conte e speranza task force

NON SOLO IL PIANO VACCINALE E ARCURI, TRA LE EREDITA’ DI CONTE CHE DRAGHI DOVRA’ AFFRONTARE CI SONO ANCHE LE CARENZE DEL NUOVO PIANO PANDEMICO - NON ERA AGGIORNATO DAL 2006 E ORA L'ULTIMA VERSIONE È PURE INADEGUATA. IL DOSSIER DEL GENERALE LUNELLI: “UN LIBRO DEI SOGNI” SI SPERAVA CHE IL CONTE BIS AVESSE RISOLTO TUTTI I PROBLEMI, DOPO LA FIGURACCIA DEL PIANO MAI AGGIORNATO E (FORSE) NEPPURE APPLICATO. E INVECE PARE VI SIANO ERRORI, SOTTOVALUTAZIONI E NON POCHE MANCANZE…

Giuseppe De Lorenzo per ilgiornale.it

 

conte speranza

Neppure il tempo di insediarsi che Draghi dovrà presto affrontare numerose questioni spinose. Ci sarà da decidere se prolungare la chiusura tra le Regioni. Capire se è il caso di prolungare il mandato a Domenico Arcuri.

 

 

Migliorare il piano vaccinale. Ma sta anche per sorgere, e non è cosa da poco, un’altra non indifferente grana sul nuovo “Piano strategico operativo nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale” approvato non molti giorni fa. Si sperava che il Conte bis avesse risolto tutti i problemi, dopo la figuraccia del piano mai aggiornato e (forse) neppure applicato. E invece pare vi siano errori, sottovalutazioni e non poche mancanze.

 

A certificare le “criticità” è ancora una volta il generale Pier Paolo Lunelli, già autore di protocolli pandemici per diversi Stati Ue e di altri due importanti dossier sulla risposta italiana alla pandemia. L’ultima fatica è stata presentata in occasione della inaugurazione di Anagenesis. Centro di Ricerca e Monitoraggio Preparazione Pandemica, un think tank fondato da Robert Lingard con lo scopo di fornire agli Stati ricerche scientifiche con cui migliorare l’approccio alle epidemie.

draghi poppins

 

Il giudizio di Lunelli è lapidario. Il documento messo a punto dal ministero è un mal riuscto "mix volto ad acquisire soltanto parte delle capacità necessarie per poter poi elaborare un piano pandemico". Avrebbero dovuto tenere distinta la fase di "preparazione" (da fare a monte) da quella di risposta ad un virus, e invece nel documento c'è "un po' dell'uno e un po' dell'altro". Ma non tutto. In sintesi: qualcosa, ma non abbastanza. Inoltre risulta “un documento complesso, di difficile lettura e di ardua applicazione, esattamente come lo era quello del 2006”. Troppo “burocratese”, eccessiva delega alle Regioni nella gestione delle risorse umane, possibili contese e dispute. Insomma: siamo punto e d’accapo.

 

Lunelli arriva addirittura a scrivere che tecnicamente non lo si potrebbe neppure targare come "piano pandemico". "Anche la dizione 'strategico' è fuori luogo - dice - il livello è quello operativo, il cui compito è trasformare le decisioni del livello strategico in azioni sul campo". Possibile che, dopo quanto successo, l'amministrazione non sia riuscita a realizzare qualcosa di ben fatto?

 

E pensare che la via da percorrere era stata tracciata dall’Oms già nel lontano 2007: invece di mescolare tutto in un pot-poirru come fatto dall'Italia, bisognava correre su due binari paralleli e distinti per poi farli convergere al momento opportuno. Cosa c'è nel nuovo "Piano pandemico"?

giuseppe conte roberto speranza

 

Per fare un buon lavoro occorre innanzitutto programmare lo sviluppo delle capacità fondamentali: effettuare l’inventario di ciò che abbiamo (ce ne siamo dimenticati un anno fa); individuare ciò di cui abbiamo bisogno, anche in base all'esperienza pregressa (“attività non svolta compiutamente ai vari livelli”, dice Lunelli); infine formalizzare un programma di investimenti e una legislazione specifica per superare le varie mancanze. Il nuovo Piano, va detto, prevede un programma per lo sviluppo delle capacità fondamentali.

drag queen

 

Peccato, spiega Lunelli, che ne manchino "all'appello" un paio "di carattere vitale": da una parte manca un progetto per una legislazione adeguata e la valutazione dei costi ("aspetti sui quali non si fa alcun cenno"): dall'altra non v'è attenzione per la capacità di coordinamento a livello strategico interministeriale ("nel documento è stato indicato solo un punto di contatto e un numero di telefono con l'Oms"). Entrambi gli aspetti sarebbero di competenza del ministero della Salute.

