air force renzi

“C' È UN'INDAGINE SULL' AIR FORCE RENZI”, LO RIVELA A “LA VERITA’” IL SUPERCONSULENTE DI TONINELLI CONDANNATO PER BANCAROTTA: "LA FINANZA STA VERIFICANDO I CONTI SUL LEASING DEL VELIVOLO DI STATO. IO HO SCOPERTO L' IRADIDDIO SU QUELL' AEREO…" - E ANNUNCIA ALTRI DOSSIER SUGLI SPRECHI ALITALIA E SULLE CONCESSIONI AI BENETTON

Giacomo Amadori per La Verità

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 1

 

Ha la voce da baritono mancato. Quando il cronista risponde al telefono prova a essere affabile, ma le corde vocali non sembrano obbedirgli: «Il suo articolo per quanto mi riguarda è un pezzo serio di cronaca, lei è stato onesto e obiettivo e non ho nulla da dire. Io quella condanna ce l' ho. Me la tengo, soffro e sto zitto».

 

A parlare è Gaetano Francesco Intrieri, l' esperto di aeronautica inserito dal ministro Danilo Toninelli nella struttura di missione del dicastero delle Infrastrutture e trasporti. «Toninelli conosceva la storia della mia condanna per bancarotta, anche perché uno prima di entrare in un ministero deve firmare una dichiarazione e non è che certe cose si possano tenere nascoste. Probabilmente anche i 5 stelle pensano che nella vita nessuno è perfetto. Io non ho chiesto niente, sono stati loro a cercarmi e io ci ho messo tre mesi per accettare quel ruolo per cui sono pagato 50.000 euro lordi l' anno e lavoro 13 ore al giorno. Se domani mattina Toninelli non mi vuole più con lui, io ci metto sette secondi ad andarmene.

 

toninelli renzi di maio air force renzi

Gliel' ho già detto stamattina (ieri, ndr): "Ministro penso che sia meglio che mi dimetta". Ma lui mi ha risposto: "E io penso che ti vengo a prendere a calci in culo a casa"».

Intrieri è stato condannato definitivamente nel 2017 a due anni e quattro mesi per bancarotta fraudolenta patrimoniale nell' ambito del fallimento della compagnia aerea Gandalf, tracollata nel 2004. Ma se il nostro servizio gli è sembrato puntuale, lo ha pure insospettito e gli ha fatto congetturare complotti e «strumentalizzazioni»: «Un possibile teorema è che lei sia stato indirizzato da qualcuno di Alitalia. Quando uno ha in mano certi dossier i coglioni un po' li rompe», ipotizza. Quindi confessa: «Stanotte non ci ho dormito perché comunque queste cose fanno male, è un episodio della mia vita che mi ha fatto soffrire».

di maio e toninelli davanti all air force renzi

 

E infatti, anziché riposare, ha scritto una lettera aperta al direttore della Verità Maurizio Belpietro (pubblicata sul suo profilo Twitter) in cui elenca alcuni dei dossier che potrebbero aver innescato, a suo dire, l' articolo contro di lui. L' incipit è incendiario: «Non sono qui a professare la mia innocenza perché se la mia condanna, seppure ben al di sotto del minimo previsto per il reato di bancarotta, è arrivata vuol dire che l' ho meritata e non certo mi nascondo come chi patteggia condanne con pene più alte o, peggio ancora, si inventa lauree mai prese.

 

Se il suo giornalista facesse una ricerca scoprirebbe che certi personaggi li può certamente trovare al ministero delle Infrastrutture e trasporti e con posizioni ben più importanti della mia». Gli chiediamo a chi alluda, ma Intrieri si limita a comunicarci che si tratta di notizie già uscite sui giornali e che non si riferisce «ai dirigenti con i quali lavoro».

 

intrieri

Nella missiva un altro capitolo importante è quello sull' Air force Renzi, che come abbiamo raccontato ieri, l' esperto di origine siciliana ha contribuito a far dismettere.

