berlusconi forza italia

FORZA ITALIA? UN AFFARE DI FAMIGLIA - QUANDO IL PARTITO DI SILVIO VA IN DIFFICOLTÀ ECONOMICHE CI PENSA LUI O LE SUE AZIENDE A DARE UNA MANO: DUE MESI FA FININVEST HA STACCATO UN ASSEGNO DI 100 MILA EURO - COME SE NON BASTASSE, QUEST’ANNO HA VOLUTO DARE IL SUO CONTRIBUTO ANCHE IL FRATELLO PAOLO - TRA GLI AZZURRI C'È CHI HA INTERPRETATO L'IMPEGNO DELLA FAMIGLIA COME UN SEGNALE CHE B. NON ABBIA INENZIONE DI RINUNCIARE, MA...

 

 

Vittorio Amato per www.adnkronos.com

 

 

silvio berlusconi al quirinale 1

Forza Italia resta sempre una 'questione di famiglia'. Quando non ci pensa il fondatore Silvio Berlusconi in prima persona (dal 2014 ha sborsato di tasca propria quasi 100milioni di euro), ci sono le sue aziende o i familiari a rimpinguare le casse del partito. Due mesi fa la Fininvest ha staccato un assegno di 100mila euro, confermandosi il principale 'finanziatore' del movimento nato nel '94.

 

cena fund raising di forza italia silvio berlusconi

Spulciando 'l'elenco dei contributi' percepiti da Fi dal 31 gennaio 2019 ad oggi e resi pubblici in base alla cosiddetta legge spazza corrotti, spicca, infatti, l'obolo versato il 15 luglio scorso dal gruppo del Biscione, per l'esattezza dalla 'Finanziaria d'investimento Fininvest spa' con sede a Roma, in Largo del Nazareno. Sempre Fininvest, due anni fa, aveva donato la stessa cifra (sotto forma di 'libera contribuzione da persone giuridiche'), come certificato dall'ultimo bilancio forzista, quello chiuso il 31 dicembre 2018 e pubblicato il giugno scorso.

PAOLO BERLUSCONI VISITA IL FRATELLO SILVIO AL SAN RAFFAELE

 

Quest'anno, in soccorso delle finanze azzurre è arrivato pure Paolo Berlusconi, fratello dell'ex premier, che l'8 maggio scorso ha offerto 100 mila euro. Ancora una volta, con 200 mila euro in totale, la famiglia del Cav 'contribuisce alla causa'. Solo lunedì scorso, alla riunione dei suoi gruppi, si era lamentato dei costi della politica: ''Prima i soldi li mettevo tutti io per finanziare Fi, poi, quando hanno fatto una nuova legge che ha imposto il tetto di 100mila euro, ci hanno pensato i miei figli e il mio amico Ennio Doris...''.

 

silvio berlusconi

Tra gli azzurri, c'è chi ha interpretato il recente 'contributo familiare' non solo come il modo (di fatto l'unico) per ripianare i debiti accumulati dal partito, ma anche come un segnale positivo, ovvero la dimostrazione che Berlusconi non abbia nessuna intenzione di rinunciare al suo storico brand, ma sia un segnale modo per rilanciare. Non a caso, ora che si è insediato il Conte bis, il leader azzurro non perde occasione per rimarcare le differenze dalla destra sovranista di Salvini-Meloni, ricordando agli alleati Lega-Fdi che senza Fi e un centrodestra unito si perde dappertutto.

 

silvio berlusconi

Nella lista dei 'finanziatori' Forza Italia figurano anche nomi di rilievo del mondo imprenditoriale del settore alimentare: big del vino, come la piemontese 'Fratelli Martini Secondo Luigi spa' (20 mila euro il suo contributo), tra le maggiori aziende vinicole italiane a conduzione familiare, nota per i suoi spumanti con i marchi di punta, Casa Sant'Orsola e Canti. C'è pure la regina del tartufo, Olga, una delle eredi della 'Urbani Tartufi srl', del gruppo omonimo, leader mondiale della produzione del pregiato tubero, che controlla circa il 70 per cento del mercato globale: la società di Sant'Anatolia Di Narco, in provincia di Perugia, il 9 maggio scorso ha fatto un versamento di 3 mila euro.

silvio berlusconi al quirinale

 

paolo berlusconi

Consistente pure la 'donazione' di Confagricoltura: 25 mila euro accreditati il 24 maggio scorso. Vanno segnalate poi la 'Grafica Veneta spa' con socio unico di Trebaseleghe (Padova) che ha sborsato 10mila 400 euro (il 7 maggio) ; la'Nuovo Molino Di Assisi srl' di Bastia Umbra, del gruppo Grigi produttore di mangimi, 5mila euro). A completare il quadro: la srl di Roma 'Ciemme Hospital'( 5mila euro) e la 'Rsa Viterbo S.r.l'(1500 euro).

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?