salvini letta

“C’È UN NESSO EVIDENTE TRA IL DISASTRO ELETTORALE DELLA LEGA E IL TENTATIVO DI SALVINI DI FAR SALTARE IL BANCO” – ENRICO LETTA INFIOCINA IL CAPITONE: "HA DETTO COSE DI UNA GRAVITA’ ENORME SU DRAGHI, GLI HA DATO DEL BUGIARDO. LUI E LA MELONI SONO UN PROBLEMA PER L’ITALIA - RENZI? A SIENA MI HA SOSTENUTO E GLI SONO GRATO. ZERO POLEMICHE. ITALIA VIVA AVRA' UN POSTO NEL NUOVO ULIVO? PARLERO' CON TUTTI. CON RENZI, CALENDA, CONTE, SPERANZA, I VERDI I SOCIALISTI. SE SONO IL FEDERATORE, LO SONO A PARTIRE DAI..."

Monica Guerzoni per corriere.it

 

enrico letta matteo salvini meeting rimini

Enrico Letta si è svegliato a Siena, col pensiero fisso di «una consacrazione arrivata troppo in fretta» e col desiderio di godersi la vittoria, «senza commettere l’errore grosso di ubriacarsi e montarsi la destra». Ma appena tornato a Roma, la «crisi» aperta dalla Lega ha costretto il segretario del Pd a tornare con i piedi sulla terra: «Lo strappo di Salvini è gravissimo e irresponsabile. La riforma fiscale è fondamentale per avere i soldi del Pnrr».

 

 

Salvini uscirà dal governo?

«Non lo so, sta a lui chiarire, ma c’è un nesso evidente tra il disastro elettorale della Lega e il tentativo di far saltare il banco. Salvini ha detto cose di una gravità enorme sul premier, gli ha dato del bugiardo e chiede agli italiani di scegliere tra lui e Draghi. Noi difendiamo Draghi e penso anche gli italiani»

 

Crede ancora che il voto rafforzi il governo?

«Sì, continuo a pensarlo».

 

enrico letta matteo salvini meeting rimini 3

Pensa davvero che sarà lei a ereditare lo scettro da Draghi?

«Non è un discorso personale il mio, il Pd erediterà il testimone perché è il motore di questo governo. Ma non è oggi che mi candido a premier. La vittoria ai ballottaggi, che non è scontata, sarà un primo passo. Il Pd ha bisogno di tempo e lo dimostra la Calabria. Ringrazio Amalia Bruni per la straordinaria campagna, ma al Sud è evidente che abbiamo un problema».

 

Per lei Salvini e Meloni sono inadatti a governare il Paese?

«Sono un problema per l’Italia, lo ha detto anche Berlusconi. Sono una anomalia, per le loro ambiguità sul passato e per i collegamenti con l’estero. Evitare che il potere vada a loro è un problema di tutti gli italiani. Assistiamo allo scivolamento del centrodestra berlusconiano verso una destra orbaniana, che è un danno per l’Italia tanto che gli elettori lo hanno detto con il voto. Io avrei tutto l’interesse a tenermi Salvini e Meloni come avversari, invece spero invece che nasca un centrodestra europeo».

letta meloni salvini

 

Non di tutti. A Roma Fratelli d’Italia è il primo partito dopo Azione di Calenda. Uno schiaffo al Pd?

«No, strategie elettorali diverse, noi a Roma abbiamo presentato molte liste. Mi auguro che questa sconfitta nazionale provochi a destra un cambio radicale e benefico. Spero che qualcuno trovi il coraggio di far nascere un centrodestra europeista che possa contrapporsi a noi in modo sano, senza che a ogni elezione debba scattare l’allarme per la salvezza del Paese».

 

Tifa per la Lega governista di Giorgetti?

«Non so se sia Giorgetti la persona che può far evolvere le cose, ma io vedo una destra incattivita, che soffia sul fuoco dei sentimenti del Paese. Meloni ha detto che non c’entra niente con il razzismo e il neonazismo, ma non ha detto che non c’entra niente col fascismo. Il fatto che non si ponga il problema lascia esterrefatti. Anche per questo, quando ho capito che il mondo economico dava per scontata la vittoria di questa destra, ce l’ho messa tutta per vincere».

 

Cosa ha fatto la differenza?

letta salvini

«Una campagna elettorale in cui sono venuti fuori i nostri candidati e il fatto che siamo un partito vero, di popolo e di militanti, ai quali dedico questa vittoria. Il Pd ne esce molto forte, abbiamo lavorato sull’identità e lanciato le Agorà, che rappresentano un modello di partito allargato. Possiamo dire che con questo voto il Pd è uscito dalle Ztl».

 

Di Maio parla di «casa comune» col Pd, lei invece di «processo graduale e lento». Frena, dopo il tracollo M5S?

«Ho grande stima di Conte per la scelta coraggiosa di mettere la sua enorme popolarità, che per noi è un’opportunità, al servizio del percorso di trasformazione del 5 Stelle da movimento a partito. Lo ritengo un punto chiave dell’evoluzione del sistema. Le elezioni Politiche si terranno nel 2023, la convergenza è naturale ma serve il tempo per fare le scelte giuste».

