giuseppe conte mario turco

DAL MOVIMENTO 5 STELLE AL MOVIMENTO 1 CONTE - DOPO LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI CHE HA CONFERMATO LA LEADERSHIP DI PEPPINIELLO APPULO, IL SUO VICE E “PULCINO” MARIO TURCO FA CAPIRE CHE ARIA TIRA: “SIA CHIARO, SENZA IL PRESIDENTE CONTE I CINQUE STELLE, DI FATTO, NON ESISTONO” - PER DARE ALL’EX AVVOCATO DEL POPOLO UN PARTITO TUTTO SUO SI DOVRA’ PROCEDERE ALL’EPURAZIONE DELL’OPPOSIZIONE INTERNA (DI MAIO IN TESTA) - E INFATTI A FINE GIUGNO SI DOVREBBE TENERE LA VOTAZIONE SULLA DEROGA AL TETTO DEI DUE MANDATI…

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

LORENZO BORRE'

Giuseppe Conte può tirare un sospiro di sollievo: la decisione del tribunale di Napoli che rigetta il ricorso degli attivisti contro la seconda votazione sul «suo» statuto M5S e sulla sua elezione a presidente è una buona notizia. Dopo la sconfitta alle Comunali, si tratta di un tassello fondamentale per poter avviare la fase due della rifondazione senza inciampi e sospensioni.

 

La scelta del tribunale viene vista giustamente dai vertici come una vittoria. «L'ordinanza chiarisce intanto la legittimità dell'intero percorso seguito», commenta l'avvocato Francesco Astone. Potrebbe trattarsi solo del primo round. «Valuteremo l'opportunità di proporre reclamo», annuncia il legale dei ricorrenti, Lorenzo Borrè. La causa giudiziaria sulla votazione era la prima di una serie di battaglie che attendono Conte. «Avanti, con forza e determinazione», ha scritto sui social il leader. E proprio la determinazione sarà necessaria nelle prossime settimane.

mario turco giuseppe conte paola taverna

 

Intorno al 28-29 giugno si dovrebbe tenere la votazione sulla deroga al tetto dei due mandati. Le date sono già state decise martedì in sede di consiglio nazionale stellato, una riunione che si è protratta a lungo per sciogliere alcuni nodi relativi ai segretari locali di tre regioni (Toscana, Lombardia ed Emilia-Romagna). Sulla partita del secondo mandato si giocano sia i rapporti interni al gruppo parlamentare sia i propositi di «rifondazione».

Conte ha detto che non ha intenzione di esprimersi, ma poco dopo ha fatto presente che a suo avviso «la politica non può diventare un mestiere».

 

CONTE TURCO

Parole pesantissime che hanno fatto sobbalzare i parlamentari che stanno terminando la loro seconda legislatura. Il clima è «incandescente», come ammettono sia contiani sia i parlamentari che temono di essere accantonati dal leader. Non a caso l'ex ideologo M5S Paolo Becchi ha twittato: «Ma ha chiesto a Di Maio, Fico, Crimi, Taverna cosa ne pensano?». A gettare altra benzina sul fuoco è un'intervista del vicepresidente Mario Turco, al primo mandato, che alla Gazzetta del Mezzogiorno dice: «Sia chiaro, senza il presidente Conte i Cinque Stelle, di fatto, non esistono».

LUIGI DI MAIO PAOLA TAVERNA

 

«Caro Mario Turco, ricorda: tutti sono importanti ma nessuno è indispensabile», replica il deputato Filippo Gallinella. Sulla stessa linea Sergio Battelli, che commenta: «Parole vergognose dai vertici M5S. Ma stiamo scherzando? Siamo passati dal Movimento 5 Stelle al Movimento 1 Conte. Io non ho più parole». «Intendevo dire che sarebbe difficile immaginare realisticamente un rilancio del M5S, prescindendo dalla leadership di Conte, leadership confermata da due votazioni dei nostri iscritti», precisa poi Turco.

 

GIUSEPPE CONTE MARIO TURCO RICCARDO FRACCARO

Conte preferisce concentrarsi sulla vittoria di Napoli: i nodi sul tetto dei due mandati verranno affrontati in seguito, compresa la lista dei nomi che potranno accedere a una deroga per «meriti». «Mi ritengo soddisfatto di questo contributo alla chiarezza, che vale a superare le incertezze che il ricorso aveva provocato e a spazzare via tutti gli auspici, spesso rappresentati come argomentazioni giuridiche, che miravano a indebolire e rallentare il nostro percorso politico», spiega il leader ai suoi.

DI MAIO FICO

 

E afferma: «Il giudice ha respinto questo tentativo affermando un principio sacrosanto, che se un singolo associato non condivide le norme associative non può pretendere di bloccare la vita dell'associazione». Ma il clima nel M5S rimane da guerra fredda. E c'è chi per rendere l'immagine cita La nostra relazione di Vasco Rossi: «Ci limitiamo a vivere dentro nello stesso letto, un po' per abitudine o forse un po' anche per dispetto. Non è un segreto, dai, lo sanno tutti» .

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)