angela merkel giuseppe conte

“L’ITALIA HA PERSO L’OCCASIONE DI EVITARE LA SECONDA ONDATA” – L’EPIDEMIOLOGO ALESSANDRO VESPIGNANI: “LA GERMANIA È L’UNICA ECCEZIONE EUROPEA PER EFFICIENZA E STRATEGIA” – “LA BUONA NOTIZIA È CHE IL PROBLEMA POTEBBE NON ESSERE PIÙ IL VACCINO, MA COME DISTRIBUIRLO”. LA BRUTTA È CHE A GESTIRLO CI SARÀ ARCURI

Francesco Rigatelli per “la Stampa”

ALESSANDRO VESPIGNANI

 

Alessandro Vespignani, 55 anni, epidemiologo computazionale alla Northeastern University di Boston, tra una riunione e l'altra sulla crescita esponenziale dei contagi negli Usa, si concentra sulla situazione italiana, che non trova diversa da molte altre in Occidente.

 

Professore, come mai tanti morti in Italia?

«I decessi sono sempre troppi e arrivano settimane dopo i picchi, ma purtroppo succede in modo analogo in tutta Europa. In ogni Paese l'epidemia segue percorsi solo leggermente diversi in base agli interventi e alla capacità di proteggere gli anziani».

 

Non esiste un caso Italia?

«Cerco di dirlo da mesi. L'Italia è un punto di riferimento perché è stato il primo Paese occidentale colpito. L'unico problema è che ha perso l'occasione di evitare la seconda ondata, anche questo però al pari di altri Stati europei».

 

giuseppe conte e angela merkel a meseberg by osho

Tutti potevano evitarla?

«Si poteva fare almeno come la Germania. Italia, Inghilterra, Spagna e Francia stanno sui mille morti per milione di abitanti, mentre la Germania a 220».

 

Insomma, lei vede un'Europa omogenea?

«I conti si fanno alla fine, ma i Paesi confrontabili dell'Ue hanno numeri simili e alcune differenze che possono essere solo temporali».

 

E la Germania?

angela merkel starnutisce

«È l'unica eccezione europea per efficienza e strategia. La gestione del virus è stata anticipata, concertata e tempestiva negli interventi grazie a tracciamento e test efficienti».

 

E la Scandinavia?

«Il confronto in Europa va fatto tra Italia, Inghilterra, Spagna, Francia e Germania, e qui solo quest' ultima si distingue. I Paesi scandinavi hanno dimensione, struttura sociale e geografica diverse.

coronavirus ospedale di varese 1

 

In Svezia, per esempio, il 50 per cento delle persone abita da solo, ma l'epidemia va peggio che in Danimarca e Norvegia, dove hanno agito più robustamente».

 

La pandemia non sarà finita finché non verrà sconfitta in tutto il mondo?

coronavirus svezia

«Sì, per questo è importante ciò che succede negli altri Paesi. Negli Stati Uniti ci sono 900 morti su un milione, ma in certi Stati come la Louisiana si sale a 1400, in Georgia e Florida poco meno, mentre in Vermont si scende a 120.

 

 Il problema è che dopo il Giorno del Ringraziamento si avverte una crescita dei contagi perché non ci sono state sufficienti restrizioni. Purtroppo nel mondo nessuno impara niente su questo virus. Sembra il film Il giorno della marmotta».

 

Cosa pensa delle misure italiane per le feste?

alessandro vespignani

«L'Italia sta raggiungendo un punto di inversione positivo. Tutta la popolazione deve rendersi conto che l'epidemia non è finita. Si è calmata solo per le misure, per cui non bisogna disperdere gli sforzi».

 

Altrimenti si rischia la terza ondata?

«Più che di terza ondata parlerei di una risalita della seconda. La verità è che non ha più senso parlare di ondate. Il virus circola, ci sono 24mila contagi al giorno e aumentano appena le persone tornano a incontrarsi».

 

Le festività sono pericolose?

«Il rischio esiste per cui è meglio seguire con buon senso le indicazioni del governo. Purtroppo dobbiamo vivere in tutto il mondo un Natale in tono minore. Non si può fare diversamente per rispetto dei morti avvenuti e dei prossimi da evitare».

 

Il lockdown parziale basta ad azzerare il contagio?

GIUSEPPE CONTE E IL REGALO DI NATALE

«Nessuno vuole un altro lockdown totale. A marzo non c'era altra scelta, mentre ora si cerca di gestire l'epidemia, anticipando, non inseguendo, e localizzando gli interventi. Il governo italiano, anche se in ritardo, ci sta riuscendo e deve continuare così, introducendo per gennaio dei rinforzi organizzativi su tracciamento, test, scuole, trasporti e luoghi di lavoro per migliorare la convivenza col virus».

 

Negli Stati Uniti vi preparate al vaccino?

«La buona notizia è che il problema potrebbe non essere più il vaccino, ma come distribuirlo da gennaio. Si parla di miliardi di dosi in pochi mesi. Una sfida organizzativa senza precedenti su cui da epidemiologo passo volentieri la palla agli ingegneri».

alessandro vespignani conte meme

 

 

CONTE COMANDA COLORE

 

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