MAL DI CAPACCHIONE PER BERSANI - LA GIORNALISTA “ANTI-CAMORRA” DEL “MATTINO”, CAPOLISTA DEL PD AL SENATO IN CAMPANIA, SOTTO PROCESSO PER CALUNNIA AL SOTTUFFICIALE DELLA GDF CHE FECE ARRESTARE IL FRATELLO - INTERCETTAZIONE CHOC: “SE QUEL FINANZIERE NON LA SMETTE LO ANDIAMO A UCCIDERE COL MITRA” - QUEI 5 MILIARDI SUI SUOI CONTI CORRENTI AL VAGLIO DEGLI INVESTIGATORI - I VERTICI REGIONALI HANNO TENUTO BERSANI ALL’OSCURO DI TUTTO?…

Da La Gazzetta di Caserta

Una polemica dura che rischia di tare a pezzi la fantomatica verginità o quella supposta tale ascritta al Pd. I vertici regionali del partito non hanno informato Roma che la capolista Capacchione è sotto processo a Santa Maria Capua Vetere. Fatti gravi, offese al sottufficiale della Guardia di Finanza Papale che grazie alle sue indagini fece arrestare il fratello della Capacchione, protagonista della più grave bancarotta della Campania, lo scandalo della ricostruzione di Ponticelli. Il fratello della Capacchione finì in carcere, lei si scagliò contro Papale.

Fatti che fanno a pezzi con quello che dice il Pd in tema di moralità`. Una lezione a Bersani, il maestrino delle liste pulite, che incassa un autogol di tutto rispetto. La sentenza sulla capolista Capacchione è prevista stamattina nelle aule del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione discattata di Caserta, dove la politica del Pd è alla sbarra. La difesa di Rosaria Capacchione ha già preannunciato un`istanza di rinvio per improcastinabili impegni. Se l`udienza salta, la sentenza arriverà dopo le elezioni politiche di febbraio.

La Capacchione potrebbe così salvare la sua candidatura al senato nelle file del Pd. La Capacchione viene presentata così come un'esponente del gentil sesso, sotto scorta dall` inizio del 2008 in seguito alle velate minacce ricevute dai boss durante il processo Spartacus, di quella società civile impegnata nel fronte del contrasto alle mafie, ma tante le ombre che emergono dalla sua storia familiare sulla sua fama di wonder woman della legalità.

Le indagini condotte riguardano in realtà il fratello di Rosaría, il costruttore
Salvatore Capacchione. Ma proprio da una costola di quella inchiesta nasce un'altra, velenosa vicenda giudiziaria che investe in pieno la cronista, al punto da portarla oggi sul banco degli imputati a Caserta, sezione staccata della Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Il 31 ottobre scorso si è infatti tenuta la terza udienza nel processo per calunnia ai danni di un luogotenente della Guardia di Finanza, Luigi Papale, che ricostruì quello che viene definito il "sistema Capacchione". In una delle numerose conversazioni telefoniche tra i
due fratelli - l`imprenditore, che era intercettato, e la cronista - si sente quest`ultima dichiarare che se queî finanziere non la smette, «lo andiamo a uccidere col mitra...».

O che certi esponenti della Guardia di Finanza «sono peggio di Sandokan». L`accusa di calunnia, però, trova il suo fondamento nel rapporto del maggiore Vittorio Capriello, ex comandante delle Fiamme gialle a Caserta dal quale Rosaría Capacchione si era recata per dirgli di non prestare ascolto alle ricostruzioni di Luigi Papale, costituitosi parte civile
nell`odierno processo, sul conto suo e del fratello, in quanto quel militare sarebbe stato "pagato", per costruire false accuse, dalla famiglia Coppola di Pinetamare (rivale di Capacchione per l`acquisto di suoli e capannoni nell`ex area Saint Gobain di Caserta). Capriello redige un rigoroso verbale sull`incontro con la giornalista.

Nel prosieguo delle indagini (con accertamenti patrimoniali che investono tutta la famiglia, compresa una zia novantenne) emergerà che il finanziere Luigi Papale non ha avuto alcun rapporto con i Coppola e si confermerà, anzi, quanto dichiarato dal militare: anni addietro aveva condotto a loro carico un'inchiesta sfociata in un procedimento penale per concorso in bancarotta fraudolenta. Ma la circostanza su cui oggi si appuntano le attenzioni degli investigatori, fra quelle emerse nel processo per calunnia a carico di Rosaría Capacchione, riguarda quegli oltre 5 miliardi di vecchie lire transitati sui conti correnti della giornalista dal `95 al 2001.

Inchiesta che venne pubblicata dalla giornalista Maria Giovanna Pellegrino della Gazzetta di Caserta, contro la quale si scagliò l'ira della Capacchione, che strumentalizzò colleghi di Repubblica che la accusarono di falsi scoop. Scoop che poi si sono rivelati veri e culminati con l`arresto del fratello della Capacchione. Le movimentazioni, tutte passate al setaccio dai finanzieri, riguardano in primo luogo il conto intestato alla cronista del Mattino presso l`agenzia Banca di Roma a Frasso Telesino, ridente paese ai confini fra le province di Caserta e Benevento.