«Mi sono accorto della truffa relativa all' aereo di Stato Airbus 340-500 ed ho smontato il contratto in essere tra la Difesa e Alitalia, poi non contento ho verificato che manca qualche milioncino di euro e sto quindi attivamente collaborando con la Guardia di finanza che indaga a riguardo, nel fornire tutto ciò che ho scoperto», ha scritto a Belpietro.

 

E ha aggiunto: «La informo che tutto ciò che ho fatto con l' avallo e l' appoggio del ministro Di Maio e del ministro Toninelli ha fatto risparmiare ad oggi allo Stato circa 110 milioni di euro e conto che alla fine della storia i milioni risparmiati saranno anche qualcosa in più». Secondo Intrieri starebbero investigando sull' Air force Renzi due diverse articolazioni del nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza, la sezione che si occupa dei reati societari e fallimentari che indaga penalmente sulla bancarotta e quella che è delegata agli accertamenti dei danni erariali su mandato della Corte dei conti: «Io ho scoperto l' iradiddio su quell' aereo», ci dice.

 

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 5

Bene, iniziamo. «Ho i certificati che documentano che due aerei di Etihad uguali all' Air force Renzi sono in vendita a Bornemouth in Inghilterra al prezzo di 7 milioni di dollari ciascuno, mentre, in base al contratto, lo Stato italiano avrebbe dovuto pagare 164 milioni di euro per il leasing operativo di un modello uguale». E come fa ad avere quei documenti? «Io sono il country manager del terzo lessor (chi concede un leasing, ndr) americano e quegli aerei a noi sono stati offerti a quella cifra. Dopo di che sono riuscito a procurarmi una bozza del contratto tra Etihad, Alitalia e lo Stato italiano, non la copia originale perché è stata segretata e i motivi mi sembrano a questo punto evidenti».

 

E a che cosa è servita la bozza?

«Dopo aver recuperare tutta la documentazione contabile, ho scoperto che i conti non tornavano».

All' appello mancherebbe «qualche milioncino». «Io non so chi li abbia presi», puntualizza, «ma ci sono certamente delle differenze tra quanto il ministero della Difesa dichiara di aver erogato e quanto Etihad di avere ricevuto. È vero che in mezzo c' era Alitalia, come è noto ormai a tutti, però, tali differenze non trovano giustificazione nel contratto». Di quale somma parliamo? «Di 13 milioni di euro. Chiaramente in questa cifra è compresa anche la parte prevista contrattualmente per Alitalia». E a quanto ammontava? «Intorno ai 7 milioni. Ma Alitalia nel contratto prende dei soldi per svolgere un ruolo che non potrebbe fare. Non è un lessor eppure prende in leasing un aereo da Etihad e lo gira allo Stato italiano. Seconda cosa: ha emesso fatture per prestazioni di manutenzione, ma Alitalia non ha la certificazione per farlo».

 

toninelli di maio aereo di stato

Intrieri ha in mano il dossier sui buchi di bilancio dell' azienda in crisi: «Sto cercando di dare il mio modesto contributo nel trovare delle soluzioni serie per quella che fu la compagnia di bandiera italiana () e a tal proposito sto collaborando con la Guardia di finanza nel ricostruire tutti gli atti di bancarotta legati all' ultimo crac gli Alitalia».

Con La Verità anticipa alcuni temi: «Le potrei raccontare che il board di Alitalia cenava e pranzava a botte di 5.000 euro al giorno; che un top manager ha trasferito la casetta giocattolo del figlio da Londra a Roma a spese della compagnia; che ogni volta che piloti Alitalia andavano a fare training da loro, Etihad emetteva fatture da 70.000 euro ad Alitalia. E vogliamo parlare degli slot? Quelli della nostra ex compagnia di bandiera venivano via a 12 milioni l' uno, quando sul mercato, come ho documentato, valevano 70 milioni. Solo a questa voce Alitalia ha perso 350 milioni».

