marta fascina e silvio berlusconi allo stadio di monza

“IL QUIRINALE È ASSOLUTAMENTE FUORI DALLA MIA TESTA PERCHÉ NON POSSO PRETENDERE ALTRO DALLA VITA, SONO SODDISFATTO” – IERI A MONZA BERLUSCONI HA FATTO IL SOLITO SHOW, TRA BATTUTE SU CRISTIANO RONALDO E ALTRE SULLA POLITICA. A UN CERTO PUNTO HA INDICATO MARTA FASCINA: “GUARDATE CHE BELLA SIGNORA CHE HO, DAI TOGLI LA MASCHERINA E FATTI VEDERE” – “LE PAROLE SU MATTARELLA? SONO STATO MISTIFICATO DALLA SINISTRA CON UNA SURREALE CAMPAGNA DI MENZOGNE E CALUNNIE..”

 

Giuseppe Salvaggiulo per “La Stampa”

 

MARTA FASCINA E SILVIO BERLUSCONI ALLO STADIO DI MONZA

Petagna non è Van Basten, ma l'esordio del Monza che in quattro anni ha portato dalla serie C alla serie A scatena Berlusconi. Nega di voler andare al Quirinale. Accusa la sinistra di aver «mistificato con una surreale campagna di menzogne e calunnie che indignano» le sue parole su Mattarella, cui rinnova «rispetto istituzionale e stima personale», delineandone il ruolo di «garante autorevole di un'ordinata transizione» in caso di riforma costituzionale presidenzialista «da far entrare in vigore probabilmente nella prossima legislatura».

 

Nega mire quirinalizie per smorzare la polemica, proprio mentre Giorgia Meloni tiene il punto sul presidenzialismo: «Gli italiani devono avere il diritto di eleggere direttamente il capo dello Stato».

 

Per assistere alla partita, Berlusconi è rientrato appositamente dalla Sardegna. Certo lo stadio Brianteo (peraltro semivuoto) non dà i brividi di San Siro. Ma tutto, sia pure in sedicesimi, torna. L'arrivo del Cavaliere venti minuti prima del fischio d'inizio, in completo scuro e senza cravatta ma con mascherina tolta solo in tribuna.

MARTA FASCINA - SILVIO BERLUSCONI - ADRIANO GALLIANI ALLO STADIO DI MONZA

 

Sottobraccio, e sempre con mascherina, la «quasi moglie» e deputata Marta Fascina, elegantissima con i capelli biondi raccolti e uno svolazzante abito lungo dello stesso blu elettrico della giacca di Galliani. Il «breve discorso motivazionale» negli spogliatoi: «Ragazzi, bisogna crederci. Chi ci crede combatte e supera ogni ostacolo. Io ho sempre fatto così e ho sempre vinto». Il passaggio alla lounge Duomo, dove si incrociano tra gli altri Gigi Marzullo, avellinese ma inspiegabilmente tifosissimo del Monza, e l'emergente deputato locale Andrea Mandelli (l'altro vip segnalato in tribuna, Mario Giordano, è granata sfegatato).

 

Silvio in tribuna sorride. Inforca gli occhiali e stringe la mano di Marta quando il Monza sfiora il vantaggio. Si confronta con Galliani. Scuote la testa. Sprofonda nella poltroncina speciale con doppio cuscino anti lombalgia quando il Torino prende il sopravvento. Galliani impreca. Silvio tiene stretta la mano di Marta.

 

SILVIO BERLUSCONI ADRIANO GALLIANI ALLO STADIO DI MONZA

Si avvicina Paolo Pilotto, baffuto e pragmatico sindaco del Pd che a sorpresa, unendo Azione, Italia Viva e Sinistra Italiana ha espugnato Monza nonostante un comizio in cui Berlusconi aveva detto: «Non credo che ci sia una maggioranza di coglioni che lo voterà». Pilotto non se l'è presa, e con Galliani va d'amore e d'accordo. Il sindaco si presenta.

Silvio gli tende la mano. Il sindaco fa per dire: «Complimenti per la promozione». E Silvio lo spiazza: «Devo venire a trovarti in Comune». «Presidente, quando vuole. La mia porta è sempre aperta».

 

Annoiato da una partita «non divertente ma con qualcosa di buono in una squadra che speriamo non retroceda subito», alla fine è Silvio show in tribuna d'onore. «Ho comprato 13 giocatori e pago sempre io. Ora basta. Un colpo di mercato c'era, ma è sparito.

Cristiano Ronaldo no, abbiamo parlato per antica stima ma senza fargli una proposta.

Non sarebbe mai venuto al Monza. Comunque io resto il presidente più vincente della storia del calcio. Gullit e Van Basten andai a prenderli io in Olanda».

 

meme su berlusconi e mattarella

Arriva a salutarlo il presidente del Toro, «il mio amico» Urbano Cairo. «Lui è stato quattro anni mio assistente», dice al sindaco presentandoglielo. Poi si complimenta «per la bella squadra che hai fatto». E ricomincia con la politica. «C'è troppa aggressività nella campagna elettorale e la politica internazionale è debole, mentre quando c'ero io riuscivamo a tenere gli equilibri, evitando guerre».

 

Difende la flat tax «indispensabile per tutelare famiglie e imprese». Prima di salutare, si gira verso il sindaco Pd: «Ma è vero che tu vieni dalla Dc? Pensa, io ho studiato dai salesiani. Avremo molto da dirci». Uscendo dallo stadio, spiega al deputato monzese Andrea Mandelli come rintuzzare la proposta di Letta per aumentare i redditi: «Lui dà uno stipendio in più, ma bisogna dare anche qualcosa agli imprenditori. Comunque, su quello facciamo finta che lo diamo anche noi».

 

galliani e berlusconi

Difende la flat tax al 23%, ricorda gli studi di Antonio Martino nel 1994, cita come modelli Georgia, Romania, Ucraina, Russia, Bulgaria e Albania, promette che «così aumenterà il gettito e sparirà l'evasione aumentando gli anni di prigione». Rifiuta paragoni tra calcio e politica, «perché il calcio è una cosa seria». Torna sul Quirinale, «che è assolutamente fuori dalla mia testa perché non posso pretendere altro dalla vita, sono soddisfatto». E indicando Marta: «Guardate che bella signora che ho, dai togli la mascherina e fatti vedere». Infine, salutando «i barboni come me senza cravatta», si complimenta con l'unico giornalista incravattato: «Ah, sei di Mediaset? Allora sei mio. Marito della Giorgia? Bravo, bravo».

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