LOREDANA FOREVER! – DOPO ALCUNI ANNI BUI, IL RITORNO IN TOUR DELLA BERTÈ, L’UNICA CANTANTE DAVVERO ROCK CHE L’ITALIA HA (ANCORA GODIAMO A BALLARE “E LA LUNA BUSSO’”)

Marinella Venegoni per ‘La Stampa'

Loredana Berté riparte dallo storico filmato 1986 sul pancione del Festival, e da una gonnellina un po' corta per una «non-sono-una-signora» di una certa età. Ragazzaccia era, e ragazzaccia resta ma fino a un certo punto. La novità è che il ritorno ufficiale dell'altra sera sulle scene, dopo anni bui di dolori e smarrimenti, ce la restituisce puntuale come un soldatino, devota a quel mestiere che ama tanto, accompagnata da una band sui trenta che spacca, e la accompagna per due ore e mezza nel concerto del «BandaBerté tour-1974-2004». Intervallo sì, ma solo per mandare in onda i divertenti filmati di quell'altra maledettina assai più snob che la ama tanto e la imita, Asia Argento.

Tema della serata: i successi d'una carriera sempre all'insegna della sregolatezza e dello spirito rock. Spirito appannato, ma ci pensa la Loredana a lucidarlo, con i suoi mezzi guanti e una devozione che si abbarbica sulla voce a tratti roca, sui graffi percepibili dell'anima. Si intuisce soltanto la preoccupazione che tutto fili liscio, che filmati e musica scorrano a ricordare, che la band non la pianti in asso come il famoso deodorante; a un certo punto si dimentica finalmente di quella preoccupazione, e vola libera facendo roteare i lunghissimi capelli neri e bianchi. Roba che neanche Ozzy Osbourne.

Quella del ritorno della Berté rischiava di diventare una leggenda metropolitana. Da tanto se ne parla, ma gli ultimi Sanremo non le avevan fatto una gran pubblicità, e molti promoter in questi tempi non vogliono correre rischi, dunque aspettavano di vedere per prenotare: non sapevano che lei nell'estate '13 già ha onorato tutti i club previsti («e ho fatto anche una capatina a Leningrado, a cantare e a fare una giuria con Paula Abdul», racconterà lei).

Morale che ce n'era più di uno nell'umidissima serata di Montecatini l'altra sera, alla data zero di questo tour che conta già il quasi esaurito al Nazionale di Milano e prenotazioni notevoli all'Auditorium del Parco della Musica di Roma. Si sa comunque che al termine della kermesse alcuni presenti hanno prenotato le loro brave serate, e se va avanti così Loredana magari rischia un neverending tour.

Alle 21,15 precise dunque Loredana è in scena, chiusa nello sfizioso giubbettino di pizzo nero, e marcia subito come un treno appunto sulle note di Re, la canzone di quel 1986 quando sconvolse Sanremo ballando con il pancione e le belle gambe scoperte, conscia del proprio malizioso sex appeal. Fu uno scandalo pazzesco: «Sono sicura che Madonna vide quel filmato, del resto all'epoca mi aveva già copiato le croci, i pizzi e altri sfizi» ricorda lei al termine del concerto, davanti a un piatto rinvigorente (Loredana ha anche ritrovato l'appetito).

Quel filmato sul pancione è un suo orgoglio, un videoclip ante litteram ancora perfetto. Ma molto altro scorre nella scaletta del concerto, dove accompagnata dalla corista di sempre Aida Cooper (alla quale affida il ricordo di Mimì, con Dillo alla luna) la Berté cita ognuno degli album usciti in 40 anni, con pezzi poco ascoltati come Indocina, con Esquinas in portoghese, dal progetto «Carioca» con Djavan («Per la prima volta in originale - racconta - il direttore della Sony me la proibì»).

Scorre tutto l'ottimo repertorio Fossati, l'omaggio in rock a De André (Fiume Sand Creek) e a Rino Gaetano (Ma il cielo è sempre più blu), Ma quale musica leggera, tosto pezzo di Bennato scritto per lei. La ascolta un pubblico vario e pittoresco, madame in pelliccia e ragazzi in giubbotto, vaste rappresentanze lesbo&gay. Tre bis, trionfo (poi, a tavola). Prossimi concerti: Bergamo 15/2, Milano 17/2, Bologna 3/3, Senigaglia 22/3.

 

 

LOREDANA BERTE FOTO ANDREA ARRIGA renato zero e loredana berte renato zero e loredana berte Loredana Berte Gigi DAlessio Loredana Berte e Gigi D Alessio o gdo LOREDANA BERTE GIGI D ALESSIO SANREMO LOREDANA BERTE E GIGI D ALESSIO BY SORA CESIRA

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)