draghi conte

NOI VE L’AVEVAMO DETTO: ALLA FINE CONTE HA CALATO LE BRAGHE – DOPO SETTIMANE DI MINACCE DI CRISI DI GOVERNO, IL MOVIMENTO CINQUE STELLE SI RIMANGIA LA RISOLUZIONE CONTRO L’INVIO DI ARMI A KIEV: NEL COMUNICATO-FIUME DEL CONSIGLIO NAZIONALE DEL M5S NON SI PARLA PIÙ DI STOP ALLE ARMI O DI “NUOVO VOTO”, MA SOLO DI “DE-ESCALATION” E COINVOLGIMENTO DEL PARLAMENTO – DRAGHI HA VISTO IL BLUFF E HA TIRATO DRITTO, E PEPPINIELLO ORA CERCA DI SALVARE LA FACCIA COME PUÒ…

Laura Cesaretti e Adalberto Signore per “il Giornale”

 

giuseppe conte si toglie la cravatta

La mission rimasta ai 5 Stelle di Conte è una sola: come salvare la faccia. Dopo settimane di minacce di sconquassi contro il governo sul «no alle armi» per difendere l'Ucraina, e dopo la deflagrazione dello scontro con il ministro degli Esteri del suo stesso partito, l'ex premier ha dovuto dare il contrordine: «Hanno calato le braghe», dice brutalmente un senatore Pd.

 

Lo si capisce leggendo il comunicato-fiume cesellato per 12 ore dopo il summit notturno dei contiani: niente espulsione di Di Maio («Conte non può permettersi di perdere decine di parlamentari, che seguirebbero il ministro», spiegano voci interne), niente «no alle armi», niente «nuovo voto del Parlamento» in caso di nuovi aiuti all'Ucraina aggredita. Ovviamente, niente risoluzione «pacifista» M5s: «Da quel che so è una bozza su cui non si stava lavorando, quindi non possiamo dirla riferita ai 5S», spiega in italiano incerto il presidente della Camera Roberto Fico.

lorenzo guerini mario draghi

 

Ovviamente la «bozza» c'era eccome, e metteva nero su bianco la linea anti-governo (e anti-sostegno all'Ucraina sancito dalla Ue nella missione a Kiev del premier) espressa in queste settimane da Conte. Prevedeva una sorta di commissariamento contiano su Draghi, cui veniva ingiunto di chiedere nuove autorizzazioni in Parlamento per ogni futura mossa.

 

Da Palazzo Chigi la risposta è stata netta: «Ogni richiesta di subordinazione dell'iniziativa del governo a ulteriori voti parlamentari, dopo il mandato chiaro già ricevuto, sarebbe inaccettabile. Lo abbiamo spiegato all'avvocato Conte tre settimane fa». Del resto, si fa notare, le forniture militari all'Ucraina sono stabilite da un decreto, e una risoluzione non può cambiarlo.

giuseppe conte enrico letta

 

Ergo, la «bozza» è stata mandata al macero, smentendone ogni paternità. E Conte ha dovuto far scrivere nel comunicato ufficiale che giammai M5s ha tentennato nella «risoluta condanna» della Russia, nell'«allineamento» alla Nato e nel sostegno alla «legittima difesa» dell'Ucraina aggredita, ma che bisogna puntare alla «descalation (parola che in verità non esiste in alcuna lingua conosciuta) militare».

giuseppe conte 2

 

Così ieri, sul tavolo della riunione di maggioranza per stilare la risoluzione che sarà votata oggi, dopo l'intervento di Draghi in Senato alle 15, il vero tema in discussione era: come consentire a Conte e ai suoi di «salvare la faccia» (parola di un dirigente Pd che segue il dossier), dovendo ingoiare la linea del governo.

 

«Una tempesta in un bicchier d'acqua», ironizza il dem Andrea Marcucci, «le comunicazioni di Draghi saranno pienamente accolte, perché sono quelle della Ue. E nella risoluzione, come ovvio, sarà citato il coinvolgimento del Parlamento».

rocco casalino con giuseppe conte

 

Su come formulare questa ovvietà, ieri, la diatriba è andata avanti per ore ed ore, sotto la paziente guida del sottosegretario agli Affari Ue Enzo Amendola. Che ha respinto i tentativi di chi, come Leu, cercava di inzuccherare la pillola amara che i grillini devono ingoiare, frenando anche chi ne voleva l'umiliazione pubblica.

andrea marcucci.

 

Il testo finale sarà noto solo oggi, proprio per evitare nuove crisi di nervi e tentativi di boicottaggio tra i grillini, tra i quali saranno inevitabili nuove defezioni. Senza conseguenze per la maggioranza. Con Salvini che approfitta del caos grillino per fare il «responsabile»: «Il governo non rischia certamente per noi».

 

Il Pd, sia pur senza attaccare apertamente gli alleati (per quanto?) contiani perché «domenica ci sono i ballottaggi» e non si può litigare, nonostante l'ormai palese inutilità del contributo contiano ad eventuali vittorie, ha comunque usato ogni strumento di pressione sui 5S.

giuseppe conte 4

 

E un segnale significativo, sia pur poco notato, è arrivato da Strasburgo: il Bureau del gruppo socialista al Consiglio d'Europa - come raccontato nei giorni scorsi dal Giornale, con un vivace strascico di polemiche tra i Dem - ieri avrebbe dovuto votare l'ingresso della delegazione pentastellata (8 membri indicati dai gruppi parlamentari italiani), che chiedeva insistentemente da mesi il via libera.

 

Il Pd, che inizialmente aveva promosso (con Piero Fassino) l'operazione, ha invece frenato bruscamente, su indicazione del Nazareno: niente luce verde, fin quando Conte e i suoi non chiariranno nel Parlamento italiano la loro adesione alla linea del governo Draghi sull'Ucraina. Se ne riparla dopo le comunicazioni del governo in aula e il voto delle risoluzioni.

Articoli correlati

COME DAGO-RIVELATO, IL CONSIGLIO NAZIONALE DEL M5S RIUNITO IERI SERA ERA SOLO FUFFA BY CASALINO

CASALINO FUFFA SHOW! - MA QUALE SCISSIONE: DI MAIO NON ESCE E CONTE NON PUO CACCIARLO DAL M5s

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…