“LO SCAMBIO DI TWEET TRA SALVINI E MUSK, L'UOMO PIÙ RICCO DEL MONDO NONCHÉ IL NEO-PATRON DI TWITTER, È UN FATTO POLITICO E PSICOLOGICO, DA APPROFONDIRE” – SORGI: “MUSK È IN UNA TRASFORMAZIONE MEDIATICO-POLITICA, E C'È CHI DICE CHE STIA ACCAREZZANDO IL SOGNO DI PRESENTARSI ALLE PRESIDENZIALI USA NEL 2024. HA CACCIATO TREMILA DIPENDENTI E TUTTO CIÒ CHE STA LASCIANDO SCONCERTATI I FREQUENTATORI ABITUALI DI TWITTER, OLTRE AI DIRIGENTI DELL'AZIENDA, PIACE MOLTO A SALVINI. POSSEDERE UN SOCIAL, FARNE QUEL CHE SI VUOLE SENZA CONTROLLO. È QUESTO CHE AFFASCINA IL CAPITANO…”

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ELON MUSK ELON MUSK

Marcello Sorgi per “la Stampa”

 

Lo scambio di tweet tra Salvini e Musk, l'uomo più ricco del mondo nonché il neo-patron di Twitter, è insieme un fatto politico e psicologico, da approfondire. Politico non solo perché Salvini è segretario della Lega e vicepremier del governo, oltre ad essere il leader che ha costruito gran parte della sua fortuna (e adesso del suo declino) sui social, che continua a frequentare in modo compulsivo anche se meno efficace, dopo la perdita del suo collaboratore Morisi, l'uomo che aveva inventato "la Bestia", la macchina moltiplicatrice di consensi attorno a casi mediatici costruiti tutti attorno a Salvini.

 

Ma perché anche Musk è in via di rapida trasformazione mediatico-politica, e c'è chi dice che stia accarezzando il sogno di presentarsi alle prossime elezioni presidenziali Usa nel 2024. Le prime mosse dell'inventore della Tesla e del turismo astronautico come padrone di Twitter vanno in quella direzione.

LO SCAMBIO DI TWEET TRA ELON MUSK E MATTEO SALVINI LO SCAMBIO DI TWEET TRA ELON MUSK E MATTEO SALVINI

 

Esageratamente decisionista, prima di conoscere a fondo l'azienda che ha comperato, è stata la drastica ristrutturazione che ha visto in pochi giorni messi alla porta oltre tremila dipendenti, a cui se ne sono aggiunti un migliaio contrari alle decisioni del capo e strategici per il funzionamento della rete, che potrebbero determinare un blocco di Twitter.

 

E fuori da qualsiasi regola - ma dichiaratamente politico e insieme economico, dato che conta milioni di follower - il referendum sulla riammissione di Trump, escluso dal social dopo il tentato colpo di stato del gennaio 2021, di cui l'ex-presidente è ritenuto responsabile. Poiché Trump era stato messo alla porta dal comitato dei garanti che governava l'etica di Twitter con la precedente gestione, la riammissione, seppure sulla base di una spinta popolare, è una chiara violazione delle regole.

 

MATTEO SALVINI MATTEO SALVINI

Paradossalmente, tutto ciò che sta lasciando sconcertati i frequentatori abituali di Twitter, oltre ai dirigenti dell'azienda che hanno deciso di lasciare, piace molto a Salvini. Possedere un social, farne quel che si vuole senza alcun controllo (almeno per ora), usarlo per i propri obiettivi. È questo che affascina il Capitano, che s' è spinto a invitare Musk al ministero, ricevendone la promessa che verrà. Una foto-opportunity che Salvini non vede l'ora di aggiungere al suo album digitale.

 

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