1. IN CHE MANI SIAMO FINITI - ‘’L’ERRORE È TROVARCI OGGI, DOPO NOVE MESI, COME SE IL VIRUS FOSSE ESPLOSO IERI. GLI STRUMENTI E LA GESTIONE SONO ESATTAMENTE IDENTICI A 9 MESI FA’’
2. STEFANO FOLLI: ''CHI È INTERVENUTO DIETRO LE QUINTE PER IMPEDIRE A CONTE “LO SCEMPIO", VALE A DIRE IL CONTROLLO DI POLIZIA NEGLI APPARTAMENTI, MAGARI SU SEGNALAZIONE ANONIME? IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. È UN'INCRINATURA DA NON SOTTOVALUTARE''

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giovanni guzzetta 1 giovanni guzzetta 1

Stefano Folli per “la Repubblica”

 

L’errore è trovarci oggi, dopo nove mesi, come se il virus fosse esploso ieri. Gli strumenti e la gestione sono esattamente identici a nove mesi fa». Chi parla, in un'intervista al Riformista, non è un esponente della destra anti-governativa bensì Giovanni Guzzetta, costituzionalista con cattedra a Roma, uno stimato giurista di formazione cattolica, attivo in passato nel fronte referendario di Mario Segni.

 

Arcuri Conte Arcuri Conte

Guzzetta mette il dito nella piaga. La prima volta il caos e i disservizi erano giustificati da eventi senza precedenti, per cui il successo d'immagine del governo, e quello personale di Conte, riflettevano il desiderio dell'opinione pubblica di essere protetta e guidata. Ma oggi è diverso. Gli scontri con le Regioni, le disposizioni contraddittorie, la confusione nei trasporti pubblici testimoniano di un sorprendente ritardo.

 

Conte Speranza Conte Speranza

Il Parlamento è stato messo ai margini - afferma il costituzionalista - senza peraltro aumentare l'efficienza. Come se non bastasse, per alcune ore il Paese ha avuto la sensazione che il governo stesse aggirando gli articoli della Costituzione che garantiscono libertà di riunione e di domicilio.

 

Chi è intervenuto dietro le quinte "per impedire questo scempio" e indurre Conte a dire infine una parola chiara? Il presidente della Repubblica: ovviamente con il suo stile discreto, alieno da ogni pubblicità. Si capisce quindi che non si è trattato di un'incomprensione lessicale. Per molte ore lo "scempio" è apparso possibile: vale a dire il controllo di polizia negli appartamenti, magari su segnalazione anonime.

 

berlusconi Mattarella gentiloni berlusconi Mattarella gentiloni

Per risolvere lo psicodramma ci è voluto l'intervento del Quirinale.

 

Secondo punto. L'altro giorno, rivolgendosi all'Assolombarda, il commissario europeo Gentiloni ha usato toni severi (per chi vuole intendere). Ha detto intanto che gli iniziali 20 miliardi del Recovery arriveranno entro il primo semestre del '21: non c'è dunque da attendersi alcuna pioggia di risorse a breve.

 

E poi ha ammonito il governo e le forze politiche: «Il contributo europeo va preso sul serio, non possiamo interpretarlo e utilizzarlo come se fosse un aiuto alle nostre cose ordinarie. Queste risorse vanno utilizzate in modo lungimirante». Gentiloni, come è noto, è molto vicino al Quirinale. I suoi giudizi, che esprimono i timori dell'Europa verso l'Italia, sono senza dubbio conosciuti e condivisi da Mattarella.

MATTARELLA GENTILONI MATTARELLA GENTILONI

 

Tuttavia il governo vive di annunci e non ha ancora fornito dati convincenti su come utilizzare i fondi. Il meno che si possa dire è che il presidente della Repubblica si pone degli interrogativi. È un'incrinatura da non sottovalutare.

 

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“SIAMO PRONTI A VOTARE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO NON A SOSTENERE UN GOVERNO O UNA MAGGIORANZA CON CUI SIAMO INCOMPATIBILI” - BERLUSCONI FA CHIAREZZA SULLE SUE INTENZIONI: “UNA MAGGIORANZA DIVERSA, CON IL SOSTEGNO DI FORZA ITALIA? SONO TUTTE FANTASIE. NON VEDO NESSUNA PROSPETTIVA REALISTICA DI UN CAMBIO DI GOVERNO IN QUESTA LEGISLATURA - NON ABBIAMO MAI PRESO IN CONSIDERAZIONE L'IDEA DI UNA FUSIONE DEI GRUPPI PARLAMENTARI DEL CENTRODESTRA. NON SERVIREBBE E NON SAREBBE UTILE A NESSUNO”