mario draghi ursula von der leyen

“SE NON SI FANNO QUESTE RIFORME, L’EUROPA È FINITA” – MARIO DRAGHI PRESENTA IL SUO RAPPORTO SULLA COMPETITIVITÀ AL PARLAMENTO EUROPEO E SUONA LA SVEGLIA AI CAPIGRUPPO: “SERVE UNA GRANDE CORRESPONSABILITÀ E UNA GRANDE COOPERAZIONE” -  I DEPUTATI HANNO APPLAUDITO DI FRONTE ALLO SCENARIO HORROR TRATTEGGIATO DA  “MARIOPIO”, CHE NON FA NESSUNA CONCESSIONE AI SOVRANISTI COME MELONI, SALVINI E COMPAGNIA... - IL RAPPORTO È STATO REDATTO PER CONTO DELLA COMMISSIONE UE, E SERVIRÀ COME “AGENDA” PER L’URSULA BIS…

Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”

 

mario draghi ursula von der leyen

«Per chiudere vorrei dirvi una cosa: se non si fanno queste riforme, se non si interviene seguendo questa direzione, l’Europa è finita. Lo ripeto: è finita. Ve lo dico perché questo è il mio incubo più frequente».

 

Nella sala che al sesto piano del Parlamento europeo ospita l’incontro tra Mario Draghi e tutti i capigruppo scende il gelo. La frase pronunciata dall’ex presidente della Bce illustrando le linee guida del suo rapporto sulla competitività tramortisce tutti i presenti.

 

Nessuno, almeno di recente, era stato così netto nel descrivere il momento di difficoltà in cui versa l’Unione europea. E considerando che l’ex premier italiano viene apprezzato come uno tra gli europei più autorevoli, quel monito assomiglia a un vero e proprio pugno nello stomaco.

 

URSULA VON DER LEYEN MARIO DRAGHI

[…]  Draghi cerca in primo luogo di spiegare che questa non sarà una legislatura ordinaria. Per l’Ue, non è una fase di normalità. Ma di eccezionalità. Nella quale serve «una grande corresponsabilità» e «una grande cooperazione»: «riforme rapide e senza precedenti».

 

Parole che sicuramente avranno fatto piacere alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che non partecipa all’incontro ma sta componendo il nuovo esecutivo proprio nella prospettiva di una «corresponsabilità» che dovrebbe prendere le forma delle “larghe intese”. Sebbene lo spirito “draghiano” è integralmente concepito nel solco europeista e non offre alcuna concessione alle derive sovraniste e nazionaliste.

 

MARIO DRAGHI RICEVE IL PREMIO CARLO V

[…]  l’ex Governatore non entra nello specifico del rapporto che dovrebbe essere presentato la prossima settimana.

 

Si limita a spiegare che ha costruito il suo lavoro con una prima parte introduttiva in cui rammenta i «valori» fondativi dell’Unione europea e della democrazia occidentale. Poi seguono «dieci» capitoli in cui si mostrano i campi nei quali l’Europa ha bisogno di accelerare: dalla competitività degli Stati a quella delle aziende, dalla Difesa al Welfare. E soprattutto sulla Formazione.

 

«Negli ultimi decenni - è il suo punto di partenza - la competitività europea è stata soggetta a una serie di “freni strutturali”: capacità di innovazione in ritardo, prezzi dell’energia più elevati, carenze di competenze, necessità di accelerare rapidamente la digitalizzazione e di rafforzare urgentemente le capacità di difesa comuni dell’Europa».

 

MARIO DRAGHI - GIORGIA MELONI - MEME BY EDOARDO BARALDI

Il suo obiettivo è dunque quello di contribuire alla riflessione «sulle sfide che l’Europa deve affrontare e su come l’Unione, le sue istituzioni, gli Stati membri e le parti interessate possono superarle insieme per riconquistare il suo vantaggio competitivo». […]  «Spetterà ai leader dell’Ue, ai parlamentari europei, alle istituzioni dell’Ue e agli Stati membri - sottolinea - decidere come portare avanti il suo lavoro e trasformare le sue raccomandazioni in risultati concreti per gli europei». Anche se, è il chiarimento offerto ai capigruppo e alla presidente del Parlamento europeo Metsola, nel rapporto sono già contenuti veri e propri provvedimenti legislativi immediatamente utilizzabili.

 

[…]

 

mario draghi ursula von der leyen

Le proposte di Draghi hanno ricevuto un plauso unanime, in particolare dalla maggioranza che sostiene la Commissione. «Il suo Rapporto - dice il popolare Manfred Weber - è più che benvenuto. Non si parla solo di finanze ma di come vogliamo disegnare il settore produttivo europeo». «Con questo lavoro - dice il capogruppo Pd, Nicola Zingaretti - parte una spinta in avanti verso l’integrazione di cui l’Europa ha bisogno per essere il protagonista politico di cui il mondo necessita» […]

 

meloni contro i tecnici vignetta by rolli per il giornalone la stampa

Ma, appunto, la ricreazione è finita e l’Ue deve trasformarsi adesso o rischia di soccombere nella competizione globale: «O l’Europa cambia o è finita».

meloni draghi

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…