giuseppe conte aiuto

ORMAI NEMMENO IL GIUSTIZIALISMO SMUOVE I PEONES GRILLINI - CONTE HA PROVATO A RISVEGLIARE I PARLAMENTARI DEL MOVIMENTO ATTACCANDO RENZI E RISPOLVERANDO IL VECCHIO CAVALLO DI BATTAGLIA DEL CONFLITTO DI INTERESSI - IL TUTTO DURANTE LA DIRETTA SU “TWITCH” CON IVAN GRIECO, IN CUI PEPPINIELLO APPULO HA FATTO ASPETTARE MEZZ’ORA LO “STREAMER”, FACENDOLO BESTEMMIARE (LETTERALMENTE) - VIDEO

GIUSEPPE CONTE ARRIVA IN RITARDO ANCHE SU TWITCH E FA BESTEMMIARE IVAN GRIECO
giuseppe conte sul canale twitch di ivan grieco

1 - CONTE RISPOLVERA LE BATTAGLIE CONTRO IL CAVALIERE MA NON RIESCE A PLACARE IL MALUMORE DEI PEONES

Domenico Di Sanzo per “il Giornale”

 

Il richiamo della foresta di un M5s dalla parte della magistratura e l'evocazione della legge sul conflitto di interessi per provare a tenere a bada un partito a briglia sciolta. Giuseppe Conte batte sui tasti dell'identità dopo l'astensione delle tre senatrici stellate in Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di Palazzo Madama sul caso Open e le chat di Matteo Renzi.

 

renzi conte

E allora l'avvocato coglie l'occasione per rilanciare sul vecchio cavallo di battaglia del conflitto di interessi. Un simbolo che torna utile in un contesto in cui è vivace il dibattito sulla candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale.

 

«Invitiamo tutte le forze politiche a votare questa disciplina sul conflitto di interessi. Purtroppo quel disegno di legge non sta correndo», denuncia in una diretta sul canale Twitch dello streamer e commentatore Ivan Grieco. Poi ribadisce la linea sul voto in Giunta al Senato. Parla di una posizione «stravolta e fraintesa», di un M5s che «non ha cambiato principi».

ivan grieco

 

Ma, nonostante l'ostentazione di sicurezza di chi dice che sul Quirinale «riconoscerete tutti i numeri del M5s», la principale preoccupazione di Conte è la tenuta di un Movimento che sembra sempre sul punto di implodere. Rischio concreto nella partita per il Colle, dato che, come ci dice un parlamentare alla seconda legislatura, «Conte non controlla più niente», spaccature che si manifestano nei territori, da Nord a Sud. Le parole del capo sull'ascolto delle istanze locali non placano gli animi.

 

giuseppe conte sul canale twitch di ivan grieco

In questi giorni si sta registrando grande insofferenza da parte di eletti in Parlamento che hanno il polso del loro collegio, sono delusi molti consiglieri regionali e comunali. «Tutti si lamentano perché Conte parla di dialogo e poi non risponde nemmeno al telefono, stessa cosa i suoi fedelissimi», si sfoga un deputato molto forte nel suo territorio.

 

giuseppe conte e rocco casalino

Tra i parlamentari vengono guardate con sospetto le mosse del vicepresidente Mario Turco in Puglia, la regione di Conte. C'è la paura che il movimento Insieme per la Puglia del governatore Michele Emiliano diventi l'hub di una nuova classe dirigente contiana, pronta a soppiantare i grillini storici alle prossime politiche.

 

E ancora, diversi deputati e senatori nel pomeriggio cadono dalle nuvole ascoltando alcune frasi di Conte nella diretta Twitch con Grieco. L'avvocato commenta i referendum su cannabis ed eutanasia e spiega che lo strumento «non è ideale». «Ma come? Abbiamo fatto i banchetti per raccogliere le firme», replicano dai gruppi. Sul quesito sulle droghe leggere era sceso in campo in prima linea anche Beppe Grillo. In un contesto del genere è reale lo scenario di un voto sul Quirinale che si trasforma in un regolamento di conti interno.

MARIO TURCO

 

Sul Colle Conte ripete il mantra dell'«ampia condivisione» e del «confronto con tutti», mantenendo la corsia preferenziale con il Pd di Enrico Letta, con il quale «il dialogo è costante». Nella direzione dell'unità, anche dentro il M5s, vanno le parole di Luigi Di Maio. Il dialogo Conte-Letta «è un'iniziativa giusta, ma il ragionamento va allargato per coinvolgere tutte le forze politiche, compreso il centrodestra», dice Di Maio a Corriere Tv.

 

2 - E CONTE PROVA A PLACARE IL MOVIMENTO: NOI CON I MAGISTRATI

Emanuele Buzzi per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe conte sul canale twitch di ivan grieco 1

Una bufera che non tende a placarsi e che alla fine vede Giuseppe Conte costretto a intervenire per spazzare via dubbi e ambiguità. «Voglio essere chiaro: il M5s in Aula voterà contro chi vuole mettere i bastoni tra le ruote alla magistratura sui casi Renzi e Cesaro».

 

E poi precisa che il Movimento «non è affatto diventato distratto o meno rigoroso su temi così importanti, identitari e caratterizzanti». Il leader pentastellato conclude: «Sgombero quindi il campo da ogni dubbio: su questi temi siamo stati, siamo e saremo irreprensibili». Ma ventiquattr' ore dopo la decisione delle esponenti M5S di astenersi sul caso Renzi nella votazione fatta dalla giunta per le immunità del Senato, i gruppi Cinque Stelle sono ancora in subbuglio. E lo sono per tutto il giorno.

 

renzi mejo dello sciamano di washington

È un tutti contro tutti dove pochi si salvano. Nel mirino finiscono le tre senatrici della votazione e il presidente del Movimento. «Se sapeva ha sbagliato scelta, se non lo sapeva che leader è? Come può ignorare una decisione politica così delicata?», si domanda un Cinque Stelle.

 

giuseppe conte sul canale twitch di ivan grieco 2

«Un maggiore coordinamento con le nostre rappresentanti nella giunta non avrebbe guastato», puntualizza al Corriere Primo Di Nicola. Il senatore mette in guardia anche sul rischio di irrilevanza nella votazione per il Colle: «Il rischio c'è. E per neutralizzarlo è necessario un pieno coinvolgimento dei gruppi parlamentari» .

 

giuseppe conte

«C'è stata una strumentalizzazione politica dei fatti della giunta», dice all'Adnkronos la senatrice del M5S Elvira Evangelista. Il voto sul caso Open «è nato come conseguenza dell'esito della precedente votazione appena accaduta, non programmata e non prevedibile (quella sulla richiesta di domiciliari per il senatore Cesaro, ndr )», si difende Agnese Gallicchio. Nel gruppo parlamentare, intanto, si scatena la bagarre.

 

Pochi difendono la scelta, molti la commentano nei conciliaboli di palazzo. I contiani di fronte all'attacco nei confronti del leader escono allo scoperto e ribattono: «Questi veleni stanno uccidendo il Movimento molto più di quello che contestate». Ma la faida interna ai Cinque Stelle sembra lontana dal placarsi .

GIUSEPPE CONTE MATTEO RENZI - BY GIANBOY

Ultimi Dagoreport

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...