORMIGONI? ERANO LE “VACANZE FATTE A SPESE ALTRUI” – LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA CHE HA INFLITTO ALL’EX GOVERNATORE LOMBARDO LA “PENA MASSIMA” PER CORRUZIONE (7 ANNI E 6 MESI): IN CAMBIO DI QUESTI FAVORI LA GIUNTA CHE PRESIEDEVA AVREBBE FAVORITO LA FONDAZIONE MAUGERI E IL SAN RAFFAELE CON…

-

Condividi questo articolo


Anna Giorgi per www.ilgiorno.it

 

roberto formigoni (2) roberto formigoni (2)

Le «vacanze fatte a spese altrui» rappresentano il prezzo della corruzione pagata all’ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Lo spiegano nelle motivazioni della sentenza i giudici della Quarta Corte d’Appello di Milano che il 19 settembre scorso hanno inflitto all’ex governatore lombardo la «pena massima» prevista per il reato di corruzione: 7 anni e 6 mesi di carcere, contro i 6 anni del primo grado di giudizio.

 

Secondo quanto ricostruito dalle indagini condotte dall’allora pm di Milano, Laura Pedio, che ora è diventata procuratore aggiunto, l’ex governatore lombardo sarebbe stato corrotto con l’offerta, accettata, di vacanze di lusso ai Caraibi e in altre località esotiche, di una villa in Sardegna e di tre yacht messi a sua completa disposizione.

LOGO FONDAZIONE MAUGERI LOGO FONDAZIONE MAUGERI

 

Ma non solo, Formigoni avrebbe usufruito di altri regali come: cene in ristoranti stellati, ma anche finanziamenti per le sue campagne elettorali e altri «utilità», a richiesta, per un valore accertato di 6,6 milioni di euro (a tanto ammonta la somma di denaro confiscata dal Tribunale all’ex governatore).

 

In cambio  di questi “favori”, la giunta regionale lombarda da lui presieduta avrebbe favorito tra il 2001 e il 2011 la Fondazione Maugeri e l’ospedale San Raffaele con 200 milioni di rimborsi per le cosiddette «funzioni non tariffabili».

 

PIERANGELO DACCO PIERANGELO DACCO

Soldi in parte distratti dall’ex faccendiere Pierangelo Daccò e dall’ex assessore lombardo alla Sanità Antonio Simone che nel giro del decennio avrebbero sottratto 70 milioni di euro dalle casse della Maugeri e 9 milioni da quelle del San Raffaele utilizzando i 6,6 milioni per corrompere l’ex governatore. Accuse che Formigoni ha respinto giustificando vacanze e benefit come «favori tra amici». Ma i giudici di Milano non gli hanno mai creduto. E lo mettono in chiaro in un passaggio delle 428 pagine di motivazioni.

 

«Le vacanze a spese altrui, in presenza di tutti gli atti costitutivi del reato di corruzione – sottolineano – sono certamente idonee a essere sussunte nella nozione di utilità». E ancora, la Corte d’Appello non ha dubbi: «Nessun rapporto amicale (fra l’altro esteso anche a parenti, collaboratori e conoscenti) è in grado di spiegare più di 640mila euro spesi per cinque Capodanni, oltre a 37mila franchi e altri 85mila dollari».

san raffaele san raffaele

 

Formigoni era incensurato, ma i giudici non gli hanno concesso le attenuanti generiche soprattutto per il suo comportamento poco collaborativo nei confronti della giustizia. «A giugno e ad agosto l’imputato – scrivono i giudici – l’allora presidente della giunta regionale lombarda preferì trascorrere le vacanze a bordo di yacht messi a sua disposizione dall’ex consigliere Gianluca Guarischi invece di presentarsi alle convocazioni, disposte in quello stesso lampo temporale, davanti alla procura della repubblica di Milano, a cui, tramite i suoi legali, faceva sapere di non volersi presentare, né per rispondere ai chiarimenti richiesti dai giudici né per sostenere successivi interrogatori».