 

DANILO TONINELLI

Tra i cavalli di battaglia di Intrieri ci sono pure l' aeroporto di Fiumicino e gli affari della società Aeroporti di Roma, di proprietà del Gruppo Atlantia, controllato dalla famiglia Benetton. Il consulente del Mit ci dà un dritta: «Consiglio vivamente di dare un occhio all' ultimo dei dossier sul mio tavolo, quello relativo alle tariffe aeroportuali dell' aeroporto di Fiumicino (). Un mondo meraviglioso in cui a scapito degli interessi dei cittadini e dei residenti nell' area si perpetua la più grande speculazione urbanistica finanziaria di questo Paese, dove il concessionario si è già intascato 800 milioni di euro di surplus dalle tariffe senza battere ciglio e dove ha anche il diritto di uscire dal contratto di programma avvalendosi di una penale di 5 miliardi di euro. Che poi il concessionario in questione sia lo stesso di Autostrade per l' Italia è certamente frutto del caso».

 

Il riferimento è al contratto di programma tra Enac e Aeroporti di Roma per la proroga della concessione, definitivamente regolamentata nel 2012 da un decreto del premier Mario Monti, in cui era messo nero su bianco che per poter raddoppiare l' aeroporto di Fiumicino Atlantia avrebbe potuto aumentare di circa 10 euro le tariffe pagate con i biglietti.

 

«Quei 740 milioni (nella lettera scrive 800, ndr) incassati da Adr e distribuiti in dividendi agli azionisti a che cosa servono visto che c' è una sospensiva Enac sull' aeroporto di Fiumicino che impedisce di mandare avanti i lavori?». Per Intrieri delle opere previste da Enac non ci sarebbe neppure bisogno. Studi autorevoli fatti con simulatori ufficiali avrebbero dimostrato che nell' aeroporto di Fiumicino con piccolissimi aggiustamenti («del costo di 10 milioni di euro») potrebbero atterrare più di 120 aeroplani l' ora, contro i 70 attuali. «Fiumicino così com' è potrebbe arrivare tranquillamente a 70 milioni di passeggeri, mentre oggi ne totalizza solo 41».

airbus a340 nuovo aereo blu di renzi 4

 

L' esperto suggerisce anche di approfondire la questione degli «algoritmi relativi alla contabilizzazione delle tariffe autostradali concesse al gruppo Atlantia che hanno determinato un aumento delle stesse di circa il 75% in 15 anni».

 

Intrieri consiglia pure «una seria valutazione dell' Ente nazionale dell' assistenza al volo (Enav) che, da ente no profit operante in regime di monopolio, dovrebbe avere come da statuto il primario obiettivo della salvaguardia delle vite umane in volo e che invece grazie a un decreto del governo Renzi del 2015 è diventata quasi una banca d' affari quotata in Borsa dove si distribuiscono dividendi per oltre 100 milioni agli azionisti privati in soli due esercizi a scapito della qualità dei processi e dell' organizzazione interna. Che poi succede che un bel giorno di qualche settimana fa si spegne l' Atc (Air traffic control) di Ciampino e le aerovie del centro Italia rimangono al buio credo sia accertamento un dettaglio».

 

Infine il consulente di Toninelli ci raccomanda di «dare un' occhiata ai bilanci dell' Anas (l' Ente nazionale per le strade, ndr) e all' acquisizione di quest' ultima da parte di Ferrovie dello Stato che sono costati oltre 2 miliardi alle casse di Ferrovie e a tutti noi contribuenti».

E con il cronista aggiunge una chiosa: «Il patrimonio netto di Anas per la fusione con Ferrovie è stato dichiarato di 2,8 miliardi, mentre il patrimonio reale è di 800 milioni, perché sono stati iscritti a bilancio due miliardi di contenziosi in meno rispetto ai 10,6 miliardi reali». Quello proposto da Intrieri è un lungo elenco di dossier pesanti su cui l' autorità giudiziaria, siamo certi, vorrà fare chiarezza.

toninelli

 

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