clemente mastella

“SE SCOPPIA UN FOCOLAIO AL SUD DIVENTA UNA TRAGEDIA. SE È UN PROBLEMA IN LOMBARDIA, IMMAGINIAMOCI DA NOI” - CLEMENTE MASTELLA: “QUEST' EMERGENZA NON DOVEVA GESTIRLA BORRELLI: SI È RIDOTTO AI BOLLETTINI DI GUERRA. IL GOVERNO È DEBOLE, ESPERTI APPROSSIMATIVI: QUI SERVIVA LA DC - ROCCO CASALINO? FOSSE UN PO' MENO PORTAVOCE E UN PO' PIÙ PORTASILENZIO, SAREBBE MEGLIO PER TUTTI…”

Federico Novella per “la Verità”

 

CLEMENTE MASTELLA

«Sono a casa con i nipotini. Gli sto facendo lezione di geografia. Le scuole chiuse stanno spaventando tutti. Pensi che la gente mi ferma per strada e chiede informazioni a me». Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella, nella sua vita politica ne ha viste parecchie. Il coronavirus è una sfida inedita per tutti, ma una cosa è certa: «Ai miei tempi, all' epoca della Democrazia cristiana, questo virus l' avrebbero gestito meglio».

 

Che ne pensa delle ultime regole di comportamento fissate dal governo? Lei, da settantatreenne, dovrebbe evitare contatti umani.

«Mi duole riconoscere che in Italia alla mia età non puoi uscire di casa. Fossi negli Stati Uniti, potrei concorrere per la presidenza».

 

Come sarebbe, scusi?

«Sì, ha visto che tutti i candidati per la Casa Bianca rimasti in campo sono ultrasettantenni? Joe Biden ha 77 anni, Bernie Sanders 78, Donald Trump 73».

clemente mastella vincenzo de luca

 

E allora?

«Potrei farcela anche io. E questo fa giustizia di un certo modo di pensare. In Italia dovremmo prendere esempio».

 

C'è un clima ostile agli anziani?

«L' idea prevalente in Italia è che bisogna buttare giù gli anziani dalla rupe Tarpea».

 

Si riferisce anche alla politica?

«Questo era l' andazzo, anche prima del virus».

 

Rispetta rigorosamente il metro e mezzo di distanza?

«E come faccio? Qua la gente mi si butta tra le braccia. Da noi capita così. Le persone mica le posso respingere».

clemente mastella foto di bacco

 

Quindi immagino la viva con un certo imbarazzo.

«La stessa sensazione che provai quando Ciriaco De Mita, segretario Dc, mi mandò a incontrare Yasser Arafat a Roma. Lui arrivò e mi baciò sulla bocca: rimasi atterrito».

 

Dunque dalle sue parti i costumi resistono alle nuove regole di comportamento?

«Le dico solo che ieri sono stato a un funerale. Vedevo qualche incertezza a stringere le mani. Ma poi la gente baciava i parenti della compianta».

 

Ma è vietato.

«Che ci volete fare: la gente è preoccupata, ma il calore meridionale non lo blocchi per decreto».

 

Su Internet girano cartelli del tipo: «Non si affitta ai settentrionali». Al di là della burla, ha assistito a episodi del genere?

«A Benevento un sacerdote veneto in gita con i parrocchiani è rimasto fuori da un albergo. I proprietari non li facevano entrare paura del contagio. Alla fine li hanno rispediti tutti a casa».

Ciriaco De Mita

 

Adesso gli emarginati sono i veneti e i lombardi?

«Quello era un caso isolato. Ho chiesto scusa a nome della mia città, che ha una lunga tradizione di solidarietà e fratellanza».

 

Il governo potrebbe gestire meglio questa emergenza?

«Questa crisi è difficile per tutti, lo stiamo vedendo. Ma quando i governi sono deboli, come questo, spesso prendono decisioni più forti del dovuto. E lo fanno soprattutto per evitare gli attacchi, ineleganti, delle opposizioni».

 

Si riferisce al pasticcio sulla decisione di chiudere le scuole?

giuseppe conte e rocco casalino

«Ho notato una gestione maldestra della comunicazione. Non puoi dire: ora si chiude, poi non si chiude, poi si chiude. Crea maggiori problemi questo tipo di comunicazione che il virus stesso. Un povero cittadino non sa come regolarsi».

 

C'è chi dà la colpa al portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino.

«Sa che sono stato il primo portavoce della storia repubblicana, con la Democrazia cristiana?».

 

E da fondatore della categoria, che giudizio dà?

«Se Casalino fosse un po' meno portavoce e un po' più portasilenzio, sarebbe meglio per tutti».

GIUSEPPE CONTE ROCCO CASALINO

 

I politici della prima Repubblica avrebbero evitato il panico, in una crisi del genere?

«Ci mancherebbe. Abbiamo gestito il terrorismo e tanti altri eventi drammatici. Qua invece vedo molta approssimazione. Persino dagli esperti, talvolta, ho letto dichiarazioni allarmistiche e contraddittorie».

 

Serviva una catena di comando più agile?

«Ho stima del capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ma questa crisi va gestita da altri».

 

Cioè?

MAURIZIO COCCIOLONE

«È un' emergenza sanitaria. A guidarla dev' essere l' Istituto superiore di sanità. Il povero Borrelli si è ridotto a fare il bollettino di guerra ogni sera. Non gli compete».

 

Vantiamo il record di contagi in Europa. Pensa che i governi esteri stiano imbellettando i numeri, per tranquillizzare i cittadini?

