andrea orlando

“CON I CONTINUI ULTIMATUM SI LOGORANO GOVERNO E PD. SE COSÌ, MEGLIO LE URNE” - ANDREA ORLANDO, BRACCIO DESTRO DI ZINGARETTI, MANDA UN MESSAGGIO AL M5S: “LA COSA CHE PREOCCUPA È CHE IL RUOLO DI MAGGIORE LEADERSHIP DI CONTE HA DATO ORIGINE A TENSIONI CON DI MAIO, CHE FORSE NON E’ CONVINTO DI QUESTA OPERAZIONE - PER IL PD SERVE UN CONGRESSO STRAORDINARIO ENTRO L’ANNO…”

Carlo Bertini per “la Stampa”

 

andrea orlando

«Serve un congresso straordinario entro l'anno», sostiene Andrea Orlando. E se a chiederlo, «senza escludere un riassetto interno» è colui che del Pd è il vicesegretario vicario, viene da pensare che sia una sfida al leader in carica. Ma così non è, assicura l'ex Guardasigilli. E allora viene da pensare che un congresso serva a lanciare la corsa verso elezioni anticipate.

 

Lei crede davvero si possa finire presto alle urne?

«Una prova del nove per capire se si fanno passi avanti o indietro sarà la conversione della legge di bilancio. Le urne non sono uno scenario auspicabile neanche per noi. Sarebbe favorito il centrodestra, ma se il quadro non cambia, rischiano di essere uno stato di necessità. Con i continui ultimatum si logora il governo e anche il Pd. E questo non lo possiamo permettere».

andrea orlando e nicola zingaretti

 

E chi spaventa la minaccia del voto? Tutti sanno che è un' arma spuntata, o no?

«La fine di un governo può arrivare anche per incidente, se non c' è un assetto che consenta di affrontare al meglio le questioni. O per sfilacciamento, e questo è il rischio più grande. E quindi bisogna subito bloccare le dinamiche che possono portare in quella direzione».

 

Ma sulle urne il Pd per primo è diviso. Cosa avrebbe da guadagnare Zingaretti, a parte il ricambio dei parlamentari?

«Se c'è una cosa che dice il voto in Umbria è che a questo punto la polarizzazione si determina tra Lega e Pd, pilastro principale contro un fronte sovranista. Il soggetto attorno al quale si può aggregare un'area progressista. Oggi siamo in queste condizioni. Ma una situazione di logoramento costante rischia di toglierci questo ruolo. Il Pd è una forza che tiene, attorno alla quale si può costruire una coalizione alternativa alla destra. Ma se il governo non funzionasse e il Pd si logorasse, si produrrebbe lo scenario più favorevole a Salvini».

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - SPERANZA - ZINGARETTI - BIANCONI - DI MAIO - CONTE

 

Dopo l'Umbria, c'è l'Emilia. Se perderete pure lì, davvero crollerà tutto, o resterete avvinghiati al governo?

«Intanto credo che non perderemo. Però la questione non è se si vince o no, ma se nel frattempo una maggioranza di governo comincia a diventare una coalizione con un disegno di paese. A livello locale, si può anche non arrivare ad un' alleanza, ma un sentire comune deve essere percepito. Se invece la coalizione di governo è vissuta come obbligo e a livello locale c' è competizione e la riproposizione di una equidistanza tra Pd e Lega, allora i cittadini possono ben dire, "ma se non ci credete voi, perché dovremmo crederci noi?"»....

 

I MEME SULLE REGIONALI IN UMBRIA - DI MAIO - CONTE - SALVINI

Un accordo con i cinque stelle potrebbe passare da una loro desistenza, dalla rinuncia a presentare un loro candidato, visto che faticano ad appoggiare Bonaccini?

«Non so, ma dovremo comunque procedere a un confronto. E' inaccettabile dire che non bisogna più provarci, fissando una pregiudiziale come fa Di Maio. Bisogna far capire che stiamo costruendo una coalizione con una visione del paese».

 

Conte può diventare il leader di questa coalizione?

«Mi pare che in questa alleanza abbia assunto un ruolo più significativo. Ma la cosa che preoccupa è che il suo ruolo di maggiore leadership, invece di essere vissuto come superamento della formula che non aveva funzionato con la Lega, abbia dato origine a tensioni col capo politico di quella forza che lo ha portato a Palazzo Chigi».

 

E perchè Di Maio fa così?

«Forse non è convinto di quest'operazione. Dovrebbe sciogliere questa ambiguità».

giuseppe conte luigi di maio

 

O forse ha problemi interni da gestire come voi. E torniamo al congresso del vostro partito. Non rischia di mettere in discussione la segreteria Zingaretti?

«L'unica cosa che non è in discussione è la leadership di Zingaretti. Quello che bisogna discutere è come stare nella fase politica nuova: a mio avviso sarebbe sufficiente un passaggio congressuale per tesi. Se però una rilegittimazione dal basso della nuova piattaforma si rendesse necessaria, vedremo come realizzarla. Nessun percorso può essere escluso per rilanciare il partito. E tutti sanno che rafforzare il Pd significa rafforzare il centrosinistra.

zingaretti bonaccini

 

Vede difficoltà del segretario e gestire questa fase?

«Il segretario ha gestito una fase difficile per il partito e per il Paese con capacità inclusiva e al contempo ricostruendo un rapporto con l' Italia. Un lavoro enorme che ha dato i primi frutti alle europee».

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