giuseppe conte matteo renzi

MEGLIO IL VOTO O IL VUOTO? – TRA I GRILLINI C’È UN’UNICA CERTEZZA, E NON È IL NOME DI CONTE, MA IL FATTO CHE BISOGNA EVITARE A TUTTI I COSTI LE ELEZIONI. PER QUESTO I DEPUTATI DEL M5S INGOIERANNO QUALSIASI ROSPO, DA RENZI AL MES, MA DI CERTO NON SI SACRIFICHERANNO PER L’OSTINAZIONE DELL’EX AVVOCATO DEL POPOLO A RIMANERE A PALAZZO CHIGI. RENZI PUÒ SPARIGLIARE LE CARTE PROPONENDO DI MAIO O PATUANELLI PREMIER. A QUEL PUNTO ANCHE I SEGUACI DI DI BATTISTA DOVREBBERO TORNARE A PIÙ MITI CONSIGLI...

 

 

giuseppe conte e luigi di maio

Mario Ajello per "il Messaggero"

 

«Come te nessuno mai». Non fanno che dire questo a Conte i vari ministri grillini. A cominciare da Luigi Di Maio. No fanno che rassicurarlo, accarezzarlo, blandirlo. Sono in pressing da rassicurazione. Perché Conte teme il tradimento dei 5 stelle, che sono il partito suo ma soprattutto il partito della continuazione ad oltranza della legislatura.

 

luigi di maio vito crimi

E se le cose dovessero andare per le lunghe, per poi andare male, alla stabilità e al posto fisso in Parlamento i deputati e i senatori grillini, in grande inquietudine, poco propensi a tifare Conte quanto lo tifano per ora i big, non saranno capaci di preferire la sopravvivenza contro tutto e contro tutti dell' avvocato-professore. Di cui ieri sera, nella riunione di M5S, non pochi dicevano: «Ha sbagliato tanto, anche lui».

PAOLA TAVERNA PRIMA DOPO

 

Inizio di scaricamento, in assenza dell' arrivo dei Responsabili che non arrivano? «Conte si è fidato troppo di chi gli assicurava cose inesistenti e numeri farlocchi», ecco l' umore diffuso di tanti peones. I capi del movimento provano a catechizzarli ma se nelle prossime ore la situazione dei numeri in Senato resta quella che è, non sarà facile tenere il movimento sulla linea Con Conte Fino alla Morte.

 

Qualcuno come Emilio Carelli non lo dice a mezza bocca: «Qualunque sarà la soluzione, l' importante è che M5S resti centrale». In realtà anche i vertici del movimento sotto sotto e dietro i proclami alla Taverna («Conte è l' unico che può tirarci fuori da questo pantano») e alla Fraccaro («Lui è il Federatore»), cominciano a nutrire qualche scetticismo: «Va bene tutto, ma i Responsabili non ci sono, i Volenterosi non escono allo scoperto e così rischiamo di non finire la legislatura».

barbara lezzi

 

IL VOTO MAI

Non sia mai detto. M5S non può rinunciare alla forza in Parlamento e nel governo, non corrispondente al peso reale nel Paese come dimostrato da tutte le elezioni dal 2018 in poi. Quindi?

 

Baciare il Rospo Renzi si può, anche se non va bene dirlo. E il «venite con me o elezioni», l' arma retorica usata da Conte, non sembra più funzionare come qualche giorno fa. C' è chi, prima della riunione dei gruppi grillini ieri sera, parlando di Patuanelli lo chiamava, un po' per gioco ma un po' no, «Il Presidente».

 

Renzi a Patuanelli, proprio perché non è Conte, lo incoronerebbe subito. I dem forse anche. La riunione di ieri sera, ricalcando il tenore delle chat dei parlamentari, diventa uno sfogatoio anche contro il capo politico Crimi il più contista tra i contisti di vertice: «Speriamo che prima di una eventuale posizione che porti alle elezioni ci chiedano cosa intendiamo fare, altrimenti non è una strategia di gruppo ma solo di alcuni...», attacca una parlamentare. E un altro: «Tutti con Conte ma se poi si va a sbattere la macchina va cambiata».

giuseppe conte patuanelli

 

MAL DI PANCIA

Eppure «Conte si sta logorando di ora in ora», è l' opinione di altri. «Conte non ha i numeri», sentenzia un senatore 5 Stelle, pallottoliere alla mano, riferendosi alla compagine dei presunti volenterosi o costruttori. Il ministro D' Incà che doveva portare nuovi numeri a Palazzo Madama viene messo in dubbio: «Poteva fare meglio». Renzi che era il diavolo sembra non esserlo più da queste parti. O meglio per alcuni non lo è più ma per altri lo resta eccome. Vedi il Dibba.

 

emilio carelli luigi di maio

Sul possibile accordo con Italia Viva, il Che di Roma Nord e l' ala a lui vicina chiudono ogni spiragli. Ale ha lanciato la sua fatwa contro Renzi e non la ritira. La senatrice Barbara Lezzi assicura: «Non voterò la fiducia a un nuovo esecutivo con Renzi». Ma c' è un problemone. «Se Italia Viva nei prossimi giorni propone al Colle uno dei nostri per la premiership, per esempio Di Maio, come facciamo a dire di no...», si ragiona così tra deputati e sentori stellati.

 

Lo stesso tema si porrebbe anche qualora sul tavolo dovessero approdare nomi come quello dell' ex presidente della Consulta Marta Cartabia o quello del ministro dem alla Difesa Lorenzo Guerini. «Siamo proprio sicuri - si chiede un eletto al Senato - che il M5S sia disposto ad andare al voto pur di difendere la poltrona di Conte a Palazzo Chigi?».

ZINGARETTI - CONTE - DI MAIOmarta cartabia 2

Non siamo sicuri affatto.

stefano patuanelli matteo salvini giuseppe contegiuseppe conte lucia azzolina riccardo fraccaro

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?