 

Sicuro che gli elettori 5 Stelle a Roma sceglieranno Gualtieri, senza nemmeno che lei chieda i voti?

«I voti li stiamo chiedendo e sfido chiunque a dire che Gualtieri abbia fatto una campagna spigolosa o urticante verso Raggi o verso Calenda».

 

Intanto Mattarella cerca casa a Roma. La spunterà Meloni, che vuole mandare Draghi al Colle per andare al voto?

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

«Che il presidente cerchi casa a Roma non è una notizia politica, è un fatto personale. Ma chi ha parlato di Quirinale prima di gennaio 2022 ha preso una musata. Meloni, Salvini, Giorgetti, questa destra arrembante pensa solo ai suoi interessi di fazione. Io oggi vengo consacrato e avrei anche interesse ad andare alle urne. Se non lo faccio è perché oggi c’è un allineamento di pianeti che capita una volta in un decennio o due. C’è un governo che fa bene, ci sono i soldi dell’Europa, la crescita al 6% e tante ferite che hanno bisogno di cura»

 

Quindi Draghi deve restare a Chigi?

«Bisogna che questo schema duri. Merkel era il capo dell’Europa e ora che lei non c’è e Macron entra in campagna elettorale, è Draghi il leader più forte a Bruxelles, dove si riforma il patto di stabilità e si decidono le cose importanti per il futuro dell’Italia».

MARIO DRAGHI

 

Nei dem c’è voglia di proporzionale. Lei è tentato?

«Vedo difficile aprire il dossier legge elettorale in questo Parlamento».

 

Italia Viva avrà un posto nel nuovo Ulivo?

«Parlerò con tutti. Con Renzi, Calenda, Conte, Speranza, i Verdi, i socialisti... Se io sono il federatore, lo sono a partire dai temi, perché è con le proposte convincenti che si vince. Noi cuciremo l’alleanza col filo rosso dei diritti civili, del lavoro, della sostenibilità ambientale».

 

Sente di essersi preso la rivincita, anche rispetto allo «stai sereno» con cui Renzi le sfilò il posto a Chigi?

«A Siena mi ha sostenuto e gli sono grato. Zero polemiche. Io ho voltato pagina».

 

Ultimi Dagoreport

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!

tajani meloni salvini

DAGOREPORT – CHE SUCCEDERA' ALLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE QUANDO VERRA' RIPRESENTATA ALLA CAMERA, CON IL TERRIBILE VOTO SEGRETO, ALL'INIZIO DI SETTEMBRE? - SE LA LEGA E' SCOPPIATA, FORZA ITALIA E' ALLO SBANDO, CON SALVINI E TAJANI CHE NON CONTROLLANO PIÙ I LORO PARLAMENTARI, ANCHE GIORGIA MELONI HA QUALCHE PROBLEMUCCIO: ALL'INTERNO DEL SUO PARTITO UN COACERVO DI SERPI E' PRONTA A MORDERLA SE NON SARANNO RICANDIDATI ALLE POLITICHE DEL 2027 – IL BOOM DI FDI DEL 2022 FU TALMENTE INASPETTATO CHE ARRIVARONO IN PARLAMENTO TANTI TIZI E TROPPI CAIETTI UN PO’ IMPROVVISATI O INADEGUATI O SEMPLICEMENTE FANCAZZISTI, CHE SANNO BENISSIMO CHE SARANNO SPAZZATI VIA DALLA RAMAZZA DELLA DUCETTA. E NON VEDONO L’ORA DI CONSUMARE LA VENDETTA…

francesco guccini con angela signorini e la figlia teresa

DAGOREPORT - E’ ACCADUTO RARAMENTE CHE FRANCESCO GUCCINI ABBIA CANTATO LA SUA VITA SENTIMENTALE MA QUANDO È ACCADUTO, HA DATO VITA A UNA DEI BRANI PIÙ INTENSI E STRAZIANTI DELLA STORIA DELLA CANZONE ITALIANA - ACCADDE NEL 1996, CON “QUATTRO STRACCI”, IN CUI IL RISERVATISSIMO GUCCINI DI COLPO LASCIA TUTTI BASITI METTENDO DAVVERO IN PIAZZA GLI STRACCI DELLA SUA LUNGA STORIA CON ANGELA SIGNORINI, DA CUI EBBE NEL 1978 L'UNICA FIGLIA, TERESA - DOPO AVERLA INCHIODATA COME UNA SIGNORA "CASTA CHE SOGNA D'ESSER PUTTANA / QUANDO SEI DENTRO VUOI ESSER FUORI / CERCANDO SEMPRE I PASSATI AMORI / ED HAI ANNULLATO TUTTI FUORI CHE TE”, IL DOLORE DI GUCCINI PER L'ABBANDONO DEFLAGRA IN RABBIA SPREZZANTE: "OGNUNO VADA DOVE VUOL ANDARE, OGNUNO INVECCHI COME GLI PARE, MA NON RACCONTARE A ME COS'È LA LIBERTÀ. LA LIBERTÀ DELLE TUE POSIZIONI YOGA, DI ERBE, DI PSICHE E DI OMEOPATIA; DI MANUALI CONTRO LE FRUSTRAZIONI, LE INIBIZIONI CHE PROVAVI QUI A CASA MIA…’’ - VIDEO