 

ROBERTO FORMIGONI ROBERTO FORMIGONI

«È una sentenza senza fondamento e senza verità»: così ha commentato le motivazioni Roberto Formigoni. «Parole parole parole – ha detto – tante parole della Corte, ma neanche una prova, neanche un fatto per cercare di motivare la mia condanna. Perché le prove non ci sono, gli atti corruttivi non ci sono, e la mazzetta non c’è».

formigoni formigoni FORMIGONI ALBERTINI FORMIGONI ALBERTINI

 

Condividi questo articolo

FOTOGALLERY


politica

GIORGIA MELONI SILURA L’IDEONA DI SALVINI DI ANDARE A MOSCA: “NON DOBBIAMO DARE ALLA RUSSIA L'IMPRESSIONE CHE SI POSSANO APRIRE DELLE CREPE NEL FRONTE OCCIDENTALE” – LA “DUCETTA” SI MOSTRA TURBO-ATLANTISTA: “SONO PREOCCUPATA CHE L'EUROPA FINISCA SOTTO L'INFLUENZA CINESE E L'ITALIA DEVE ESSERE UN ALLEATO SOLIDO E AFFIDABILE” – “CONTE E’ CONTRARIO ALL’INVIO DI ARMI ALL’UCRAINA? ESCA DAL GOVERNO. NON È QUESTA UNA MATERIA SU CUI FARE CAMPAGNA ELETTORALE. UN GOVERNO CON IL PD? NON ESISTE, VOGLIO GOVERNARE CON IL CENTRODESTRA”

SILVIO BERLUSCONI, PERCHÉ CHIAMARLO ANCORA CAVALIERE? – FRANCESCO MERLO PROPONE L’ANTOLOGIA DI NOMIGNOLI CON CUI APPELLARE IL BANANA: “NANEFROTTOLO, PSICONANO, CAIMANO, CAINANO, SILVIOLO, AL TAPPONE, BELLICAPELLI, BERLOSCO, BERLUSCA, BERLUSCAZ, BURLESQUONI, BUNGAMAN, CAVALIER BANANA, CAVALIERE DEL CIALIS, CAVOLIERE, PAPINO, IL RIFATTO DI DORIAN GRAY, PAPINO IL BREVE, PIRLUSCONI, PSICOPAPI, REO SILVIO, SUA BREVITÀ, SUA EMITTENZA, SUA IMPUNITÀ, TESTA D'ASFALTO, VIAGRASCONI, BERLUSCKAISER, L'UNTO DEL SIGNORE, ER CATRAME, FROTTOLINO AMOROSO…”

E’ TORNATO L’ASILO MARIUCCIA – LITE DA POPPANTI TRA CARLO CALENDA E MATTEO SALVINI – IL “CHURCHILL DEI PARIOLI” SMONTA L’INTENZIONE DI SALVINI DI VOLARE A MOSCA: “PIANTALA DI DIRE CAZZATE, PERCHÉ LA GUERRA È UNA COSA SERIA E DRAMMATICA. QUINDI VAI A BACIARE IL CACIOCAVALLO, SALUTA LE MUCCHE SULLA SPIAGGIA E LASCIA LAVORARE GLI ADULTI” – LA REPLICA DEL LEGHISTA: “CALENDA DICE CHE NEPPURE SU MARTE DAREBBERO INCARICHI DI GOVERNO AL M5S E CHE SAREBBE PREFERIBILE FDI? ALLORA GLI CONSIGLIO DI ANDARE A VIVERE SU MARTE, IN COMPAGNIA DELLA MELONI…”

"L'ALLEANZA M5S-PD NON FUNZIONA E SE A METÀ GIUGNO VERRÀ MESSA LA FIDUCIA SUL DECRETO AIUTI, TORNERÒ A FARE IL SENATORE…" – IL CAPODELEGAZIONE M5S AL GOVERNO E MINISTRO DELL’AGRICOLTURA, STEFANO PATUANELLI, CERTIFICA L’INSOFFERENZA RECIPROCA TRA DEM E GRILLINI: “NON POSSIAMO STARE ASSIEME SOLO NELLA CONVINZIONE CHE NON DEVONO GOVERNARE GLI ALTRI. CI SONO TROPPI SCONTRI. PARTIAMO DAL PROGETTO PER LA SICILIA, NON DAI NOMI – L’INCENERITORE A ROMA? ADESSO È EVIDENTE CHE TUTTE LE CRITICHE CHE VENIVANO FATTE A VIRGINIA RAGGI ERANO ASSOLUTAMENTE STRUMENTALI…”