 

Il secondo binario, invece, riguarda più da vicino la pianificazione pandemica. Ed anche qui non mancano lacune. Primo punto: nell’elaborazione di un piano strategico (di almeno 5 anni), di livello interministeriale sotto la guida del dicastero della Salute, bisognerebbe innanzitutto definire gli scenari e finaziarli prima di mettere per iscritto il "piano". L’Italia ha operato così o ha saltato qualche passaggio? “Partire ora col piano pandemico sanitario senza l’approvazione governativa dello scenario prescelto e dei relativi presupposti di pianificazione - scrive Lunelli - è come mettere il carro davanti ai buoi e sarà fonte di cortocircuiti nelle successive attività”. Una volta stilato il piano pandemico sanitario a livello operativo, pare che non sia stato neppure fatto correttamente.

conte speranza

 

Per Lunelli mancherebbero infatti all'appello “molti elementi dichiarati necessari dalle linee guida dell’Oms”. Il generale li elenca tutti: “Mancano a) la descrizione del contesto; b) il concetto operativo (CONOPS) che sintetizza i ruoli, le responsabilità e come le varie organizzazioni lavoreranno insieme e si coordineranno a livello nazionale, regionale e locale per rispondere a un’emergenza; c) la mappatura del rischio; d) la catena di comando e controllo; e) i meccanismi di coordinamento; f) la valutazione del rischio; g) l’attivazione di un centro operativo sanitario h24 sette giorni su sette. Tradotto: non si capisce bene chi debba fare cosa, e soprattutto con quali strumenti.

 

 

Questi due binari, alla fine, dovrebbero “convergere in una stazione di verifica” per eseguire “le liste di controllo”: esercitazioni, raccolta e implementazioni delle lezioni apprese. Sono previste nel nuovo Piano? Si cita una simulazione nel 2022, peccato che “il completamento della capacità n.6 sulle 'Comunicazioni del rischio al pubblico' sia stato programmato per il 2023”. Che senso ha esercitarsi senza prima aver completato la preparazione?

 

domenico arcuri

In conclusione, il nuovissimo "Piano pandemico" ha numerose "carenze concettuali". Infatti non aderisce adeguatamente ad alcune linee guida dell’Oms e al Regolamento Sanitario Internazionale (Rsi). Sottovaluta alcuni aspetti di coordinamento e di pianificazione strategica. E soprattutto contiene un’organizzazione di comando e controllo “lacunosa”, proprio come successo nell’ultimo anno.

 

arcuri

Bene, ma non benissimo. Un prodotto ottimale, infatti, dovrebbe “indicare chiaramente” chi fa che cosa e con quali risorse. Senza denaro, infrastrutture, legislazione, procedure standardizzate, strutture organizzative e personale formato ogni programmazione diventa inutile. Non solo. Qualora tutte le risorse non siano disponibili immediatamente - scrive Lunelli - tutto "rimane nello stato di semplice libro dei sogni”. Ed è proprio quello che rischia l'Italia col nuovo Piano appena approvato.

Ultimi Dagoreport

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO

donald trump roberto cingolani

FLASH! – L’INCAZZATURA DI MELONI CON ROBERTO CINGOLANI? FOLLOW THE MONEY! L’IRRITAZIONE DELLA PREMIER CON L’AD DI LEONARDO NON SI DEVE A QUESTIONI POLITICHE O AL SOLO DESIDERIO DI FARE PIAZZA PULITA DOPO LA BATOSTA REFERENDARIA. LA “COLPA” DI CINGOLANI È DI AVER PROGETTATO IL SOFISTICATISSIMO SCUDO ANTI-MISSILE “MICHELANGELO DOME”. DAGLI STATI UNITI SI ASPETTAVANO CHE L’ITALIA, COME LA GERMANIA, RICORRESSE AL COLLAUDATO SISTEMA ISRAELO-AMERICANO “IRON DOME”, A CUI IL PROGETTO ITALIANO FAREBBE UNA BELLA CONCORRENZA…