enrico letta giorgia meloni elezioni amministrative comunali

“IL FUTURO È DI LETTA E MELONI” - ALESSANDRA GHISLERI: “CREDO CHE I BUONI RISULTATI DI AZIONE E PIÙ EUROPA E QUELLI NEGATIVI DEI CINQUE STELLE PONGANO UN PROBLEMA A LETTA - IL SORPASSO DI FRATELLI D’ITALIA SULLA LEGA? IL PARTITO DI MELONI IN QUASI TUTTO IL NORD HA ACQUISITO PICCOLI PORTATORI DI VOTI DA FORZA ITALIA E DALLA LEGA. I 5 STELLE SONO NATI SU TANTI NO, ESSENDO STATI AL GOVERNO E AVENDO MESSO LE MANI NEL SISTEMA, NON POSSONO PIÙ TORNARE INDIETRO. NON SAREBBERO PIÙ CREDIBILI. DEVONO COSTRUIRE UN PERCORSO…”

ALESSANDRA GHISLERI

Fabio Martini per “la Stampa”

 

I risultati delle elezioni comunali e dei referendum non spostano decisamente il Paese verso una coalizione, anche perché gli italiani hanno ancora tanta paura dell'ignoto indotto da pandemia e guerra e tuttavia premiano le due forze che stanno provando a pianificare il proprio futuro: i Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni e i Democratici di Enrico Letta.

letta meloni

 

Non è ancora detto che potrebbero diventare loro i partiti-guida alle prossime elezioni politiche. L'analisi di Alessandra Ghisleri, leader di Euromedia Research, lo conferma: anche stavolta i numeri elettorali non parlano da soli: bisogna saperli leggere, per capire quali scenari preparano. Con una responsabilità in più: oramai i leader interpretano il mondo attraverso i sondaggisti e dunque i più professionali di loro sono diventati le "Sibille" della politica italiana.

 

Affidarsi a voi non è peccato, ma farne derivare ogni decisione non trova che sia abdicare alla loro funzione: da leader a follower?

«Non è sbagliato. È sbagliatissimo! I sondaggi vengono fatti per capire qual è il mood dell'opinione pubblica. Se tu rispondi direttamente al sondaggio, vuol dire che non lo hai capito. Il leader deve studiare i dati e decidere autonomamente il da farsi. Programmare un percorso».

MELONI LETTA

 

Sul flop dei referendum tante cause. Ma chi li ha promossi, non li ha poi abbandonati per strada?

«Chi grida allo scandalo sono gli stessi che non hanno cavalcato più di tanto i referendum. Chi ha raccolto le firme, ha un po' abbandonato il campo».

 

Leggendo bene i dati dei referendum, scopri che la separazione delle carriere ha avuto un milione e 700mila sì in più rispetto ad altri quesiti: un voto pensato?

«Un voto consapevole, per chi ha votato: in genere i più adulti. Può disturbare l'idea ma i più giovani sono rimasti abbastanza insensibili. E questo non è un buon segnale: la società cambia per loro e per quelli di loro che saranno classe dirigente».

 

alessandra ghisleri

Quando è chiamato a votare quasi un italiano su cinque, è lecito aspettarsi un trend: non pensa che invece abbiamo la conferma di tendenze note, i sindaci uscenti sono intoccabili, mentre una qualche differenza possono farla candidati assai azzeccati o assai infelici?

«È così. Sui sindaci uscenti c'è da fare una riflessione importante. Escono da due anni di pandemia, da una gestione complicata. Si premia il sindaco, la persona. Pensiamo a Bucci, a Genova: l'altra volta si era candidato col centrodestra, stavolta lo ha fatto da solo, col sostegno del centrodestra. Ha allargato il "mercato". La gente si affeziona a chi fa bene ed è competente. La Lista Bucci ha superato in voti la lista che l'aveva trainato: la Lega».

 

Elezioni e referendum che umore restituiscono del Paese?

matteo salvini giorgia meloni federico sboarina

«Una insofferenza verso un sistema politico che pensa di conquistare il consenso con le strette di mano durante la campagna elettorale. Insofferenza verso una politica che non tiene conto di quel che la gente sente e vede tutti i giorni, dal costo della vita al lavoro difficile. Ma quel che manca è una pianificazione del futuro del Paese, dire chiaro: ci metteremo tot anni, ma cambieremo le cose per davvero. Tutto sembra gestito in emergenza».

 

L'effetto-guerra più lo spettro recessione, chi ha aiutato? E a chi può dare una spinta nei prossimi mesi?

«L'effetto-guerra per noi è economico. Se uno avesse votato ai referendum, sapeva che non avrebbe avuto nessun beneficio economico. Sul medio periodo la guerra può mettere in difficoltà un sistema nel quale nulla è stato pianificato, anche perché gli italiani sono molto pigri e vorrebbero essere accompagnati in ogni percorso».

giancarlo giorgetti giorgia meloni matteo salvini

 

Nel Lombardo-Veneto si registrano diversi sorpassi dei Fratelli d'Italia sulla Lega; piccoli avanzamenti ma simbolici: la frenata di Salvini non si ferma più? E i Fratelli diventano partito nazionale?

«Lei dice sorpassi simbolici e io penso che nei simboli ci sia sempre qualcosa da studiare e da capire. Da mettere a frutto. A Verona sembra che i Fratelli d'Italia abbiano più voti della Lega e così anche in altre realtà del Nord. Il partito di Meloni in quasi tutto il Nord ha acquisito piccoli portatori di voti da Forza Italia e dalla Lega. A Meloni, considerata troppo legata a Roma, mancava una rete al nord. E le mancava una classe dirigente importante.

Non a caso la sua Convention l'ha fatta a Milano. Dimostrando, ecco il punto, che lei sta costruendo un percorso. Lei ogni volta conta i suoi voti. Anche a costo, talora, di perdere col candidato. Per lei conta più il partito del leaderismo. Una scuola più antica e diversa dagli altri. Con Salvini la Lega non è più la Lega della Padania, ma la Lega di Salvini».

giorgia meloni matteo salvini

 

Partita patta per il Pd?

«Credo che i buoni risultati di Azione e Più Europa e quelli negativi dei Cinque stelle pongano un problema a Letta, che pure sta facendo la sua pianificazione: ricostruire storia e valori per tutti quei movimenti che si sono allontanati».

 

I 5 Stelle sono residuali: l'unica chance è tornare alle origini antisistema? O sono dentro una gabbia?

«Loro sono nati su tanti No. Essendo stati al governo e avendo messo le mani nel sistema, non possono più tornare indietro. Non sarebbero più credibili. Devono costruire un percorso».

conte di maio

 

Il futuro è di Letta e Meloni?

«Le tendenze vanno in quella direzione, ci sono due partiti che si confrontano come centro-destra e come centro-sinistra, due percorsi diversi ma simili. Stanno lavorando sulla loro strada, cercando il proprio baricentro».

virginia raggi giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (2)salvini meloni

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...