Direttore dell`agenzia di Frasso era all`epoca un buon amico dei Capacchione, Enzo Vecchione. Intimo fino al punto di far da prestanome - ipotizzano gli investigatori - a Salvatore Capacchione in numerose sigle finite sotto i raggi X. Vecchione, dopo il
prudenziale trasferimento a Casería, lascerà poi definitivamente la banca. Altri conti intestati a Rosana sono risultati poi aperti in quel periodo presso la Banca Popolare di Castrovillari e Corigliano Calabro, l`Ambroveneto di Napoli e presso la Bnl di Caserta.

Grosse somme che entravano e uscivano continuamente, movimenti consistenti con personaggi non sempre adamantini dal punto di vista della fedina penale. E` il caso, per esempio, di Ciro Benenati, rimasto coinvolto in una serie di vicende giudiziarie a Marcianise, feudo del clan Belforte affiliato ai Casalesi. Titolare di una concessionaria per auto di grossa cilindrata in zona, a San Nicola la Strada, Benenanti è destinatario di un assegno da 250 milioni di euro tratto dal conto di Rosaría Capacchione.

Un esempio fra i tanti casi di una movimentazione che, nel suo complesso, viene considerata dagli investigatori riconducibile essenzialmente allo stesso Salvatore, cui del resto risultavano girati gli assegni in uscita dal conto della sorella. Per tutte le vicende che li vedono sotto accusa in tribunale (quelle in cui si trova coinvolto Salvatore, ma anche il processo per calunnia che riguarda Rosaría), i Capacchione possono contare su un difensore di fama come il penalista Vittorio Giaquinto. Celebre per aver assunto la difesa
di boss come il capo degli "scissionisti" di Secondigliano Paolo Di Lauro e di Salvatore Belforte, alla guida dell`omonimo, potente clan di Marcianise, Giaquinto assiste tanto Rosaría quanto suo fratello Salvatore.

 

ROSARIA CAPACCHIONEPierluigi BersaniPIERLUIGI BERSANIrosaria capacchione rosaria capacchione alfano capacchione Rosar a Capacchione SANDRO RUOTOLO

Ultimi Dagoreport

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”

peter thiel papa leone xiv

DAGOREPORT – PETER THIEL SBARCA A ROMA E PAPA LEONE RUGGISCE AL "CAVALIERE NERO" - IL PONTEFICE AVREBBE DATO MANDATO AL SEGRETARIO DI STATO VATICANO, PIETRO PAROLIN, DI COMUNICARE AI DOMENICANI DELL’ANGELICUM, DOVE SI SAREBBE DOVUTA TENERE LA TRE GIORNI DI CONFERENZE DI THIEL, DI CANCELLARE LA PRENOTAZIONE EFFETTUATA DAL MILIARDARIO-FILOSOFO DELLA TECNO-DESTRA E SUPPORTER DI JD VANCE - IERI LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ SAN TOMMASO D’AQUINO, PER BOCCA DEL RETTORE, PADRE THOMAS JOSEPH WHITE, HA SMENTITO LA NOTIZIA DEL CONVEGNO DI THIEL - LA 'MORAL SUASION' PAPALINA HA GIÀ FUNZIONATO O DAVVERO LE CONFERENZE NON SONO MAI STATE IN PROGRAMMA ALL’ANGELICUM? – LO SCONTRO TRA LA VISIONE TECNO-CATTO-APOCALITTICA, CON IL PALLINO DELL'ANTI-CRISTO ED ECHI ESOTERICI, DEL BOSS DI PALANTIR E QUELLA ANTI-TRUMPIANA E ANTI-MAGA DEL PAPA STATUNITENSE…

donald trump vladimir putin benjamin netanyahu

DAGOREPORT – CI SONO SOLO DUE VINCITORI, AL MOMENTO, DALLA GUERRA IN IRAN, E NESSUNO DEI DUE È DONALD TRUMP: SONO VLADIMIR PUTIN E BENJAMIN NETANYAHU. IL PRESIDENTE RUSSO GODE PER IL PREZZO DEL PETROLIO CHE S’IMPENNA E PER LA RINNOVATA CENTRALITÀ (TRUMP L’HA TENUTO UN’ORA AL TELEFONO A CHIEDERGLI CONSIGLIO) – “BIBI” VELEGGIA NEI SONDAGGI IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE E, MENTRE TUTTI SONO CONCENTRATI SU TEHERAN, INVADE IL LIBANO E S’ANNETTE LA CISGIORDANIA – LA RESISTENZA IRANIANA (HA UN ESERCITO DI MARTIRI PRONTI A MORIRE PER LA CAUSA) E I PAESI DEL GOLFO SPIAZZATI…

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”