«Quando si combatte una guerra, si deve dire la verità nella misura in cui non alimenta il panico».

 

La ragion di Stato. Quindi l' obiettivo dev' essere tranquillizzare, prima che essere sinceri?

«Me ne resi conto, da sottosegretario alla Difesa, quando nella guerra del Golfo vennero abbattuti gli aerei di Maurizio Cocciolone e Gianmarco Bellini. Fu un momento di grande tensione anche quello. In questo passaggio serve soprattutto unità».

 

CORONAVIRUS - CARABINIERI IN OSPEDALE

Oggi siamo gli appestati d' Europa?

«Stanno diffondendo questa idea, purtroppo. Penso a quella trovata beffarda, in Francia, della "pizza coronavirus"».

 

Le ha fatto rabbia?

«All' estero fanno i gradassi, ma il problema ora ce l' hanno pure loro. Se riusciamo a contenere i focolai, ne usciremo prima degli altri».

 

I 7 miliardi e mezzo stanziati dal governo per famiglie e imprese basteranno a dare ossigeno all' economia?

«Ovviamente no. Se l'Europa non ci aiuta, la vedo dura. Questa crisi dimostra che l'Unione, così com' è, non funziona».

 

Che succede se il virus arriva al Sud con numeri importanti?

CORONAVIRUS - TENDA PER ACCOGLIERE I MALATI

«Diventa una tragedia. Se è un problema in Lombardia, immaginiamoci da noi. Per fortuna, ci è capitato di arrivare secondi anche stavolta rispetto al Nord. Se il focolaio fosse esploso quaggiù, rischiavamo la catastrofe».

 

E quindi?

«Dobbiamo approfittarne per portarci avanti: creare strutture emergenziali, utilizzare anche piccoli ospedali dismessi».

 

In Campania avete vissuto di peggio?

«Il colera, per esempio. Forse, rispetto a un tempo, ci manca un po' di fatalismo: il sorriso

anche nella disgrazia».

FUGA DALLA LOMBARDIA

 

Ci vorrebbe un antidoto, anche solo per lo spirito.

«Una volta ci si faceva il segno di croce con le acquasantiere: hanno svuotato pure quelle. Siamo tornati al saluto romano: però ci sono quelli che non sanno se usare la destra o la sinistra. E allora salutano solo con la testa».

 

Quindi, in mancanza delle acquasantiere, i beneventani chiedono la grazia a lei.

«Faccio quello che posso. Per esempio, ho inaugurato una nuova iniziativa: in questi giorni di scuole chiuse, insegno educazione civica ai ragazzi».

 

Sarebbe a dire?

«Un' ora al giorno di lezione scolastica, e io faccio il maestro. Spiego come funziona la politica, il Parlamento».

 

Una scuola di politica firmata Mastella? Si ricordi che sono vietati gli assembramenti.

«Infatti lo faccio da casa mia, i ragazzi sono collegati. Mi possono sentire e vedere».

CORONAVIRUS - SANIFICAZIONE DEGLI AMBIENTI

 

E a chi si rivolge?

«A tutti i beneventani che vogliono partecipare, dalle elementari fino al liceo».

 

Prima lezione?

«I Comuni: gli assessori, la giunta, il consiglio comunale. Ho iniziato sabato, e vado avanti finché le scuole non riaprono. Nessuno sapeva che Benevento ha la più grande estensione in chilometri quadrati tra i Comuni campani. Pure più di Napoli».

 

Non sarà mica un modo per fare campagna elettorale?

«Per carità, tanto qua per ora non si vota».

 

MATTEO SALVINI CON MARINE LE PEN A PARIGI

Dobbiamo rimandare le regionali?

«Sposterei tutto a giugno: a metà mese il referendum, a fine mese le regionali».

 

Chi è il candidato del centrodestra in Campania? La quadra non si trova.

«C' è confusione a destra e a sinistra: un segno dei tempi».

 

Qual è il suo candidato ideale?

«Io volevo Clemente Mastella. Mi hanno detto di no».

 

La fatwa salviniana le sbarra la strada?

«Un po' come con il virus, Matteo Salvini è convinto che siccome adesso sta bene non gli capiterà mai nulla».

 

Parliamo sempre di politica, no?

«Certo. Intendo dire che se Salvini va avanti così, finirà come Marine Le Pen in Francia: avrà un grande consenso, ma non riuscirà a governare. Poi, se il consenso ti arriva all' improvviso, va via all' improvviso. È come vincere al superenalotto».

 

luigi de magistris

Ha detto che la Lega la vuole affondare, «ma riemergerò sempre».

«Sono come San Clemente. Uno dei primi Papi della storia. I romani gli legavano un'ancora al collo e lo gettavano al mare, ma lui riemergeva sempre. Così pure io».

 

È riemerso anche dai guai giudiziari. Dopo l' assoluzione nell' inchiesta Why not, il suo accusatore, Luigi De Magistris, oggi sindaco di Napoli, le ha chiesto scusa?

«No, non ci parliamo nemmeno. Siamo come due aerei che non si incontrano mai. Per fortuna».

 

È vero che le deve 20.000 euro?

«Sì, sto ancora aspettando i soldi. Spero che la corte d' Appello si decida a rendere concreto il risarcimento».

 

Ma lui dice che non ce li ha.

«Li trova, li trova. Già con lo stipendio che piglia da sindaco mi può pagare tranquillamente».

 

Francesco Cossiga una volta le disse: «Se provi a riformare la giustizia, rischi la galera, e butteranno la chiave».

«Cossiga? Aveva ragione».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…